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Addio a Emma Bonino, la voce radicale che ha cambiato l’Italia

Emma Bonino non è riuscita a vincere l’ultima grande battaglia. Ma tante sono state le sue vittorie in oltre 50 anni trascorsi dalla parte della libertà: dal divorzio e dall’aborto alla politica europea e alla Farnesina, sempre in prima linea sui diritti civili, le libertà individuali e l’Europa. Anche L’Aquila ha incrociato il suo impegno, dopo il terremoto del 2009, sul tema della ricostruzione.

È morta a 78 anni Emma Bonino, storica leader del Partito Radicale, ex ministro degli Esteri, Commissario europeo e presidente di +Europa. La notizia è stata comunicata dalla direzione del partito.

Emma Bonino era ricoverata da alcuni giorni a Roma a causa di una crisi respiratoria. Era stata trasportata in codice rosso all’ospedale Santo Spirito e successivamente trasferita in terapia intensiva, prima del trasferimento in una struttura privata della Capitale. Nel 2015 aveva affrontato un tumore ai polmoni, dal quale nel 2023 aveva annunciato di essere guarita. Il cordoglio del presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Nostre sensibilità lontane, ma è stata una voce forte e riconoscibile. Stiamo predisponendo le esequie di Stato”. Osservato un minuto di silenzio in Senato, che poi ha tributato un lungo applauso 

Con Emma Bonino scompare una delle protagoniste più riconoscibili della storia politica italiana degli ultimi 50 anni. Una figura capace di attraversare stagioni e governi mantenendo una forte identità politica, legata alle battaglie per i diritti civili, la laicità dello Stato, le libertà individuali e l’integrazione europea. La sua storia politica comincia nel cuore della stagione radicale. Eletta alla Camera nel 1976, Bonino fu protagonista delle grandi battaglie referendarie degli anni ’70, da quella sul divorzio a quella sull’aborto. Da allora il suo nome è rimasto legato a una lunga stagione di mobilitazioni politiche e civili che avrebbe segnato profondamente il dibattito pubblico italiano.

emma bonino

Con la sua morte si chiude una delle esperienze politiche più longeve e singolari della Repubblica. Se ne va una protagonista che, nel bene e nel male, ha contribuito a cambiare il modo in cui l’Italia ha discusso di diritti, libertà, Europa e autodeterminazione. E resta il lascito di una stagione radicale che ha avuto in lei uno dei suoi volti più autorevoli, incarnando una politica fatta di battaglie, referendum, minoranze e idee che spesso hanno anticipato il Paese.

Era nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948. Cresciuta nelle campagne piemontesi, dopo la maturità classica si trasferì a Milano, dove nel 1972 si laureò in Lingue e Letterature moderne all’Università Bocconi, dove si laureò nel 1972 con una tesi sulla discriminazione razziale in Sudafrica. Durante gli anni universitari iniziò a maturare il suo impegno politico, avvicinandosi al movimento studentesco e, successivamente, al Partito Radicale. Iniziò a fare politica nel 1975 quando, dopo essere stata tra le persone che hanno fondato il Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto, si autoaccusò del reato di procurato aborto.

Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali. Fu parlamentare europea e, dal 1995 al 1999, commissario europeo con deleghe alla pesca, ai consumatori e agli aiuti umanitari. Nel governo Prodi fu Ministro del Commercio internazionale, mentre nel 2013 entrò nel governo Letta come Ministro degli Esteri, incarico che mantenne fino al 2014. Ma per lei, come per il suo leader Pannella, la politica non fu mai soltanto una successione di incarichi. La sua cifra rimase quella delle battaglie, spesso condotte quando erano ancora minoritarie e destinate a diventare, negli anni, temi centrali della società italiana.

Anche L’Aquila ha incrociato la sua lunga esperienza politica. Dopo il terremoto del 2009, con i Radicali fu presente nel dibattito sulla ricostruzione del capoluogo abruzzese, portando all’attenzione il tema della trasparenza delle procedure, della legalità e della partecipazione dei cittadini alle scelte sulla rinascita della città. Un’attenzione coerente con quella cultura politica radicale che ha sempre rivendicato il controllo democratico sulle istituzioni e sulle grandi questioni pubbliche.

