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Centri di ricerca, oltre il danno la beffa

Non solo sono senza stipendio da oltre un anno, con un milione di euro destinato al pagamento delle spettanze residue ancora non liquidato dalla Regione Abruzzo: ma costretti anche a restituire mezzo milione, ovvero un finanziamento ottenuto in regime de minimis come fondo di rotazione nel 2015.

La situazione dei centri di ricerca abruzzesi sta assumendo sempre più contorni grotteschi.

Pochi giorni fa, i dipendenti avevano dichiarato lo stato di agitazione a causa delle promesse non mantenute da parte della Regione. Ma venerdì scorso l’Assessorato all’Agricoltura ha firmato una Determina Dirigenziale che suona decisamente come una beffa: gli uffici del Dipartimento Politiche agricole chiedono di restituire somme pari a 500.000 mila euro circa sia al Crab sia al Cotir.

“La Determina dirigenziale espone i centri di ricerca in una situazione di vero e proprio default e, soprattutto, certifica l’abbandono definitivo dei 63 lavoratori e delle rispettive famiglie che da mesi e mesi non ricevono lo stipendio.”

dice il Presidente della Commissione Vigilanza Mauro Febbo.

“In più occasioni ho chiesto al Presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso, all’Assessore Dino Pepe, al Direttore e ai Dirigenti, di assumersi le responsabilità che loro competono e per le quali sono pagati (e gli stipendi gli vengono regolarmente accreditati mensilmente !!): di portare avanti atti bloccati che incidono sulla vita dei lavoratori , delle lavoratrici e delle loro famiglie che sono senza futuro e senza un minimo di certezze. Oggi, invece, assistiamo ad un vero e proprio paradosso”

sottolinea il consigliere forzista che ha ripresentato un nuovo disegno di Legge per avviare il processo di riordino dei tre centri, con la costituzione di un soggetto unico che sia competitivo a livello internazionale ed economicamente sostenibile. Un Progetto di Legge bipartisan, visto che è stato firmato e sottoscritto in Commissione anche dai Consiglieri della stessa maggioranza quali Olivieri, Mariani, Paolini, Monaco, Di Nicola e Berardinetti.

“Credo che non ci siano altri commenti da aggiungere (sic!!!!) se non constatare un palese menefreghismo amministrativo unito ad incapacità politica da chi oggi è chiamato a governare la Regione e dirigere un comparto importate come il settore primario. Una storia senza fine quella dei Centri di ricerca causata dalla manifestata incapacità di un governo regionale che non riesce a decidere e programmare su nulla se non a promettere falsi proclami.”

(e.f.)

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