Palazzo Farinosi Branconi, cinque secoli di arte del Meridione nella mostra Scrigno di memorie
L’Aquila riscopre cinque secoli di arte con Scrigno di memorie, il nuovo percorso espositivo a Palazzo Farinosi Branconi.
Un viaggio alla scoperta della storia artistica abruzzese e dell’Italia centro-meridionale: a Palazzo Farinosi Branconi, da poco restituito alla città, la mostra Scrigno di memorie. Paesaggi, colore e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione. Il percorso è visitabile fino al 10 giugno 2027.
Varcare la soglia di Palazzo Farinosi Branconi rappresenta l’inizio di un viaggio alla riscoperta di un luogo della città, attraversando cinque secoli di storia. Dal 3 settembre il palazzo ospita un nuovo Polo Culturale, con il percorso permanente Scrigno di memorie. Paesaggi, colore e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione, dedicato alla storia artistica dell’Abruzzo e dell’Italia centro-meridionale dal Quattrocento ai primi decenni del Novecento.
Un viaggio nelle sale dello storico edificio aquilano che parte dal patrimonio della Corporate Collection BPER e, in particolare, da una parte significativa delle opere appartenute alla storica raccolta della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Un nucleo attorno al quale prende forma un racconto più ampio, capace di restituire il ruolo della città nel panorama artistico italiano.
La mostra
La prima parte della mostra conduce nel Quattrocento e nel Cinquecento, una stagione nella quale la città vive una particolare vivacità culturale. Tra le opere esposte spiccano la Madonna con Bambino di Saturnino Gatti, il Polittico del Maestro dei Polittici Crivelleschi e le opere di Cola dell’Amatrice. Le opere testimoniano una L’Aquila tutt’altro che isolata, ma inserita in una rete di scambi, influenze e committenze che si estende dalle Marche e dall’Umbria fino a Roma e Napoli.
Il racconto prosegue poi con la pittura del Seicento e del primo Settecento, quando diventa più evidente il rapporto con la grande tradizione figurativa napoletana. Nelle sale si incontrano alcuni dei protagonisti della pittura italiana dell’epoca, tra cui Luca Giordano, Mattia Preti, Salvator Rosa, Francesco Solimena e Paolo de Matteis.
Con l’Ottocento lo sguardo torna a concentrarsi sull’Abruzzo e sulle sue trasformazioni. A raccontarlo sono le opere di Francesco Paolo Michetti e Teofilo Patini, attraverso le quali emergono il paesaggio, la vita quotidiana, la dimensione umana e i cambiamenti sociali del territorio.
A curare il percorso sono Michele Maccherini e Luca Pezzuto, entrambi docenti del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi dell’Aquila. Michele Maccherini è professore associato di Storia dell’arte moderna e concentra i suoi studi sulla pittura del Rinascimento e della prima età moderna, con particolare attenzione all’arte dell’Italia centrale, al collezionismo e alla storia artistica dell’Abruzzo. Luca Pezzuto è professore associato di Museologia e critica artistica e del restauro. I suoi studi riguardano in particolare la cultura artistica tra Cinquecento e Settecento, la storia del collezionismo, la museologia, la letteratura artistica e il patrimonio culturale dell’Italia centrale.
E proprio Palazzo Farinosi Branconi è parte integrante di questa esperienza. L’edificio è stato recentemente restituito alla città dopo un importante intervento di restauro e rifunzionalizzazione. La sua storia, legata alla città e alla famiglia Branconio, dialoga con le opere esposte e con i temi della mostra. Tra gli interventi più significativi realizzati nel recupero del palazzo c’è il restauro della Sala San Clemente, tornata pienamente fruibile grazie a un progetto che ha unito ricerca e innovazione tecnologica. Scrigno di memorie sarà visitabile a Palazzo Farinosi Branconi fino al 10 gennaio 2027. L’apertura al pubblico è prevista il giovedì dalle 14 alle 19 e il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 19, con ingresso attraverso visite accompagnate in fasce orarie e prenotazione.









