Ordine di Malta, scompare il Gran Maestro Fra’ Giacomo Dalla Torre

Sovrano ordine di Malta: si è spento a Roma Fra' Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, al vertice dell'ordine cavalleresco cattolico più antico del mondo.

Dopo una lunga malattia si è spento a Roma Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, ottantesimo Gran Maestro dell’Ordine di Malta.

Fra’ Giacomo dalla Torre era stato eletto due anni fa al vertice dell’ordine cavalleresco cattolico più antico del mondo: quello del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Fra’ Giacomo Dalla Torre ha ricoperto incarichi accademici nella Pontificia Università Urbaniana, insegnando greco classico.

È stato anche bibliotecario e archivista capo per le importanti collezioni di ricerca dell’Università. Nel corso degli anni ha pubblicato saggi accademici e articoli su aspetti della storia dell’arte medievale.

Durante il sisma del 6 aprile 2009, l’ordine di Malta non fece mancare il suo aiuto alla città.

Per molti mesi rimasero all’Aquila posizionando in Piazza Duomo un ospedale da campo, coordinando anche alcune delle tendopoli che stavano accogliendo gli sfollati nelle prime settimane di emergenza.

L’Ordine di Malta ha inoltre la realizzazione la attuale chiesa che si trova a San Sisto vicino il complesso Verdeaqua, inaugurata la notte di Natale del 2010.

“Anche la Delegazione Abruzzo Molise – chiarisce Paolo Giuliani – fu ricostituita grazie alla volontà dell’allora Gran Priore di Napoli e Sicilia, fra’ Renato Paternó e fu formalizzata presso il Castello dei Duchi Rivera all’Aquila. In quella occasione fu nominato Delegato il Duca Francesco Rivera, che ha ricoperto l’incarico per oltre 10 anni. La famiglia Rivera vanta oltre 450 anni di appartenenza ininterrotta all’Ordine di Malta. Anche la città dell’Aquila ha avuto la sua commenda, intitolata a S.Tommaso, (ex caserma della guardia di Finanza) dalla quale dipendevano tutte le altre della provincia, compresa quella di Tagliacozzo, come dimostra un antico cabreo custodito all’Archivio di Stato. Furono Cavalieri di Malta anche esponenti di altre famiglie aquilane, Antonelli Alfieri, de Nardis, Dragonerri de Torres, de Legistis, Cappa. L’ultimo commendatore di S. Tommaso fu proprio un esponente della famiglia Cappa”.

Opera in 120 paesi, 42 dipendenti, 80mila volontari

Per avere un’idea dell’Ordine – le cui radici risalgono al 113 a Gerusalemme – basta qualche cifra globale per capire di cosa stiamo parlando: opera in 120 Paesi con 42mila dipendenti, 80mila volontari, 20 ospedali (in larga parte in Africa occidentale), 13.500 membri tra cavalieri e dame, 5,7 milioni di pasti all’anno distribuiti ai bisognosi, 400mila persone formate sulle tecniche di primo soccorso, un milione e più di donatori. E, solo a Roma, migliaia di pasti distribuiti alle stazioni Termini e Tiburtina.

L’Ordine è strutturato nel Gran Magistero, che è il governo centrale, sei Gran Priorati (tre in Italia, uno in Austria, uno nella Repubblica Ceca e uno nel Regno Unito) e 48 associazioni nazionali, che sono i bracci operativi, perlopiù titolari delle strutture sul territorio.

Il Sovrano Militare Ordine di Malta ha anche in Abruzzo una storia secolare, presente dal 1400 nella zona di Tagliacozzo.

