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San Gregorio, a piede libero il conducente dell’Audi

Rimane in libertà, ricoverato al San Salvatore, l’uomo che a bordo dell’Audi a3 ha investito – nella serata di sabato al bivio di San Gregorio – la Fiat Punto guidata da Valentina Fiordigigli, morta in seguito all’impatto.

incidente

La ragazza, di Paganica, aveva 27 anni ed è morta poco dopo il ricovero in ospedale a causa delle gravi ferite riportate nell’incidente: si attendono gli esiti dell’autopsia.

L’uomo che era alla guida, un 46 enne kossovaro, residente a Teramo, viaggiava con un suo connazionale, 19enne, residente anch’egli a Paganica, come la giovane vittima.

La decisione di non arrestarlo ma di lasciarlo in stato di libertà è dovuta a fattori molteplici: l’alcoltest ha dato esito negativo, non c’è pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento delle prove.

Si lavora per capire la dinamica dell’incidente: sono stati ascoltati, fra gli altri, i testimoni presenti sul posto, molti dei quali fin da subito sostenevano che l’Audi A3 viaggiasse a una velocità folle.

160km/h l’ipotesi trapelata in quei tragici momenti: ma tutto deve essere dimostrato dalle indagini, tuttora in corso.

La ragazza, nel violento impatto, ha perso conoscenza e le sue condizioni sono risultate da subito molto gravi. Un medico, presente sul luogo dell’incidente, ha coadiuvato le operazioni di primo soccorso in attesa dei sanitari. I vigili del fuoco sono giunti tempestivi, insieme ai sanitari della prima ambulanza, e sono riusciti ad estrarre la donna dall’auto distrutta. Uscita viva dall’automobile, è spirata pochi minuti più tardi.

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L’Audi dopo aver colpito la Punto è stata sbalzata nel terreno sottostante, travolgendo guardrail, segnaletica e cappottandosi. I due uomini sono usciti da soli dalla vettura con il volto insanguinato ed in evidente stato di choc.

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San Gregorio, quell’incrocio maledetto

Una o più rotatorie, dissuasori lungo la statale – di competenza dell’ANAS – autovelox, semafori, la famosa variante Sud. Tante le proposte fatte in questi anni su quel tratto di strada nei pressi di San Gregorio, per limitarne la pericolosità. Tutte cadute nel vuoto.

L’incrocio che congiunge la SS17 alla SS 261 è da anni triste scenario di incidenti stradali dovuti perlopiù alle alte velocità con le quali le macchine provenienti da Pescara, in discesa, si immettono nei pressi dello svincolo.

Ma anche automobilisti che non rispettano lo stop, invasioni di corsia. Per non parlare poi delle moltissime attività commerciali che nel post sisma sono cresciute a dismisura in quel tratto senza il necessario adeguamento della strada e dell’ingresso delle automobili nei parcheggi a servizio dei negozi.

rotatoria-san-gregorio-66834Perfino la nuova fermata ferroviaria di San Gregorio ha un ingresso con incrocio a raso.

Molti i feriti nel post sisma: purtroppo anche tre morti.

L’elenco delle vittime – tristemente ricordate dal mazzo di fiori pure esso scaraventato via dal terribile scontro di sabato sera – conta, oltre a Valentina Fiordigigli, la giovanissima Susanna Ciccarelli, ospite dell’Istituto delle suore della Casa Immacolata Concezione di San Gregorio, e il centauro Pierluigi Di Cesare, giovane che nel 2015 perse la vita a bordo della sua Ducati.

Fu proprio dopo la morte di Susanna Ciccarelli, nel 2014, che l’Assocasa UGL, nella persona di Franco Marulli, sollecitò in maniera vibrante il Prefetto e l’Anas, con una lettera alla quale seguivano promesse di impegni. Non arrivati. “Contro questo ennesimo incidente come Assocasaugl ci costituiremo parte civile” dice ora Marulli.

“Il Comune aveva chiesto due rotatorie” ha detto ieri a Il Capoluogo l’ex assessore alle Opere Pubbliche Maurizio Capri, risollevando l’ennesima discussione su un’opera sulla quale non si riesce ad addivenire ad un accordo: la variante Sud

In un documento ufficiale, inviato ad Anas un anno fa, l’ex assessore riferisce di aver richiesto le due rotatorie, una lì a San Gregorio e l’altra da realizzare ad Onna insieme a Ferrovie dello Stato, nel nuovo svincolo all’incrocio con Paganica.

«La Variante avrebbe, comunque, rappresentato una soluzione al problema della sicurezza, ma non si sa che fine abbia fatto – ha aggiunto Capri – Abbiamo valutato molte ipotesi nelle varie conferenze di servizio a Roma, poi il buio totale. Per non scontentare questo e quel territorio, siamo in attesa della variante da troppi anni e, intanto, non si mette in sicurezza una strada così pericolosa e così importante per la viabilità del territorio.

La Variante sud, parte da lontano da almeno 15 anni fa, il percorso originario è stato contestato man mano dai territori che venivano coinvolti. Il percorso è stato modificato più volte e, in ogni occasione, i territori si sono opposti all’intervento. Da Onna a San Gregorio, fino a Fossa, dove il Consiglio Comunale ha votato una delibera contraria alla Variante.

Tutti questi interventi hanno ritardato il processo burocratico. L’Anas ha presentato l’ultima proposta alla conferenza di Servizi a Roma, a cui ho preso parte come Assessore, ma poi più niente.

Non si sa cosa Anas voglia fare – ha concluso l’ex assessore Pd -, se sia intenta in una nuova progettazione o se stia affidando gli appalti, i cui finanziamenti sono ormai a rischio.  Se non si realizza la variante andranno persi i 6 milioni di euro dell’intervento».

Nei prossimi giorni verrà convocato un tavolo di confronto a cui parteciperanno rappresentanti dell’Anas, dei Comuni coinvolti e interessati dalla tratta stradale, che hanno già avuto modo di confrontarsi nell’ambito del percorso del progetto della cosiddetta Variante Sud: ne dà notizia il consigliere regionale Pietrucci.

(E.F.)

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