Sant’Agnese, quando la lingua è più forte del Covid

Sant'Agnese, al tempo della pandemia c'è spazio solo per i ricordi. Il contributo di Marco Equizi: "Un anno di stop non cancellerà decenni di chiacchiere e pettegolezzi festeggiati, i quali si rafforzeranno ancora di più in attesa del ritorno alla normalità".

Quest’anno è la Sant’Agnese dei ricordi, in attesa di poter di nuovo tornare in convivio ed eleggere in presenza, e soprattutto con la pandemia finalmente alle spalle, le goliardiche cariche.

Al Capoluogo il contributo di una delle storiche presenze di Sant’Agnese, l’avvocato aquilano Marco Equizi, facente parte della Confraternita dei “Devoti” di Sant’Agnese e Segretario del Concorso Fotografico “Ricostruendo” intitolato alla memoria di Amedeo Esposito, decano dei giornalisti aquilani, scomparso nel 2019.

“Per noi aquilani, la cena di Sant’Agnese è una sentitissima tradizione. Non a caso, a livello strettamente conviviale, decine di ristoranti e trattorie della nostra città e dei paesi vicini si riempiono nel giorno dedicato alla Santa (senza alcuna correlazione con le virtù della stessa…) e anche in quelli immediatamente successivi, proprio per dedicare la serata alla maldicenza ed eleggere presidenti delle confraternite o congreghe, insieme a una serie di cariche elettive goliardiche e care alla tradizione dialettale del territorio.

Questo scriverei a chi non conosce il fenomeno che, purtroppo, a causa delle misure di contenimento della pandemia da Sars Cov 2 non potrà essere onorato il 21 gennaio 2021. Ciò, però, è di dominio pubblico. Certo, un anno di stop non cancellerà decenni di chiacchiere e pettegolezzi festeggiati, i quali si rafforzeranno ancora di più in attesa del ritorno alla normalità.

Personalmente ho un ricordo molto chiaro delle cene e delle elezioni di alcuni parenti, che poi parlavano per giorni, ridacchiando sulle cariche di ‘Lavannara’, ‘Mamma deji…deji atri’, ‘Zillusu’ che erano state loro affibbiate; perciò – con alcuni amici, esattamente venti anni fa – ho fondato una piccola congrega della quale sono stato Presidente quasi incontrastato fino all’anno 2016.

Il mio hobby per la fotografia mi ha portato, tra l’altro, a ‘firmare’ la Cartolina della rassegna Ricostruendo del 2017 (la quale dall’anno scorso è diventata un concorso fotografico); ho quindi accolto l’invito della Confraternita dei ‘Devoti’ di Sant’Agnese e ho apprezzato subito il lavoro dell’Associazione omonima, entrando a far parte dei Devoti tre anni fa.

Per la prima volta, la pandemia non permetterà una riunione conviviale nel giorno del suo naturale svolgimento, cosa che non era successa neanche dopo il tremendo sisma del 2009; fortunatamente non ha fermato la nostra Confraternita che ha organizzato una tre giorni di eventi senza pubblico ma con ospiti di rilievo e conferirà ugualmente l’Agnesino.

Il concorso fotografico, in memoria del Devoto Amedeo Esposito, il quale ha scritto un importante contributo storico sulla ricorrenza, intitolato La Festa Strana su Il Pianeta Maldicenza (Edizioni Textus), quest’anno è strettamente collegato al Premio e alla rassegna e vedrà il suo culmine nella premiazione del 21 gennaio in diretta televisiva.

Torneremo nel 2022 a celebrare come sempre Sant’Agnese, festa delle malelingue; una festa differente, che non diventa un elogio della diffamazione o del dire male in senso stretto, ma ‘una critica franca, mordace e mai maligna’, come amava dire Tommaso Ceddia. Auguriamocelo tutti insieme”.