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Cobar Spa, protocolli di sicurezza anti Covid in tutti i cantieri

Cobar Spa, tra le aziende impegnate nel grande cantiere della ricostruzione. Riorganizzazione e misure di sicurezza straordinarie per la ripartenza.

Cobar Spa, l’azienda edile tra le grandi realtà chiamate a ripartire. La riapertura dei cantieri, dopo la chiusura causa Covid, riprende anche da L’Aquila e dal cratere sismico.

Sicurezza al quadrato, nel più grande cantiere d’Europa, quello della ricostruzione. Le nuove linee guida, nel Capoluogo, sono passate anche per lo screening dei dipendenti delle imprese che giungono a L’Aquila da fuori. Prima delle ripartenza i tamponi al Centro di Collemaggio: ai test ha preso parte, prima di riaprire i battenti, l’intero fronte delle maestranze Cobar Spa, con sede ad Altamura

logo Cobar Spa

Cobar Spa ha attualmente aperti cantieri su: Roma, all’Ex Istituto Poligrafico della Zecca dello Stato e al Colosseo; due cantieri a L’Aquila, all’ex Istituto delle Suore su via Roio e uno in via Crispomonti. Nel cratere, inoltre, sono circa 7 i cantieri attivi, tra i quali quelli a: Villa Santa LuciaVilla Sant’Angelo e Sant’Eusanio Forconese. È a cura della Cobar Spa anche il progetto di costruzione della nuova scuola polifunzionale di Via Puglie ad Avezzano.

Il rappresentante delle commesse in Abruzzo per Cobar Spa, il geometra Antonio Forte, spiega alla redazione del Capoluogo.

“L’impresa Cobar Spa, rappresentata dall’Amministratore Unico, Vito Matteo Barozzi, ha rispettato scrupolosamente le misure previste per la ripartenza. Lo stesso Vito Matteo Barozzi è stato il primo a sottoporsi a test sierologico e tampone. A L’Aquila, in particolare, attualmente sono presenti circa 50 unità operative di nostri dipendenti e un centinaio di subappaltatori, che lavorano per Cobar Spa. Tutti i dipendenti sono stati sottoposti al controllo di prevenzione anti Covid-19 e tutti sono risultati negativi ai test effettuati. Ad oggi l’azienda ha riaperto seguendo rigorosamente le disposizioni previste”.

vito Matteo Barozzi

I tamponi sono stati effettuati martedì 12 maggio, al Centro allestito a Collemaggio, e nella giornata di sabato sono arrivati i risultati.

“Su iniziativa propria della Cobar Spa è stato deciso di sottoporre tutti i dipendenti a tampone, non solo quelli impegnati a L’Aquila per i quali vi è apposita disposizione del primo cittadino, Pierluigi Biondi”.

Cobar Spa, la nuova organizzazione

La ripartenza, anche per Cobar Spa, è stata rimodulata in base alla nuova organizzazione post Covid.

“È stato necessario predisporre uno specifico protocollo organizzativo interno. Gli operai che partono da fuori regione vengono già controllati al momento della partenza. Arrivati a L’Aquila, innanzitutto, ci si accerta che nessuno dei lavoratori abbia presentato uno dei sintomi riconducibili al Covid-19. Poi c’è la parte burocratica, relativa alla compilazione del modulo in cui si attesta la partenza dalla propria regione per esigenze lavorative, certificando di non manifestare sintomi. Verbalizzazione e registrazione, quindi, subito prima di entrare in cantiere avviene la misurazione della temperatura corporea“.

Ogni giorno viene ripetuta la stessa operazione, gestita dai preposti Covid del cantiere in questione. Ogni lavoratore è provvisto dei DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale. I dipendenti hanno a disposizione più mezzi per poter raggiungere i cantieri dai propri dormitori, per evitare rischi durante gli spostamenti sui luoghi di lavoro.

“Tutti gli operai, oltre ad avere i dispositivi DPI previsti, già in dotazione per la sicurezza in cantiere -nel rispetto del nuovo protocollo – sono stati dotati di mascherine FFP2 e occhiali. Inoltre all’ingresso dei cantieri è stato installato un container che funge da ricovero per chi dovesse, in qualsiasi momento, manifestare qualche sintomo da Covid-19. Postazione gestita da personale altamente istruito per far adottare tutte le misure precauzionali del caso”.

Misure di sicurezza che, in qualche circostanza, hanno anche influito sulle modalità lavorative, come precisa Antonio Forte.

“Sotto il profilo esecutivo, appare essenziale in questa fase e anche in uno spirito di leale e costruttiva cooperazione, compiere ogni azione che possa aiutare l’impresa a riavviare i lavori in un contesto così fortemente mutato e complesso, rispetto alle condizioni originarie”.

Conclude il responsabile Antonio Forte:

“Per rispondere alla norma che prevede di evitare assembramenti abbiamo dovuto ridurre il numero delle maestranze dedicato a determinate attività lavorative, soprattutto laddove non ci sono le metrature per garantire il distanziamento. Bisognerà ora definire e quantificare le conseguenze, soprattutto economiche, alle quali andrà incontro l’azienda per questa nuova modalità. La riorganizzazione comprende l’igienizzazione e la sanificazione con tutti i prodotti certificati. Le operazioni suddette hanno interessato tutti gli ambienti, tra cui mezzi, attrezzi e ogni singola area lavorativa, comprese mense, spogliatoi e uffici. Un’attività, questa, svolta giornalmente”.

 

 

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