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Il viaggio di Davide, da Pescara alla Colombia per combattere l’Atassia di Friedreich

Davide è un ragazzo di Pescara che convive con l’Atassia di Friedreich, una malattia neurodegenerativa. Ora è in Colombia per un trattamento sperimentale con le cellule staminali. Il suo viaggio raccontato sulle pagine di Sonounfregnoabruzzese e Progetto Baltimora.

Davide è un ragazzo di Pescara che convive con l’Atassia di Friedreich, una malattia neurodegenerativa. Ora è in Colombia per un trattamento sperimentale con le cellule staminali. Il suo viaggio raccontato sulle pagine di Sonounfregnoabruzzese e Progetto Baltimora.

Davide D’Acierno è un ragazzo di 28 anni di Pescara e convive con l’Atassia di Friedreich dall’età di 8 anni. Si tratta di una malattia genetica neurodegenerativa rara, nel mondo ne soffrono appena 15mila persone. Una malattia che non ha una cura, ma oggi le cellule staminali possono dare una speranza. Per questo, l’11 settembre scorso Davide è partito per la Colombia, destinazione Medellin, dove si trova uno dei centri di ricerca più all’avanguardia al mondo in cui viene effettuato un trattamento sperimentale con le cellule staminali.

In questo viaggio Davide D’Acierno è accompagnato dal padre Massimo e da Hugo Mosquera, più conosciuto come “Sonounfregnoabruzzese “, influencer con un seguito di oltre 160mila follower. Hugo ha preso a cuore la storia di Davide, fino al punto di accompagnarlo, raccontando passo dopo passo la sua avventura dopo averlo conosciuto tramite la pagina “Progetto Baltimora”, che mostra tutti i tentativi fino ad ora intrapresi per trovare una cura.

L’aspettativa di vita media per le persone che soffrono di Atassia di Friedreich è compresa tra i 35 e i 50 anni. I primi sintomi sono comparsi, per Davide, intorno all’età di dodici anni: uno di questi era una stanchezza eccessiva che si presentava quando giocava a calcio, una delle sue passioni, affaticandolo prima e in modo maggiore rispetto ai compagni di squadra.
Da lì la situazione è andata via via peggiorando e ciò che il mese prima riusciva a fare, il mese dopo creava difficoltà.

“Bisognerà aspettare minimo tre settimane, massimo sei mesi o forse di più, per vedere qualche risultato. La prima cosa che vorrei tornare a fare è spostarmi autonomamente, anche se soltanto in casa o con l’ausilio di un deambulatore”, racconta Davide D’Acierno in un video postato sulla pagina di Hugo .

“E’ difficile vedere come di giorno in giorno riesca a fare sempre di meno, e fa male vedere che non riesca più a fare qualcosa, che un mese fa gli riusciva. E’ una malattia che peggiora con il passare del tempo”, aggiunge Massimo, il papà di Davide.

A gennaio 2025 Davide, suo padre e Hugo Mosquera erano stati due settimane in America, a Miami, per effettuare i primi test medici. Poi, destinazione Medellin, dove ha già cominciato il percorso sperimentale con le cellule staminali.
Le cellule staminali sono cellule non specializzate in grado di autorinnovarsi e di trasformarsi, dando origine a diversi tipi di cellula (si parla di differenziamento cellulare). Questa sua caratteristica consente di curare organi danneggiati: da un lato permette di mantenere in equilibrio le quantità dei diversi tipi di cellule che costituiscono un tessuto/organo e dall’altro promuove la riparazione degli stessi in seguito a traumi, infezioni o malattie.
A Davide sono state già iniettate più di 200 milioni di cellule staminali, sia nella spina dorsale che endovena, e il trattamento è stato eseguito in camera iperbarica, una sorta di cilindro in cui si respira ossigeno puro, che stimola il rilascio e la mobilitazione delle cellule staminali, dal midollo osseo nel sangue, favorendo la riparazione dei tessuti danneggiati.

“Questo viaggio non è una vacanza. Non lo è mai stato. È una clinica, sono giornate difficili, pensieri che ti attraversano la testa, momenti in cui ti chiedi cosa succederà domani. Ma, se c’è una cosa che so fare, è provare a trasformare anche le situazioni più pesanti in un sorriso. Con una battuta, una risata, un po’ di ironia. Non perché il dolore non esista, ma perché affrontarlo insieme può renderlo un po’ più leggero”, aggiunge Hugo Mosquera, al secolo Sonounfregnoabruzzese.

Atassia di Friedreich

E sono tante anche le iniziative benefiche per aiutare Davide. Lo scorso 8 settembre si è tenuta una partita tra la tifoseria del Settore Nord Pianella e la squadra del Pianella Calcio, con il ricavato devoluto al Progetto Baltimora.
E ancora, una camminata metabolica e uno spettacolo teatrale “Progetto Baltimora” presso l’Auditorium Palazzo Sirena di Francavilla al mare.

Per aiutare Davide è stato creato anche un e-commerce di Progetto Baltimora.
“Si tratta di un modo per dire grazie a chi ci ha sostenuto fino ad oggi e a chi vorrà farlo in futuro. Da ora, al posto delle semplici donazioni, potrete ricevere un prodotto di qualità che porta con sé i valori e la visione del progetto” conclude Davide.