Presa diretta: ludopatia, il male degli abruzzesi

Vizio di Stato è la puntata di Presa Diretta che ha compiuto un viaggio nell'Abruzzo "ammalato" dalla ludopatia. Quando la slot machine crea dipendenza.

La ludopatia è una malattia e gli abruzzesi non ne sono immuni. Solo nel 2017 nell’aquilano si sono spesi 289 milioni di euro con le macchinette per il gioco.

La ludopatia è nel mirino degli studi e dei dati del Cnr e il programma Presa Diretta è tornato ieri all’Aquila, per una puntata dedicata al “vizio di Stato”.

Gli aquilani affetti da ludopatia hanno speso nel 2017 circa mille e 980 euro procapite nel gioco d’azzardo.

Tanti sono quelli che nel tempo hanno affrontato il problema e si sono rivolti ai Sert per essere aiutati.

La ludopatia, dagli studi recenti e da quanto emerso nell’ultima puntata di Presa diretta è “figlia della crisi economica”, i giocatori patologici sono infatti aumentati negli ultimi 10 anni, tanto che il Sert dell’Aquila l’anno scorso ne aveva in carico 51.

La noia, la solitudine, la mancanza di certezze o stabilità economica, sembrano essere le basi dove trova terreno fertile la ludopatia.

Nell’inchiesta di Presa Diretta, firmata da Riccardo Iacona, si evince come il gioco d’azzardo coinvolga in tutto 1 milione e mezzo di italiani per un ricavo di oltre 107 milioni di euro, di questi circa 10 finiscono nelle casse dello Stato.

Il capoluogo d’Abruzzo in quanto a ludopatie e slot machine ha purtroppo un primato non proprio virtuoso; la provincia ne ha il più alto numero per abitante. Praticamente c’è una slot ogni 83 residenti.

Non solo L’Aquila, ma anche Pescara, dove nel 2017, si è speso di più in macchinette e affini: 295 milioni di euro, soprattutto alle slot.

Gli inviati del programma hanno fatto un giro sia sulla costa, dove sono stati accompagnati a vedere quante sale dedicate al gioco ci sono in giro e poi all’Aquila, dove hanno visitato anche il Progetto Case di Paganica.

“L’Aquila dal terremoto ha perso la sua identità e tante sono le cose cambiate”, è stato il laconico commento di una delle residenti.

“La ludopatia, il gioco d’azzardo ha comportato delle spese ingenti affluite poi al bilancio dello stato”, è quanto ha detto al microfono dell’inviato il consigliere regionale Giovanni Legnini, già Sottosegretario di Stato del Ministero dell’economia e delle finanze con il governo Renzi.

Le slot machine, o video lotterie, videolotteries sono il “frutto amaro” di un decreto che, nel nome e nelle intenzioni, doveva servire alla ricostruzione dell’Aquila, ma nei fatti ha fatto aumentare a dismisura il problema della “ludopatia”.

È il decreto n.39 convertito in legge il 24 giugno del 2009, due mesi e venti giorni dopo il sisma che provocò 309 vittime.

“Sono numeri e dati pericolosi – ha detto Stefania Melena, responsabile della regione Abruzzo per il servizio di prevenzione e tutela sanitaria – chiediamo adesso che il governo consideri la ludopatia davvero un problema sociale, una malattia su cui intervenire per fare qualcosa”.

“Il gioco d’azzardo non conosce crisi – ha aggiunto – anzi è proprio di questa che si nutre. Che sia un problema è dato noto adesso anche al Ministero della Salute, che per il gioco d’azzardo la ludopatia e il fenomeno inteso come problema sociale, ha costituito un Osservatorio. Dal governo Monti in poi è cambiato qualcosa, cercando di ‘mettere una toppa’ a un sistema reso peggiore proprio dallo Stato stesso”.

Al link seguente la puntata di Presa Diretta.