Le nuove stanze della poesia, Era così il Natale

"Era così il Natale", la poesia di Valter Marcone per fare gli auguri di Buon Natale ai lettori del Capoluogo.

Era così il Natale…” una poesia di Valter Marcone per augurare a tutti un Buon Natale,

“Per la rubrica Le Nuove Stanze della Poesia auguro un Buon Natale ai lettori de Il Capoluogo con un ricordo di Natali ormai lontani nella mia vita ma che sono rimasti dentro al cuore . Spero che questo componimento parli al loro cuore nel ricordo di tutti i Natali della loro vita. Auguri di Buon Natale”, scrive Valter Marcone.

Noi eravamo poveri
ma c’era gente ancora
più povera di noi
e per loro e per noi
Natale era due zampogne
e una trombetta
– che chiamavamo “scupine”
e che non erano altro che le ciaramelle
quelle della poesia di Pascoli
che avevamo imparato a scuola –
con le scordate e assordanti
note di un antico tramestio
sul selciato delle strade di città,
tra i vicoli e dentro le cucine
dall’odore di fumo.
Era così il Natale
che ci eravamo abituati
ad aspettare
per viverlo in mezzo a quelle quattro
statuette di terracotta
posate su un tappeto di muschio ,
umido e odoroso,
per viverlo con due arance
e qualche fico secco
quei “caracine” che scrocchiavano
sotto i denti
e allampavano la lingua
d’una dolcezza inattesa,
immediata e per sempre perduta
se non nei ricordi
di un bambino di altri Natali,
tra storie vere e storie inventate
d’un Gesù che dormiva
tra un bue e un asino.
Poi Natale finiva così
una “scupine” e quattro “caracine”;
la notte di Capodanno
dormivamo già dalle dieci di sera.
E già prima della Befana
avevamo cominciato
a parlare di un altro anno,
un anno nuovo,
con l’inverno freddo
e la fame di sempre
di noi ragazzi,
un anno che non avrebbe portato
niente di diverso
da quello precedente.
Erano così gli anni della nostra infanzia
e dell’adolescenza che andavano via ,
come sono andati via
quei Natali di allora .Allora
era così che poi ,di nuovo
cominciavamo ad aspettare
un’altra volta Natale
più intensamente
tra la festa di S. Martino,
quello della poesia imparata pure a scuola ,
e la festa dell’immacolata .
Ed era poi di nuovo Natale.