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XFactor, c’è anche 22:22: è l’aquilano Matteo D’Innocenzo

22:22, nome d'arte del cantante aquilano Matteo D'Innocenzo, ha conquistato la giuria di XFactor. Per lui 4 sì

22:22, nome d’arte del cantante aquilano Matteo D’Innocenzo, ha conquistato la giuria di XFactor.

Il cantante abruzzese 22:22 ha convinto sul palco di XFactor 2021 durante la seconda puntata delle audition attraverso uno spettacolo fuori dal comune, che nessuno prima di lui aveva mai portato. L’artista è entrato in scena con una camicia di forza di colore bianco e blu, per poi spogliarsi davanti ai 4 giudici. La canzone che ha presentato s’intitola “Sick” ed è già disponibile sulle piattaforme di streaming e su YouTube. Al termine della performance sono seguiti gli applausi dei giudici, che hanno inoltre permesso a 22:22 di passare allo step successivo del Talent, con ben 4 sì.

In parallelo all’esibizione di XFactor, esce oggi “Future”, il nuovo brano dell’artista aquilano. Questa volta lo studio delle fonetica viene improntato per dare un sound strettamente americano, che viene espresso sia nella lingua sia nella fonetica di 22:22, ma anche in inglese e italiano.

Il concept ruota attorno al ricreare in maniera originale un brano americano, ma che comunichi esattamente l’opposto nei contenuti: non spendere in maniera consumistica, uscire dalla propria zona di comfort e ricordare che gli amici vengono prima delle droghe. Lo scopo? Disorientare, creare uno spaccato. Tutto rigorosamente in chiave astratta e con un brano che, a prescindere dal contenuto, spinge.
Questo è “Future”, la dimostrazione più evidente della maturazione di 22:22.

Sul sito della trasmissione, si legge:

Matteo D’Innocenzo, in arte 22:22, propone ai giudici un rap molto particolare: invece di cantare con parole esistenti, comunica attraverso i suoni e scrive testi basandosi sulla fonetica delle parole che sceglie di inserire, allo scopo di trasmettere sensazioni.

22:22 sul palco di X Factor canta ed interpreta il suo inedito “Sick”,  ispirandosi all’arte astratta e all’opera letteraria del futurista italiano Filippo Tommaso Marinetti, “Zang Tumb Tumb”, titolo che si è scritto sul petto e mostra durante la sua esibizione togliendosi la giacca.

 La sua performance piace molto ai giudici, specialmente ad Hell Raton, che considera il suo “non linguaggio” il linguaggio più internazionale che esista, essendo comprensibile da tutti attraverso le sensazioni che riesce a comunicare.