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Morte Emilio Ciammetti, 5 anni in Appello al conducente che lo investì al Cermone

La Corte d’Appello dell’Aquila ha inasprito la condanna per l’uomo, un aquilano residente a Barete, che nel marzo 2021 investì mortalmente Emilio Ciammetti. In primo grado la pena era stata fissata a 3 anni e 4 mesi.

La Corte d’Appello dell’Aquila ha inasprito la condanna per Valentino Cervelli, il fabbro di Barete che nel marzo 2021 investì mortalmente Emilio Ciammetti. In primo grado la pena era stata fissata a 3 anni e 4 mesi.

5 anni di reclusione, invece dei 3 anni e 4 mesi stabiliti in primo grado. È la pena inflitta dalla Corte d’Appello dell’Aquila all’uomo ritenuto responsabile dell’investimento costato la vita a Emilio Ciammetti, ex finanziere e soccorritore alpino di 61 anni, molto noto e stimato in città. La Corte d’Appello dell’Aquila , presieduta da Laura D’Arcangelo e composta dai consiglieri Andrea Di Berardino e Daria Lombardi, ha ora rivalutato il quadro e deciso per un aumento della pena, portandola a cinque anni di reclusione. La decisione comprende anche l’interdizione dai pubblici uffici, che da temporanea è diventata perpetua. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. La tragedia risale all’8 marzo 2021 . Emilio Ciammetti, conosciuto da tutti con il soprannome di “Ciammettò”, stava attraversando la strada statale 80, nei pressi del Cermone, quando fu travolto da una Bmw condotta da Cervelli. L’uomo era diretto ad acquistare un mazzo di fiori per la moglie in occasione della Festa della donna. L’impatto fu violentissimo e non lasciò scampo al 61enne. Dopo aver investito il pedone, il conducente non si fermò e proseguì la marcia, allontanandosi dal luogo dell’incidente. I carabinieri riuscirono successivamente a rintracciarlo. A suo carico venne contestato l’omicidio stradale aggravato dall’omissione di soccorso. Nel corso delle indagini emerse inoltre la presenza di tracce di cannabis e cocaina nelle urine dell’imputato, elemento che aveva assunto un peso significativo nel procedimento.

Il processo di primo grado aveva però portato a una condanna più contenuta. Il tribunale dell’Aquila, con sentenza del 15 novembre 2023, aveva riconosciuto anche una responsabilità della vittima nella dinamica dell’incidente, quantificandola in un terzo. Secondo quanto ricostruito in quella sede e riportato dal Centro, al momento dell’investimento pioveva e le condizioni di visibilità non erano ottimali. Il consulente tecnico della Procura aveva inoltre accertato che Ciammetti era stato colpito da tergo.

Emilio Ciammetti

Nelle motivazioni della sentenza di primo grado era stato evidenziato che la vittima, dopo aver iniziato l’attraversamento sulle strisce pedonali, avrebbe proseguito in diagonale, allontanandosi dalla zona dell’attraversamento e dando le spalle al senso di marcia della vettura. Una condotta che, secondo il tribunale, avrebbe contribuito alla dinamica dell’incidente. Quanto alla presenza di sostanze stupefacenti, il giudice di primo grado aveva ritenuto che non fosse stato possibile dimostrare con certezza uno stato di alterazione del conducente al momento dell’incidente. La difesa, rappresentata dall’avvocato Guglielmo Santella, aveva sostenuto che il consumo di droga risalisse a giorni precedenti e che, pertanto, non fosse possibile collegarlo alle condizioni psicofisiche dell’imputato al momento dell’investimento.

Emilio Ciammetti, un mezzo di trasporto per persone con disabilità in ricordo dell’ex finanziere investito al Cermone