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Conferenza ‘Sindone. Storia e misteri’

21/04/17

EVENTO GRATUITO
: Auditorium Carispaq Elio Sericchi Via Pescara, 2, L'Aquila, AQ, Italia - Inizio ore 18:00

Attenzione l'evento è già trascorso

L’Ass. Panta rei di prom. soc. presenta, Venerdì 21 aprile, ore 18, Auditorium Sericchi della BPER,  la conferenza: Sindone. Storia e misteri

Relatrice: Prof. Emanuela Marinelli, la maggior esperta sull’argomento.


SindoneUn libro di Emanuela Marinelli e prof. Livio Zerbini

Prefazione Cardinale Francesco Coccopalmerio

Premessa Cristiana Barandoni ( Indiana University/Galleria degli Uffizi)

In uscita il 3 Marzo Collana Odoya Library 15 euro 240 pagine

La professoressa Emanuela Marinelli si occupa da quarant’anni di indagare la reliquia più conosciuta e affascinante. Questo lavoro inedito, portato a termine con l’aiuto dell’antichista professor Livio Zerbini dell’università di Ferrara e la “benedizione” del Cardinale Francesco Coccopalmerio, intende rappresentare lo stato dell’arte delle conoscenze internazionali sul Sacro Lino. Per la prima volta la storia della Sindone è completa, perché non solo Marinelli ci porta sul Golgota al seguito di Nicodemo e Giuseppe di Arimatea – l’Ebreo facoltoso che, grazie alle sue ricchezze, fornì il lenzuolo funebre ovvero un panno bianco di lino pregiato probabilmente proveniente, scopriamo grazie all’autrice, dall’India ⎼ per rivivere il momento in cui la cristianità colloca la resurrezione.

Non solo ripercorre le vicende della Sindone da quando entrò in possesso di Geoffroy I de Charny fino ai giorni nostri (passando per le mani dei Savoia, che lo custodirono dal 1453). Non solo adombra l’affascinante ipotesi (finora poco dibattuta, ma qui molto ben circostanziata) che siano stati i Templari a farlo pervenire al signore delle terre di Lirey ⎼ appunto quel Geoffroy che fu il primo europeo indicato dalla storiografia come possessore della reliquia ⎼ e che il famigerato idolo Bafometto, per la venerazione del quale vennero inquisiti, non fosse altro che la Sindone ripiegata in più parti.

Ma l’autrice dedica anche molta parte del volume a testi all’oggi totalmente inediti: le fonti islamiche che parlano del cosiddetto Mindîl. Marinelli cita lo storico Ian Wilson il quale sostieneche il Mandylion (appunto dall’arabo Mindîl, fazzoletto), ovvero il panno con il volto di Cristo definito acheiropoietos e tetradiplon (quindi “non generato da mano d’uomo” e “raddoppiato quattro volte”) sia nientemeno che la Sindone. Questa reliquia viene fatta risalire alla storia dell’immagine di Edessa che secondo svariate fonti lo stesso Gesù Cristo fece recapitare dall’apostolo Taddeo a Abgar, re della città di Edessa, oggi Şanliurfa, Turchia meridionale. Secondo fonti islamiche, il Mindîl fu trasportato a Ruhâ (nome arabo di Edessa) all’inizio del VII secolo d.C., dopo essere stato conservato a Efeso, Damasco e Antiochia e servì anche per uno scambio con dei prigionieri tra il califfo al-Muttaqi e l’Imperatore di Bisanzio. La vicenda del telo di Edessa andrebbe a chiudere il cerchio della storia della Sindone, colmando lacune che finora rendevano sconosciuta la collocazione del telo dal 30 d.C. al 1353.

Per completare il quadro l’interessantissima decostruzione della datazione ottenuta nel 1988 con il carbonio quattordici, a favore di analisi scientifiche più recenti e complete che collocano il Sacro Lino all’epoca della vita di Gesù.

Un viaggio affascinante attraverso la storia della reliquia più straordinaria, che finalmente si può seguire nella sua interezza, da quel sepolcro 1987 anni fa, fino alla teca in cui è custodita oggi nella città di Torino.

 

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