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L’Aquila, spuntano le corsie ciclabili: vi spieghiamo come funzionano

Corsie ciclabili per 20 km e polemiche a L'Aquila. Si tratta, in realtà, del Piano di mobilità ciclistica d'Emergenza: ecco come funzionano le corsie

“E adesso prendi la bici e vai a passare in questa pista ciclabile. Perché questo è, giusto?”. Da qualche giorno è apparsa, su alcune strade aquilane, la segnaletica gialla a delimitare corsie ciclabili, per il transito dei ciclisti e subito si sono scatenate le polemiche. Si tratta, in realtà, della Rete di Mobilità ciclistica d’emergenza.

Per prima cosa occorre chiarire che le linee gialle non limiteranno lo spazio della carreggiata per il transito degli automobilisti, poiché le auto potranno continuare a circolare come normalmente. La nuova segnaletica servirà, infatti, a segnalare agli automobilisti la possibile presenza di ciclisti che saranno in transito sulle corsie delimitate. 

“Vorrei tanto sapere chi ha avuto la brillante idea di fare una pista ciclabile a L’Aquila, tra il Terminal, viale di Collemaggio, viale Crispi..”. 

“L’Aquila, pista ciclabile a senso unico. Ma si può?”

“Un ennesimo spreco di soldi”

“La strada è troppo stretta per la pista, qualcuno si farà male”. 

Polemiche accese, che stanno prendendo piede sui social ancor prima che le corsie siano definitivamente pronte per quanti vorranno utilizzarle. Foto, post e battute di spirito hanno riempito i gruppi Facebook aquilani nelle ultime ore. Lo stesso Comune dell’Aquila, nella propria sezione dedicata al PUMS, il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, ha chiarito alcuni dettagli rilevanti del progetto, commentando la nuova segnaletica che sta portando a L’Aquila le corsi ciclabili.

“La rete di mobilità ciclistica di emergenza. Circa venti chilometri che uniscono il centro con la periferia. Un modo per sensibilizzare gli automobilisti alla presenza, sempre più numerosa, di ciclisti. Un modo per tutelare i più deboli, cioè coloro che si muovono in bici o con monopattino, ricordando agli automobilisti che quello spazio è condiviso!”, viene spiegato in una nota.

“Solo un primo passo verso una città più green.
Cosa è:
Un corridoio per la mobilità alternativa che si sviluppa lungo le principali direttrici urbane.

Cosa non è:
Una pista ciclabile ad uso esclusivo. Non è un percorso protetto o comunque riservato alle biciclette, dove il traffico motorizzato è generalmente escluso.

La strada rimane ad uso promiscuo di tutti e non esclusiva di auto e moto.

Lo sapevi? Il Comune dell’Aquila solo nell’ultimo anno con il bonus bici ha contribuito all’acquisto di ben 1.200 ebike

Lo scorso 25 novembre il Comune aveva presentato il progetto della Rete di Mobilità Ciclistica di Emergenza in una conferenza stampa in streaming, causa Covid.

Era stato spiegato che L’Aquila avrebbe avuto una rete ciclabile lunga 20km, così strutturata:

-Un asse principale (dorsale) di collegamento e attraversamento della città urbana dal Terminal di Collemaggio fino all’Ospedale San Salvatore e Polo Universitario di Coppito;

-Una rete secondaria di collegamento della dorsale, passando all’interno del centro storico della città, con il polo scolastico di Colle Sapone.

Per soddisfare i requisiti di necessità e urgenza tutte le opere devono essere realizzate utilizzando la segnaletica di cantiere, in modo da agire con rapidità, economia e con la libertà di apportare modifiche/aggiustamenti anche in seguito.

Il percorso ciclabile, essendo segnalato con strisce gialle, risulterà un’indicazione al veicolo della possibilità di dover condividere la carreggiata con velocipedi e pertanto incentiverà a prendere le dovute precauzioni al rispetto del Codice della Strada e dei limiti di velocità di riferimento.

segnaletica rete ciclabile d'emergenza
rete ciclabile d'emergenza

Clicca qui per l’allegato completo che spiega e illustra il progetto nei dettagli.