Comune dell’Aquila tra crisi e pandemia, il sindaco Biondi a Grandangolo

Per la rubrica Grandangolo l'intervista di David Filieri al sindaco Pierluigi Biondi sulla stato della crisi di Giunta e l'emergenza Coronavirus.

L’AQUILA – Per la rubrica Grandangolo l’intervista di David Filieri al sindaco Pierluigi Biondi sulla stato della crisi comunale e l’emergenza Coronavirus.

“In nessun momento il confronto dialettico tra forze politiche di maggioranza ha compromesso i rapporti personali o inficiato l’attività amministrativa”. Così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, nella puntata della rubrica Grandangolo condotta da David Filieri. “Ho volutamente evitato – ha spiegato il sindaco – che il confronto coinvolgesse i consiglieri, rimandando tutto al livello dei rappresentanti dei partiti. Le forze politiche, a maggioranza, hanno dato un indirizzo al sindaco e il sindaco lo ha rispettato. Ciò ha comportato la scelta dolorosa della revoca dell’incarico agli assessori Ferella, Taranta e Aquilio, Certo è necessario un chiarimento, ma credo che trascinare su pubblica piazza il confronto rischia di mettere in secondo piano i grandi risultati raggiunti dall’amministrazione”.

pierluigi biondi

Per quanto riguarda i rapporti con la Lega, il sindaco ha sottolineato: “È parte importante e determinante del centrodestra, auspico che dia le sue indicazioni e rientri in Giunta”. Sulle eventuali ripercussioni a livello regionale, il sindaco ha spiegato: “Se inizia questo gioco perverso si attiva un effetto domino che non fa bene a nessuno, perché poi FdI dovrebbe togliere la fiducia al sindaco della Lega a Montesilvano, la Lega la dovrebbe togliere al sindaco di Pescara, insomma… non avrebbe alcun senso, anche perché si sa che in queste vicende poi i cittadini non perdonano”.

Capitolo a parte, l’emergenza Coronavirus con il nuovo Dpcm e le responsabilità sulle zone rosse lasciate ai sindaci: “Anche sindaci del PD dicono che è inaccettabile questo scaricabarile, come si fa a chiedere ai sindaci quali sono le strade che devono chiudere alle 21? Si crea solo allarme sociale. Io non farò ordinanze più restrittive rispetto a quelle stabilite a livello nazionale o sulla base del coordinamento regionale e prefettizio”.