La colpa di essere una scuola paritaria: la protesta dell’Istituto Sacro Cuore di Avezzano

Flash mob e scioperi delle scuole paritarie, in difficoltà causa Covid. Arrivano 150 milioni dal Governo. L'Istituto Sacro Cuore di Avezzano: "Non siamo scuola di Serie B".

Tra le vittime del coronavirus c’è stata anche la scuola paritaria. Rimasta nell’ombra, con le rette non pagate dopo la chiusura, e ora oggetto di nuova attenzione sul territorio nazionale. A farsi sentire è stato anche l’Istituto Sacro Cuore di Avezzano, con il flash mob dell’iniziativa #SiamoInvisibiliperquestoGoverno.

150 milioni arriveranno a destinazione per le Scuole Paritarie con il Decreto Rilancio. Le scuole private, intanto, non erano rimaste in silenzio. Come ad Avezzano, dove la didattica si è fermata per due giorni, nell’ambito della manifestazione di protesta di martedì 19 maggio. L’Istituto Sacro Cuore, scuola paritaria cattolica di Avezzano, ha preso parte al movimento nazionale per far sentire la sua voce.

Davanti all’Istituto Scolastico presenti il Preside, gli insegnanti, alcune famiglie. L’interruzione didattica – indetta dalla Conferenza italiana Superiori Maggiori (Cism) e dall’Unione Superiore maggiori d’Italia (Usmi) – è stata prevista nei due giorni in cui in Parlamento si sono votati gli emendamenti del Decreto Rilancio, il 19 e 20 maggio. Una protesta contro “l’indifferenza del Governo per il comparto di vita del nostro Paese, che aiuta a crescere in tutta Italia quasi 900mila studenti“.

Ci spiega l’insegnante prevalente Giovanna Di Giovambattista: 

La protesta ha riguardato tutte le scuole paritarie, cattoliche e non. Sono state in primis le famiglie a chiedere un sostegno da parte del Governo, per essere aiutate a pagare le rette. Noi, come personale dell’Istituto Sacro Cuore di Avezzano, abbiamo percepito i nostri stipendi grazie agli sforzi e ai sacrifici della nostra congregazione, quella del Sacro Cuore. In questo senso siamo stati fortunati, ma altre scuole hanno attraversato enormi difficoltà. Ecco perché la manifestazione”.

Scuole paritarie e luoghi comuni

Non sono mancate, tuttavia, critiche e polemiche, soprattutto nei commenti sui social alle foto della manifestazione. Non si è salvato neanche l’Istituto Sacro Cuore di Avezzano.

“Ritengo che il messaggio non sia arrivato correttamente. Questo anche a causa delle etichette che ci vengono attribuite: non siamo una scuola d’élite. Veniamo etichettati, ancora, di essere insegnanti di serie B, ma in realtà non lo siamo. Il nostro contributo è quello di offrire uno stile educativo ispirato a principi fondamentali, sia per quanto riguarda la nostra scuola che tutte le scuole paritarie non cattoliche. È passato il seguente messaggio: ‘Le scuole paritarie chiedono soldi’. Non è così: noi abbiamo chiesto un aiuto per le famiglie, affinché possano continuare ad avere la possibilità di scegliere uno stile educativo per i propri figli“.

L’Istituto Sacro Cuore di Avezzano conta 6 classi per la scuola primaria, oltre a quelle tre sezioni nella scuola dell’infanzia e il Centro Gioco: accoglie studenti provenienti da tutta la Marsica. Scuola primaria, scuola dell’infanzia, centro giochi: fino allo scorso anno c’era anche la Scuola Media, che a causa di poche iscrizioni è stata chiusa. Didattica a distanza arrivata in tempi record nell’Istituto, che annovera nel suo corpo docenti sia insegnanti prevalenti che specialisti nell’insegnamento di specifiche discipline. 

“Il 5 sono state chiuse le scuole, già dal 9 marzo eravamo operativi per far sì che continuasse l’attività scolastica, anche se a distanza. Ovvero didattica online con insegnanti in smart working”.

Nel futuro ci saranno 150 milioni in più in soccorso delle scuole paritarie di tutta Italia. Presto per dire quanto sarà efficace questa misura di sostegno prevista dal Governo in questa fase d’emergenza. Certo è, invece, fin da ora, che:

“Come scuole paritarie ci sosteniamo contando esclusivamente sulle rette delle famiglie degli allievi. Se queste famiglie continueranno a trovarsi in difficoltà sarà complicato pensare a una ripresa del nostro comparto.

In vista di settembre e di una riapertura

“Ci stiamo già attivando. Il nostro Istituto ha classi molto ampie e crediamo sia possibile riuscire a organizzarci in tutta sicurezza. Ora l’importante è stato e sarà mantenere la continuità nella didattica. Facciamo collegamenti ogni giorno, abbiamo stabilito fin da subito un orario che rispecchiasse quello scolastico: i nostri bambini sono sereni e questo è l’importante”.