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L’Aquila, aumentano i poveri a causa del Covid: +70% di richieste alla Caritas

L'AQUILA - Da 20 pacchi viveri a settimana consegnati prima del Covid 19 a 100, la pandemia aggrava le difficoltà economiche delle famiglie. Il rapporto della Caritas.

L’AQUILA – Da 20 pacchi viveri a settimana consegnati prima del Covid 19 a 100, la pandemia aggrava le difficoltà economiche delle famiglie. Il rapporto della Caritas.

Don Dante Di Nardo e Giuliana Di Pasquale della Caritas L’Aquila sono stati auditi ieri in III Commissione comunale convocata per avere contezza dell’attuale attività dell’ente per le famiglie in difficoltà e quindi “modellare l’azione amministrativa sulle esigenze dei cittadini”, come sottolineato dal presidente Chiara Mancinelli. I dati indicativi illustrati dai rappresentanti della Caritas sono stati piuttosto preoccupanti: un centinaio i pacchi viveri consegnati durante la settimana, mentre una decina di famiglie hanno chiesto aiuto nell’ambito della Didattica a Distanza. Come ricordato dal commissario Angelo Mancini, le scuole hanno ricevuto finanziamenti per dotare le famiglie bisognose dei supporti tecnologici necessari alla Dad e di rivolgersi quindi alle segreterie delle scuole, indirizzo identico a quello comunque utilizzato anche dalla Caritas per quel tipo di richieste: ma resta il problema di chi abita nei piccoli centri in cui il segnale internet non consente connessioni adeguate.

Tornando ai pacchi viveri, i 100 consegnati a settimana possono non sembrare molti in un capoluogo di regione di oltre 65mila abitanti, ma l’incremento a causa dell’emergenza Covid 19 è vertiginoso: “Prima – conferma don Dante Di Nardo a IlCapoluogo.it – consegnavamo una ventina di pacchi a settimana, oggi sono circa un centinaio. Possiamo dire che con il Covid c’è stato circa un 70% di aumento di richieste”. Senza contare che la maggior parte delle famiglie che si rivolgono alla Caritas, sono piuttosto numerose: si tratta di nuclei familiari formati da 3 a 6 persone.

Ma il Covid non ha solo aumentato le necessità delle famiglie bisognose: “L’emergenza ha cambiato tutto – spiega don Dante – a cominciare dal momento dell’ascolto, che ormai cerchiamo di limitare al massimo in presenza, solo per i casi più gravi e all’aperto, anche se qualcuno ha difficoltà anche a fare una semplice telefonata”. E quello dell’ascolto non è un momento secondario, rispetto all’attività della Caritas, perché “spesso vengono a chiedere aiuti economici, ma hanno bisogno anche di altro, di essere ascoltati e guidati in difficili situazioni di vita”.

Non solo, spesso chi si rivolge alla Caritas, a parte i pacchi viveri, ha bisogno di aiuto per il pagamento di bollette e affitti: “L’anno scorso siamo riusciti a far fronte a quasi tutte le richieste, ma quest’anno i fondi non bastano”. Si tratta di fondi che arrivano dalla Caritas nazionale: “L’anno scorso l’8 per mille destinato ad altri settori è confluito in questo tipo di assistenza per l’emergenza Covid, ma non si può fare così ogni anno”.