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Area Interna “Gran Sasso-Valle Subequana”, sanità e sociale: avviate le attività

L’obiettivo prioritario del progetto "Aree Interne"  è di migliorare i servizi sanitari a favore dei pazienti fragili nella Valle Subequana.

Il progetto dell’Area Interna Gran Sasso-Valle Subequana (comuni: Acciano, Calascio, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Collepietro, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Molina Aterno, Navelli, Ofena, Prata d’Ansidonia, San Benedetto in Perillis, San Pio delle Camere, Santo Stefano di Sessanio, Secinaro, Tione degli Abruzzi, Villa Santa Lucia degli Abruzzi), focalizzato sugli ambiti Istruzione, Servizi Socio-Sanitari, Mobilità, Associazionismo, è ormai entrato nella fase operativa.

Dopo le scuole dell’area Interna “Gran Sasso Valle Subequana” anche la ASL1 “Avezzano, Sulmona, L’Aquila”, è passata alla fase attuativa, sulla base del Protocollo d’intesa sottoscritto dal Manager della ASL1, dal Sindaco di Molina Aterno, Referente dei Sindaci dell’Area e dall’ECAD n. 5. Il budget destinato all’ambito “Sanità-Sociale” è particolarmente rilevante ed è pari ad euro 1.240.000, il 16% delle risorse totali. L’obiettivo prioritario del progetto “Aree Interne”  è di migliorare i servizi sanitari a favore dei pazienti fragili, attraverso azioni di rafforzamento di servizi di base, di assistenza primaria e secondaria e miglioramento del servizio di emergenza urgenza. Il rafforzamento dei presidi locali contribuirà alla diminuzione del tasso di ospedalizzazione, a migliorare l’efficienza del sistema sanitario, arginando le migrazioni dei pazienti dell’area verso i centri ospedalieri limitrofi.
Verranno attuate 4 Schede Intervento: «Attivazione del Servizio di Telemedicina», «Miglioramento e Potenziamento dei servizi sanitari e del servizio di emergenza urgenza», «Centri per l’Invecchiamento sano ed attivo», «Servizio di trasporto per particolari categorie di utenza fragile».

Per quanto riguarda il “Potenziamento dei Servizi Sanitari” è in definizione l’approvvigionamento dei seguenti beni: Ambulatorio medico di Navelli: 1 Defibrillatore, Test Neuropsicologici, Computer e Stampante con materiale di consumo e software, attrezzature per ufficio (scrivania, cassettiera, armadio, sedia, sedie sala attesa), Materiale di cancelleria; Poliambulatorio di Castelvecchio Subequo: lettino ginecologico, attrezzature per ufficio (armadi, scrivanie, cassettiera, poltrone, tritura-documenti, sedie sala attesa), 1 Ecotomografo multidisciplinare. Inoltre, a partire dal 1° ottobre 2022 presso il Poliambulatorio di Castelvecchio Subequo saranno presenti specialisti ambulatoriali delle seguenti discipline: Cardiologia, Endocrinologia, Geriatria, Pediatria, Ginecologia, Pneumologia, Psicologia. Per quanto attiene, invece, a “L’invecchiamento sano ed attivo”, nel Centro Diurno di Navelli verranno acquistate le seguenti attrezzature: Computer con Stampante, giochi da tavola ed educativi, televisore, video proiettore, tavolo per le attività di gruppo e sedie. In breve tempo si provvederà al “Rafforzamento dei servizi di emergenza/urgenza”, estendendo all’intero arco della giornata la postazione territoriale di 118 di Castelvecchio Subequo. Ciò, oltre a migliorare il servizio nell’area interna, in particolar modo nella zona della Subequana, darà un importante contributo al miglioramento dell’assistenza sanitaria per i cittadini delle zone limitrofe tenuto conto della posizione baricentrica di Castelvecchio Subequo.

“Mi sembra doveroso”, ha dichiarato il sindaco di Molina Aterno Luigi Fasciani, referente di area, “ringraziare i dirigenti ALS coinvolti, il Dr. Falchi, il Dr. Bianchi, la Dr.ssa Arquilla, il Dr. Giusti, la Dr. Ciampa, il Dr. Allegrino, nonché il Direttore Amministrativo Stefano Di Rocco, per l’impegno profuso”. “Sono convinto”, ha affermato in chiusura il Sindaco Fasciani, “che l’attuazione del progetto Aree Interne contribuirà sicuramente ad arricchire l’offerta sanitaria dell’area. In particolare, il rafforzamento della diagnostica specialistica in loco, contribuirà a ridurre il pendolarismo dei pazienti e a migliorare la qualità della vita soprattutto delle fasce più “fragili” di popolazione. Non dimentichiamo che oltre il 30% dei poco più degli ottomila residenti dell’area – nei primi anni sessanta essi erano ben oltre ventiquattromila – ha più di 65 anni”.