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Footlook conquista 100 Paesi in soli 6 mesi, Umberto Macchi: “Il primo social dedicato al calcio”

Il primo "social verticale" esclusivamente dedicato al mondo del calcio, Footlook è già sbarcato in 100 Paesi. L'intervista al founder Umberto Macchi

Il primo “social verticale” esclusivamente dedicato al mondo del calcio, Footlook è già sbarcato in 100 Paesi. L’intervista al founder Umberto Macchi: “Uno strumento utile a calciatori, sponsor e società con cui creiamo anche lavoro”.

È tutto “made in Italy”, anche se si rivolge agli utenti di tutto il mondo e sfrutta professionalità internazionali. Si tratta di Footlook, il primo social network “verticale” che ha la sua peculiarità nella specializzazione: il calcio.

“I principali social – spiega Umberto Macchi, founder ed esperto, “vecchia conoscenza” del Capoluogo.it, che ha avuto il piacere di seguire alcuni suoi interessanti corsi a L’Aquila – sono generalisti, tutti trattano di tutto. Per la prima volta con Footlook il social diventa verticale, specializzandosi nello sport più amato e seguito al mondo, il calcio”. Non si tratta però solo di uno “spazio” per scambiarsi opinioni o avviare discussioni tra tifosi, Footlook – attraverso i meccanismi dei social network, potenziati per la specialità – mette in contatto “domanda e offerta” del mondo del calcio.

“È nato come social per giovani talenti che vogliono far emergere le proprie qualità. Non tutti hanno le possibilità di un Messi, di essere valutati da procuratori internazionali, ma con Footlook queste barriere vengono a cadere e ognuno può mettere in ‘vetrina’ il proprio talento che viene valutato da società e sponsor. È quindi rivolto ai giovani talenti del calcio, ma anche ai loro genitori e parenti, alle società di calcio e agli sponsor”.

Il nuovo social network ha solo poche settimane, ma è già una consolidata realtà in ben 100 Paesi del mondo. Lo zoccolo duro degli utenti è formato dalla fascia di età dagli 11 ai 25 anni, ma non solo. Naturalmente per i minori è attivo un filtro di sicurezza, per cui tutti i contatti con società sportive e aziende passano per i genitori.

Il grande successo di Footlook non è casuale. Oltre alla felice intuizione del founder, Umberto Macchi, nel social lavorano professionisti in grado di calibrare le attività coinvolgendo il target di riferimento in tutto il mondo.

L’international community manager di Footlook si chiama Mariam Kibabidze e parla 4 lingue: “Sono felice di far parte di questa nuova organizzazione che mi consente di parlare con persone da tutto il mondo e quindi di sfruttare al meglio le mie competenze professionali”.

Per la gestione delle Fan Page, invece, c’è Isotta Tonarelli: “Rispondiamo alle esigenze delle grandi e piccole aziende; oltre al target, già specifico per definizione, facciamo anche formazione per la corretta interazione con gli utenti e le famiglie, che utilizzano un sistema di crediti che possono essere utilizzati per promuovere i propri post, che vengono quindi visti dalle aziende. Con Footlook in pratica le interazioni vengono premiate con la visibilità. Più l’utente interagisce, più ha possibilità di farsi notare”.

Un modello di business che si basa quindi sulla pubblicità, ma non rimane nel mondo squisitamente virtuale: “Siamo nati da poco – conferma Umberto Macchi – ma oltre a svilupparsi in 100 Paesi del mondo, la nostra struttura riesce a creare lavoro. Al momento la squadra è formata da otto persone, ma il nostro impegno è volto all’espansione”.

Intanto si attendono a breve interessanti novità che riguardano le società sportive.