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|Caro scuola, la stangata di settembre per il ritorno sui banchi
Caro scuola 2026: libri scolastici e materiale aumentano di prezzo. In dieci anni i testi sono rincarati fino al 30% con un grande peso sulle famiglie.
Settembre è arrivato e per milioni di famiglie italiane è tempo di fare i conti con il caro scuola.
Il ritorno sui banchi di scuola porta, anche quest’anno, una nuova stangata per le famiglie italiane. I libri scolastici sono aumentati del 25-30% in dieci anni, ma è soprattutto il corredo e il materiale, a registrare i rincari più pesanti: un quaderno oggi può costare oltre il 60% in più rispetto al 2020. Libri di testo, zaini, quaderni, astucci, penne, colori e materiale per la didattica rappresentano una spesa che ogni anno torna a pesare sul bilancio familiare. Il quadro del 2026 legato al caro scuola racconta però una situazione meno scontata di quanto si potrebbe pensare: i libri scolastici aumentano, ma il vero rincaro si concentra soprattutto sul materiale di uso quotidiano. In un momento in cui il ritorno a scuola dovrebbe rappresentare soprattutto l’inizio di un nuovo anno di studio, per molti genitori settembre resta il mese in cui bisogna fare i conti con una pesante uscita economica.
Secondo un’analisi di Altroconsumo riportata da Sky TG24, nell’ultimo decennio i prezzi dei libri scolastici sono cresciuti complessivamente nell’ordine del 25-30%, sia per i testi delle scuole medie sia per quelli delle superiori.
Il vero rincaro? Quaderni e materiale scolastico
È guardando al corredo scolastico che emergono gli aumenti più sorprendenti. Secondo i dati riportati da Milano Finanza, rispetto al 2020 i beni essenziali del corredo, come quaderni, materiale da disegno e accessori scolastici, hanno registrato rincari superiori al 42%. Ancora più significativo il dato relativo al singolo quaderno: il prezzo è cresciuto di oltre il 66%. È quella che l’analista Gabriel Debach definisce l'”inflazione dell’inevitabile“: prodotti di cui una famiglia non può semplicemente fare a meno quando arriva il momento di preparare il materiale per la scuola.
Il rincaro, quindi, non si trova necessariamente nell’acquisto più costoso, ma nella somma di decine di piccoli acquisti. Singolarmente i costi sono affrontabili ma se moltiplicati per l’intero corredo e per più figli, questi aumenti possono trasformarsi in una voce significativa del bilancio familiare. Senza contare che molti di questi prodotti vengono riassortiti ciclicamente durante l’anno, come ad esempio i fogli da disegno e le ricariche per penne cancellabili, dai costi decisamente esorbitanti.
Caro scuola: quanto spenderanno le famiglie per il ritorno sui banchi
Secondo le stime di Federconsumatori riportate da Milano Finanza, nel 2026 la spesa complessiva media per libri e corredo scolastico è stimata in circa 1.219 euro per studente, circa il 2% in più rispetto al 2025 e circa 200 euro in più rispetto al 2020.
Il dato cambia ovviamente in base all’età dello studente, alla scuola frequentata e soprattutto alle dotazioni richieste, soprattutto se a questo aggiungiamo le nuove esigenze tecnologiche scolastiche, che richiedono l’utilizzo di pc e tablet. Per una famiglia che debba acquistare anche computer e dispositivi destinati alla didattica, Federconsumatori stima una spesa aggiuntiva di circa 421 euro, portando il costo complessivo potenziale a circa 1.640 euro per studente.
Se i rincari del corredo si collocano mediamente tra il 2% e il 4% rispetto allo scorso anno, occorre anche sottolineare che il prezzo può cambiare radicalmente a seconda del prodotto scelto: se si scelgono i marchi di tendenza e di moda, vediamo che uno zaino può superare i 200 euro, mentre un astuccio completo può arrivare a circa 60 euro e un diario sfiorare i 40 euro.
Digitale, libri usati e detrazioni tra le possibili soluzioni
Cosa possono fare quindi le famiglie, specialmente quelle con più figli, per cercare di contenere le spese scolastiche?
Da sempre si opta per la scelta di libri usati ma purtroppo il frequente aggiornamento delle edizioni adottate dai docenti rende più difficile il riutilizzo dei testi. Anche una maggiore integrazione tra libro cartaceo e contenuti digitali potrebbe consentire di rendere i testi più modulari e aggiornabili, evitando di dover sostituire completamente un volume per modifiche limitate ai contenuti. Purtroppo solamente il 16% delle licenze digitali viene effettivamente attivato, come viene segnalato da un’analisi dell’Antitrust.
Tra le proposte per ridurre il peso della spesa segnaliamo quella di Altroconsumo che chiede da tempo l’introduzione di una detrazione fiscale del 19% per l’acquisto dei libri scolastici, con limiti legati all’Isee e alla spesa sostenuta: il dibattito però non si applica all’acquisto del materiale e del corredo.







