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Skillpower, la cultura del gioco contro la ludopatia

Presso l'Auditorium del Parco il convegno targato Skillpower: "La potenza del talento per combattere la ludopatia".

Convegno targato Skillpower presso l’Auditorium del Parco, contro la piaga della ludopatia l’importanza del cultura del gioco sano.

Si è parlato della terribile piaga della ludopatia nel convegno tenutosi questa mattina presso l’Auditorium del Parco. L’incontro, dal titolo La potenza del talento per combattere la ludopatia, è stato organizzato da Skillpower, una piattaforma web per giochi di abilità, con la finalità di mettere in guardia i più giovani dalla trappola del gioco d’azzardo. Tossicodipendenza a tutti gli effetti, la ludopatia è una patologia in crescita costante in Italia e soprattutto in Abruzzo dove, a seguito degli eventi luttuosi che hanno colpito la regione dal 2009 in avanti, ha trovato terreno fertile per attecchire e prosperare distruggendo vite e famiglie.

Sono intervenuti l’assessore comunale alle politiche sociali Francesco Bignotti, gli onorevoli Stefania Pezzopane e Luigi D’Eramo, insieme al vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente, all’assessore regionale Guido Liris e alla dottoressa Giada Costantini, psicoterapeuta esperta di dipendenze presso il centro Studi Cognitivi di San Benedetto del Tronto. Un approccio del tutto particolare alla dipendenza dal gioco è stato fornito da Giuseppe Graziosi che, insieme ad Alfredo Specchio, Pietro de Gregorio ed Andrew Rivelli, ha dato vita due anni fa alla piattaforma Skillpower che consente di giocare a Sudoku, Scacchi ed altri giochi non d’azzardo con la possibilità di fare vincite. I quattro imprenditori aquilani, in quanto attivi nel campo del gioco online, hanno quindi deciso di promuovere un’iniziativa volta ad informare la cittadinanza, in particolar modo le fasce più giovani, non solo sulle conseguenze devastanti della dipendenza dal gioco delle carte e dalle scommesse ma anche su quanto la loro attività sia distante da questo oscuro e pericoloso mondo. Non a caso, tra il pubblico, erano presenti gli studenti del IV A Amministrazione Finanza – Marketing e IV B Sistemi Informativi Aziendali dell’ Istituto Amedeo d’Aosta.

skillpower convegno

É ad IlCapoluogo.it che Giuseppe Graziosi ha voluto spiegare la natura della piattaforma che ha contribuito a fondare

Graziosi, com’è nata Skillpower?
Si tratta di un brevetto nato dalla passione di tre ragazzi, Alfredo Specchio, Pietro de Gregorio ed Andrew Rivelli, che hanno pensato di giocare a sudoku a remunerazione ma non hanno trovato un sito che fornisse questa possibilità. Hanno quindi deciso di produrre personalmente questo servizio prima registrando il marchio è poi sviluppando informaticamente il gioco.

Com’è andata?
Direi molto bene, il grande impegno di questi ragazzi, coadiuvati da Stefano Miconi sotto l’aspetto amministrativo e da me sotto quello commerciale, ha portato alla creazione di quattro giochi certificati e sottoposti a stress test.

Lo stress test per un gioco?
Certo, i nostri server, che si trovano in Irlanda, danno la possibilità di giocare contemporaneamente a più di quindici persone ma devono essere pronti a resistere ad un improvviso aumento dei giocatori.

A quali giochi si può giocare?
Sono disponibili il sudoku, gli scacchi, Go e 20-48. Recentemente siamo stati a Lenada dove tutti i player ci hanno dato la disponibilità ad incastrare i nostri giochi nella loro piattaforme. Ovviamente saranno gli utenti a determinare se avremo successo o meno.

Ci troviamo ad un convegno sulla ludopatia da voi stessi organizzato, non è un controsenso promuovere questo tipo di attività in un contesto del genere?
Dipende dal tipo di attività che si vuole promuovere, il convegno parla del gioco d’azzardo, un mondo da cui siamo distanti. I nostri giochi non appartengono a quel mondo, il giocatore di scacchi è diverso da quello di carte, ha una forma mentis diversa che in linea di massima lo porta a non cadere nella ludopatia. È la natura stessa del gioco che attira individui capaci di ragionare razionalmente.

Manca la fortuna come elemento basilare.
Esattamente, a scacchi la fortuna non serve, viene premiata l’intelligenza, nell’azzardo non è così. La ludopatia distrugge la capacità delle persone di razionalizzare mentre nei giochi da noi promossi la componente analitica è fondamentale. C’è poi la componente culturale, gli scacchi, come anche il sudoku in oriente, allenano la mente delle persone da secoli ed hanno stimolato la realizzazione di ordine e scacchiere che sono vere opere d’arte. Non dimenticherò mai, inoltre, il grande interesse suscitato da una famosa finale di scacchi al tempo della guerra fredda che vide contrapposti Boris Spassky e Robert Fischer, fu un evento mondiale.

Sicuramente le carte e gli scacchi danno luogo a rappresentazioni diverse nella mente delle persone, le carte fanno pensare a bische in taverne fumose mentre gli scacchi a tranquille serate davanti al caminetto.
Hai colto nel segno, i nostri sono giochi che trasmettono immagini ed emozioni positive, non sono neanche lontanamente assimilabili a quelli che compongono la galassia del gioco d’azzardo.

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