É stato poi formalmente reinsediato con la Delegazione di Abruzzo e Molise, ora guidata dal Delegato, il professore Gaetano Blasetti, Cavaliere di Grazia Magistrale in obbedienza, sull’antica Commenda Orsini di Tagliacozzo nell’anno 1997, alla presenza dei 3 Gran Priori d’Italia di allora: Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto (Lombardia e Venezia), Fra’ Franz von Lobstein (Roma), Fra’ Renato Paternò di Montecupo (Napoli e Sicilia), durante una celebrazione eucaristica avvenuta nella Chiesa di S. Giovanni decollato, a Tagliacozzo, dove sono state poste le due bandiere dell’Ordine, al cospetto della effige della S. Vergine del Fileremo.

Morte Frà Giacomo Dalla Torre: si mette in moto la complessa macchina per l’elezione del nuovo maestro

Come riporta Il Sole 24 ore, l’elezione avverrà nei prossimi mesi secondo una procedura complessa, e che non mancherà di riaccendere rivalità dentro la grande organizzazione, che si recente è stata interessata da lotte interne salite alla ribalta e poi risolte.

Tre anni fa infatti c’ra stato un forte scontro al vertice, sul quale era intervenuto direttamente il Papa che aveva mandato un suo “delegato”, l’arcivescovo Angelo Becciu, che aveva vigilato sul rinnovo del vertice.

Era stato dimissionato l’inglese Matthew Festing e dopo un periodo di “luogotendenza” era stato eletto l’italiano Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, 75 anni, figura di mediazione e garanzia.

La crisi al vertice del 2017 e le dimissioni del precedessore Festing

Ma cosa era successo? Tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 si era scatenato uno scontro tra Festing e il “capo del governo” che ricopre la carica di Gran Cancelliere, il tedesco Albrecht Freiherr von Boaselager per dissensi (poi rivelatisi strumentali) rispetto alle politiche dell’Ordine di Malta, in particolare riguardo alla distribuzione di profilattici contro l’Aids agli assistiti in alcuni paesi in via di sviluppo, in particolare in Myanmar.

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Boaselager era stato cacciato – pare anche su pressioni del cardinale ultraconservatore Raymond Burke, in quel momento Patrono dell’Ordine – portando alla luce uno scontro di potere inedito.

Il commissariamento del Papa e la riforma ancora in corso. Il nodo dei quattro quarti di nobilità

A quel punto era intervenuta la Santa Sede e a gennaio 2017 Festing si era dimesso dopo la richiesta esplicita del Papa. A quel punto Bergoglio aveva inviato Becciu, allora Sostituto della Segreteria di Stato (quindi con in mano gli strumenti di governo adeguati) e la crisi si era calmata. Boaselager era tornato nella carica di Gran Cancelliere, che tuttora mantiene.

Ma non potrà essere lui il nuovo Gran Maestro, almeno con le regole attuali. Infatti deve essere un “cavaliere professo” – avere cioè preso i voti, quindi associabile ad un sacerdote – e deve essere nobile per quattro quarti. Questo secondo requisito è oggetto di un processo di revisione statutaria avviato due anni fa e tuttora in corso.

Se quindi si dovesse procedere all’elezione subito si andrebbe con le vecchie regole, altrimenti potrebbe essere adottata una soluzione transitoria di una luogotenenza (come nel 2017) in attesa della riforma. Attualmente i cavalieri con i vecchi requisiti sono meno di dieci.

La sede dentro l’area extra territoriale di Via Condotti

Il cuore dell’Ordine – la cui dizione storica è Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta – è il grande palazzo di Via Condotti a Roma, sede dove risiede dal 1834 il Gran Maestro, ma la Villa Magistrale dell’Aventino è forse il luogo più noto, grazie anche alla bandiera dell’ordine che sventola visibile anche a chilometri. Questi due palazzi e giardini annessi godono di extra territorialità, come la Città del Vaticano.

Non è territorio dell’Ordine invece la Casa dei Cavalieri di Rodi nella piazzetta del Grillo, che custodisce la cappella palatina di San Giovanni Battista dei Cavalieri di Rodi e la spettacolare loggia a cinque arcate che affaccia sul Foro di Augusto: gli immobili sono del Comune di Roma.
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