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Centri di ricerca, è buio profondo

Un’altra giornata di promesse non mantenute per i lavoratori dei Centri di Ricerca abruzzesi: permane lo stato di crisi visto che per la seconda volta,lunedì, è saltata l’assemblea dei soci del Crab, atto propedeutico all’incorporamento del Cotir e Crivea.

Il Cotir, il Crab ed il Crivea sono Centri di Ricerca che dipendono dalla Regione: ma la stasi dell’Ente nel creare il tanto sbandierato centro di ricerca regionale unico sta assumendo connotati di agonia per questi lavoratori e per la ricerca regionale.

La situazione è diversificata per i tre Enti, ma grave in ogni caso.

I ricercatori del Cotir di Vasto, per esempio, aspettano lo stipendio da 32 mensilità: nei loro uffici stanno per staccare la corrente e questo danneggerà in modo irreparabile attrezzature comprate con i soldi pubblici.

40 ettari di azienda agricola sperimentale, serre, laboratori di ricerca con strumentazioni all’avanguardia come la risonanza magnetica nucleare utilizzata per la caratterizzazione delle matrici alimentari (una sorta di DNA degli alimenti). Le attività del centro di ricerca spaziano dalla sperimentazione agronomica, alle bioenergie, alla caratterizzazione agroalimentare e alla gestione della matrice ambientale in termini di impatti derivanti dalla non corretta pratica agronomica e da un uso non sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Nonostante le numerose opportunità di progetti Europei i ricercatori non hanno la possibilità di presentarli in quanto la struttura è in liquidazione e quindi ineleggibili. “La Regione ci ha messi in liquidazione nel 2014. I 4 commissari liquidatori hanno nei fatti contribuito ad indebitare la struttura non mettendo in campo nessuna azione di contenimento di costi.”

Al Crab di Avezzano la situazione pare meno grave: “solo” 12 mensilità arretrate ma un futuro a dir poco nero.

La protesta si trascina ormai da anni.

crab centri di ricerca
crab centri di ricerca

Sulla situazione di tutti e tre i centri di ricerca abruzzesi si batte da tempo il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che annuncia: “presenterò in Consiglio regionale una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore regionale Dino Pepe per manifestata incapacità di affrontare e risolvere il problema dei Centri di Ricerca, per il ritardo ormai ingiustificato ed insostenibile del PSR nonché per il malessere e lo stato di caos che si vive all’interno della Direzione Agricoltura”.

Una seconda fumata nera: a distanza di oltre un mese dal primo rinvio, lunedì scorso l’assemblea dei soci del Crab è stata procrastinata a data da destinarsi.

“E’ stata anticipata al liquidatore un parere negativo di Antonio Di Paolo, Direttore della Direzione  Politiche Agricole, che vieta categoricamente questa uscita dalla fase di liquidazione: ecco perché l’atto è stato rinviato”

sottolinea Febbo.

“Il 20 giugno scorso sono intervenuto ad uno specifico incontro, tenutosi a L’Aquila sulle problematiche inerenti i Centri di Ricerca, alla presenza del Presidente D’Alfonso, dell’assessore Dino Pepe, il Presidente del Consiglio Di Pangrazio, del Presidente della commissione Agricoltura Berardinetti ed il consigliere Olivieri, dove il liquidatore Andrea Cleofe ha illustrato le tappe da seguire per far uscire il Crab dalla sua fase di liquidazione e quindi assorbire in esso la struttura del  Cotir di Vasto. Nella stessa riunione si è discusso anche del futuro dei lavoratori dove circa 20 unità del Cotir venivano appunto incorporati nella struttura del Crab mentre i circa 6 restanti lavoratori il presidente D’Alfonso “studiava” e assicurava  personalmente dove e come ricollocarli. Ovviamente a tutto questo, sul tavolo della discussione, è stato affrontato anche la necessità di avere  una certezza finanziaria di circa 2/3 milioni di euro per accompagnare sia il Crab sia il Cotir fuori dalla situazione di crisi in cui versano e utili al rilancio delle attività ormai ferme da mesi”.

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