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Borghi attrattivi, il bando della discordia: anche Castelli fa ricorso - Il Capoluogo
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Borghi attrattivi, il bando della discordia: anche Castelli fa ricorso

Dopo la sospensione cautelare del bando da 20 milioni di euro aggiudicato a Calascio, anche il comune di Castelli presenta ricorso. Attesa per la decisione di merito.

Dopo la sospensione cautelare del bando da 20 milioni di euro aggiudicato a Calascio, anche il comune di Castelli presenta ricorso.

Prima Lama dei Peligni, ora Castelli, si allunga la fila dei comuni che contestano l’aggiudicazione dei 20 milioni di euro relativi al bando “Attrattività dei Borghi” promosso dalla Regione Abruzzo con fondi PNRR. In tutto sono 16 i borghi che hanno partecipato al bando, che in fase di esame da parte dell’apposita commissione, ha destato più di una perplessità, tanto che inizialmente il Comune di Lama dei Peligni ha presentato ricorso al TAR. Da qui la sospensione cautelare in attesa del giudizio di merito, previsto per il prossimo 25 maggio. Ma se Lama dei Peligni, seconda classificata, mira ad aggiudicarsi il bando al posto di Calascio, l’intervento successivo del Comune di Castelli va oltre e mira ad azzerare la classifica e ricominciare tutto daccapo.

Per il sindaco di Castelli, Rinaldo Seca, infatti, è tutto da rifare, a partire da una nuova commissione aggiudicatrice, visto che secondo i ricorrenti il bando sarebbe stato assegnato a un progetto con “palesi vizi”. Per questo per il Comune in provincia di Teramo non basta “scalare” la classifica, ma produrne una nuova, esito di una nuova commissione esaminatrice.

La Regione, dal canto proprio, resite in giudizio contro il ricorso di Lama dei Peligni e naturalmente lo farà anche contro quello di Castelli, ma intanto il tempo passa, un fattore non certo secondario nell’ambito dell’utilizzo dei fondi PNRR che vengono assegnati con precisi vincoli, anche temporali. Anche il sindaco di Calascio, Paolo Baldi, commentando la presentazione del primo ricorso aveva paventato il rischio della perdita dei finanziamenti. D’altra parte se il Tribunale amministrativo confermerà le perplessità sollevate dagli altri Comuni, evidentemente le cause di un’eventuale perdita di finanziamenti, che l’Abruzzo non può certo perdere, non potranno certo essere ricercate in chi ha sollevato quelle perplessità, ma in chi eventualmente ha sbagliato nello stilare la classifica. Sarà il TAR, a cominciare dal primo ricorso la cui discussione è prevista per il 25 maggio, a dare una prima indicazione di chiarezza, ma al di là dell’aspetto giuridico, è evidente che qualcosa non ha funzionato, per un “bando della discordia” gestito forse con una qualche approssimazione.

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