Negli ultimi anni aveva continuato il suo impegno alla guida di +Europa, partito nato nel solco della tradizione radicale ed europeista. Anche quando la sua presenza parlamentare e politica si era fatta più difficile, aveva continuato a intervenire nel dibattito pubblico con la stessa nettezza che aveva caratterizzato tutta la sua carriera.

emma bonino

I messaggi di cordoglio

“Con Emma Bonino scompare una protagonista della vita politica italiana ed europea, che ha dedicato il proprio impegno pubblico alla difesa della libertà, dei diritti e dello Stato di diritto. Alla sua famiglia e a quanti hanno condiviso con lei una lunga stagione di impegno politico e civile rivolgo il mio cordoglio e la mia vicinanza”. Lo dichiara Nazario Pagano, presidente della I Commissione Affari costituzionali della Camera. “Al di là delle diverse appartenenze e sensibilità politiche, resta il valore di un impegno portato avanti con determinazione e coerenza per decenni. Emma Bonino ha creduto nell’Europa come spazio comune di libertà, democrazia e diritto, contribuendo alla sua costruzione politica e civile anche attraverso il proprio impegno nelle istituzioni europee e internazionali“, conclude Pagano.

Il Magnifico Rettore Christian Corsi insieme a tutta la comunità dell’Università degli Studi di Teramo esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Emma Bonino. Nel 2018 l’Ateneo le aveva conferito l’onorificenza Guido II degli Aprutini “per il suo impegno civile finalizzato all’ampliamento degli spazi di libertà in un contesto di giustizia e supremazia dello Stato di diritto, alla promozione della dignità degli individui e alla tutela dei più deboli”.
“Oggi – ha commentato il Rettore Corsi – tutta la nostra comunità ricorda con profonda stima e riconoscenza Emma Bonino, una donna straordinaria la cui vita è stata un inno autentico alla libertà, attraverso un instancabile e incondizionato impegno per la promozione dei diritti civili e della giustizia. Siamo orgogliosi di aver riconosciuto il suo memorabile percorso conferendole l’Ordine al merito e ricordo con viva emozione l’accoglienza che l’Ateneo ha saputo riservarle al fianco del Rettore emerito Luciano D’Amico. Continueremo a diffondere il suo esempio tra le nuove generazioni, ricordando l’importanza della conoscenza, dell’impegno civile e della difesa incondizionata della libertà, pilastro della nostra società democratica”.

Il ricordo di Emma Bonino dell’ on Stefania Pezzopane “Grazie Emma, una grande. La sua è una storia enorme. Un esempio per sempre.
Mi sento fortunata ad averti conosciuta, ad aver potuto parlare con te, condividere percorsi, idee e battaglie. Quelle battaglie che hai portato avanti per una vita intera: per la libertà e l’autodeterminazione delle donne, per il diritto all’aborto e alla scelta, per i diritti civili, per la laicità dello Stato, per la giustizia, per la dignità e la libertà di ogni persona.
Hai avuto il coraggio di stare dalla parte dei diritti anche quando era più difficile, di aprire strade che sembravano impossibili e di non smettere mai di lottare, anche quando la politica sembrava dimenticare le persone. Per tante donne hai rappresentato la possibilità di scegliere. Per tante di noi, la dimostrazione che i diritti non arrivano da soli: si conquistano, si difendono, si praticano ogni giorno.
Porterò con me le tue parole, la tua forza, la tua ironia, la tua ostinazione e quel tuo straordinario modo di trasformare le battaglie in speranza. Grazie, Emma. È stato un privilegio conoscerti, parlarti e camminare, anche solo per un tratto, accanto a te. Una storia enorme. Un esempio per sempre. Condoglianze alla famiglia, ai Radicali ed a Più Europa. Ciao Emma “