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Centri di ricerca, verso il consorzio unico

E’ ufficiale: il Centro di Ricerca Regionale Crab è uscito definitivamente dalla fase liquidatoria, a più di un mese dall’approvazione del Consiglio Regionale.

Ora si sta lavorando alla strutturazione di un consorzio unico di ricerca, che incorpori nel Crab i centri Cotir e Crivea.

“La Regione – spiega l’assessore Dino Pepe – ha dato seguito in data odierna alla capitalizzazione del Centro mediante conferimento Immobiliare del valore di oltre 4 milioni di euro con contestuale ridefinizione delle quote societarie tra i soci del Consorzio; la Provincia è uscita definitivamente mentre la Regione arriva oggi ad avere la quasi totalità della proprietà del consorzio (le quote sono ripartite per il 99.5% alla Regione Abruzzo e per il restante 0,5% al Comune di Avezzano)”.

Nelle parole dell’assessore regionale, “il settore agricolo abruzzese ha bisogno di ricerca e di innovazione e il nuovo centro può contribuire a sostenere la competitività del settore primario”.

Tuttavia prosegue da anni l’epopea dei centri di ricerca regionali, tra promesse non mantenute e continui rinvii, che hanno portato i dipendenti allo stremo. I ricercatori del Cotir di Vasto, per esempio, aspettano lo stipendio da 32 mensilità; al Crab di Avezzano siamo a quota 12 mensilità.

[Centri di ricerca, è buio profondo]

La Regione, nel corso dell’ultimo consiglio ha deliberato un contributo finanziario di 450 mila euro per sostenere il rafforzamento del processo di razionalizzazione dei centri.

I prossimi mesi mostreranno se avverrà un’effettiva svolta della ricerca in Abruzzo, o se invece si sarà trattato dell’ennesimo, inutile, annuncio.

 

 

 

 

 

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