Ludopatia, Lega: “Piaga sociale, subito discussione in III commissione”

Ludopatia, bocciata la mozione per ridurre l'orario di utilizzo. Lega: "Serve un piano d'azione, subito la discussione in III commissione".

L’AQUILA – Lega, De Blasis: “Ludopatia piaga sociale, porteremo urgentemente in III commissione la discussione”.

“Il gioco d’azzardo patologico (o ludopatia) sta diventando una vera e propria piaga sociale. È un fenomeno inarrestabile che spesso sfocia in situazioni familiari tragiche. Oggi non abbiamo votato una mozione presentata dall’opposizione, che chiedeva di limitare gli orari di funzionamento delle slot machine, perché riteniamo che il problema vada inquadrato a 360 gradi e soprattutto analizzato rispetto all’ambiente dove si vive“. Ad affermarlo è la consigliera leghista e Presidente della III Commissione “Politiche Sociali” Elisabetta De Blasis.

“È chiaro – continua la De Blasis – che L’Aquila vive un momento storico diverso da quello di altre città. Qui esistono diversi fattori di rischio che predispongono alla ludopatia: disturbi della psiche, giovane età, appartenenza al sesso maschile, familiarità per il gioco, la solitudine sociale in alcuni quartieri, caratteristiche di personalità, esposizione ad elevata offerta di possibilità di gioco e scommesse, con oltre 90 locali nel nostro territorio. Occorre, pertanto, capire quali siano le caratteristiche ed i fattori predisponenti dei giocatori d’azzardo della nostra città. E ciò può esser fatto solo attraverso analisi specialistiche di centri che si occupano di questi disturbi (per esempio il Cim ed il Sert). Limitare gli orari non può essere una soluzione per diversi motivi: flussi verso cittadine vicine, incremento del gioco d’azzardo online (che non prevede tetto di spesa), o di totem illegali quasi sempre completamente in mano alla criminalità organizzata”.

“Riteniamo – scrivono congiuntamente le consigliere comunali Tiziana Del Beato e Laura Cucchiarella – che sia necessario portare nella III commissione consiliare, convocata per il 1 ottobre, la discussione per arrivare ad adottare un piano d’azione non solo come amministrazione comunale, ma che sia esteso a livello regionale perché occorrono risorse che possano essere indirizzate a creare percorsi di sensibilizzazione rivolti alle scuole, agli insegnanti, alle famiglie, ai genitori e ai centri per anziani. Spesso non c’è la consapevolezza della gravità della problematica che pone i familiari e le persone vicine al giocatore nella condizione di necessità di sostegno e di supporto da parte di servizi socio-sanitari. Solo con il coinvolgimento di tutte le parti interessate si può cogliere l’obiettivo, senza dimenticare mai che al centro del nostro intervento c’è sempre una persona, il più delle volte una vittima, non di un vizio ma di una dipendenza, quindi una persona malata, che va seuguita, compresa e curata”.

“Quando si tratta di passare dalle chiacchiere ai fatti, – commentano da Colazione sociale – la maggioranza che governa la città ancora una volta si defila, senza nemmeno il coraggio e la responsabilità di affrontare nel merito la discussione. Imbarazzante la richiesta di ritirare la nostra proposta in attesa di un confronto informato e aperto, come se l’aula consiliare non fosse il più alto luogo di confronto istituzionale dove gli atti proposti possono essere emendati e migliorati, prendendosi la responsabilità delle azioni e delle scelte; e ancora, come se non ci fossero state, in Consiglio e fuori, molteplici iniziative di ascolto sul tema delle dipendenze in generale e della ludopatia in particolare. Ricordiamo, poi, che la nostra proposta è stata presentata ad aprile scorso e, se in buona fede, in 5 mesi si sarebbero potute fare discussioni a iosa”.

“Sul contrasto alle ludopatie – ha invece sottolineato Ersilia Lancia – il Comune è già al lavoro e proseguirà in tutte le sedi. Vogliamo portare all’attenzione delle commissioni la stesura di un regolamento relativo alle attività del gioco lecito poiché sul contrasto alle ludopatie è necessario un raccordo vero con gli enti che si occupano di prevenzione e con gli esercenti stessi dei locali, avendo sempre riguardo alla salvaguardia della salute pubblica e alla centralità della persona. Per questo ho chiesto al Presidente la convocazione urgente della IV commissione per discutere il regolamento”.