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eXtra Local, prima puntata: voto agli stranieri e integrazione - Il Capoluogo
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eXtra Local, prima puntata: voto agli stranieri e integrazione

"Una mano con tutte le dita uguali, non sarà mai bella e forte come una mano con tutte le dita diverse". Per la prima puntata di eXtra Local, l'intervista al presidente dell'associazione culturale Rilindja, Abdula Salihi.

La prima puntata della nuova rubrica del Capoluogo.it, XL (eXtra Local): voto agli stranieri e integrazione, intervista al presidente dell’associazione culturale Rilindja, Abdula Salihi.

“Una mano con tutte le dita uguali, non sarà mai bella e forte come una mano con tutte le dita diverse”. Con questa metafora Abdula Salihi, presidente dell’associazione culturale Rilindja, rilancia l’importanza dell’integrazione, nell’intervista per XL, eXtra Local, la nuova rubrica del Capoluogo.it. Tra i temi trattati, quello del voto agli stranieri, secondo “il principio democratico della rappresentanza per cui un uomo libero non può sottoporsi a leggi che non ha contribuito a formare“.
“Occorre prima di tutto fare una distinzione – ha spiegato Abdula Salihi – tra cittadini comunitari e cittadini non comunitari, ossia tra persone il cui Paese di origine appartiene all’Unione europea e persone originarie di Paesi che, invece, non vi appartengono. I cittadini comunitari che vivono all’Aquila – ad esempio Romeni, Spagnoli, Polacchi, Portoghesi, Bulgari e altri cittadini comunitari residenti – godono, infatti, del diritto di elettorato attivo e passivo in occasione delle elezioni comunali e circoscrizionali (tranne che per le cariche di sindaco e vicesindaco). La domanda d’iscrizione va presentata al Comune entro il 40° giorno antecedente la data delle elezioni, autocertificando cittadinanza e residenza. Nel caso delle elezioni nel Comune dell’Aquila, ultima data disponibile è martedì 3 maggio”.
Capitolo a parte per i cittadini stranieri non comunitari, “ancorché facenti parte integrante della società civile, che rimangono esclusi dal suffragio universale a livello locale”. Negli anni, alcuni comuni e diverse regioni hanno provato a superare autonomamente la questione, includendo nell’elettorato anche i cittadini maggiorenni non comunitari. “A fronte di tanta attenzione dimostrata dagli enti locali sull’esigenza di allargare il suffragio elettorale anche ai cittadini non comunitari il Governo ha, però, presentato ricorso di legittimità alla Corte costituzionale, sostenendo la tesi secondo la quale ‘la norma appare in contrasto con il principio costituzionale enunciato nell’art. 48 Cost. – inerente ai rapporti politici – che riserva ai cittadini l’elettorato attivo e, finalisticamente, non rispettosa delle attribuzioni costituzionali dello Stato, essendo riservato al Parlamento nazionale il potere di revisione costituzionale’. Eppure, sono diversi gli esempi in Europa di Paesi che già da tempo hanno cercato di colmare tale carenza: Svizzera, Spagna, Irlanda, Svezia, Danimarca, Olanda, Norvegia, Finlandia, Lussemburgo, Belgio. Dei 28 Paesi membri dell’Unione Europea, 15 prevedono il diritto di voto per i cittadini extracomunitari residenti”.
Per quanto riguarda l’Italia, quindi, serve la volontà politica per un ultimo tassello che chiuda il cerchio su un’integrazione reale.

L’intervista.

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