Il Jazz italiano per le terre del sisma, Riflessi di un territorio che continua a reinventarsi
Da Fabrizio Bosso ai Patagarri, la due giorni di grande musica all’Aquila: torna Il jazz italiano per le terre del sisma
L’AQUILA – Il Jazz italiano per le terre del sisma: due giorni di musica, incontri e contaminazioni. Da Fabrizio Bosso ai Patagarri.
Due giorni, decine di concerti, numerosi luoghi del centro storico coinvolti e un programma che porta a L’Aquila alcuni dei nomi più interessanti del jazz italiano. Sabato 5 e domenica 6 settembre torna “Il jazz italiano per le terre del sisma”, giunto alla XII edizione, con il tema “Riflessi”. Una città intera diventa palcoscenico, nel segno di una manifestazione che negli anni ha trasformato la musica in uno degli strumenti del percorso di rinascita culturale dell’Aquila. Un’edizione particolarmente significativa nell’anno in cui la città è Capitale italiana della Cultura 2026. Il programma del festival, promosso dalla Federazione Nazionale Il Jazz Italiano e dall’Associazione I-Jazz, con il coordinamento e l’organizzazione dell’Associazione Jazz all’Aquila e il sostegno del Comune dell’Aquila, è stato presentato a Palazzo Margherita dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, Ada Montellanico, Presidente Onorario Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano”, Corrado Beldì, Presidente Associazione Jazz all’Aquila e i direttori artistici della Manifestazione, Maria Pia De Vito, Paola Martini e Nicola Pisani.
Le interviste
“Riflessi” è il tema scelto per questa dodicesima edizione: il festival guarda agli incontri tra musicisti, linguaggi e persone, ma anche a un territorio che continua a reinventarsi. Il jazz viene così interpretato come un linguaggio capace di mettere in relazione luoghi e generazioni, memoria e futuro, improvvisazione e creatività. L’obiettivo dichiarato dalla direzione artistica è quello di costruire un festival capace di lasciare spazio alla libertà espressiva, al confronto e alla contaminazione tra discipline.
“Il jazz italiano per le terre del sisma – ha sottolineato il sindaco Pierluigi Biondi – è uno degli appuntamenti che più rappresentano il percorso di rinascita dell’Aquila attraverso la cultura. Una manifestazione che negli anni ha saputo coinvolgere migliaia di persone, artisti di straordinario livello, giovani musicisti e un pubblico sempre più ampio, trasformando la città in un grande palcoscenico diffuso. Nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura questa rassegna assume un significato ancora più importante perché testimonia la capacità di generare partecipazione, crescita e opportunità, attraverso gli eventi culturali. Il Comune dell’Aquila continua a sostenere ogni edizione, anche economicamente, perché in grado di lasciare sul territorio un’eredità concreta. Mi riferisco, tra gli altri, al progetto ‘L’Orchestra Jazz che Vorrei’, laboratorio musicale gratuito rivolto a ragazze e ragazzi dagli 8 ai 18 anni, nato nell’ambito del percorso di candidatura della città a Capitale italiana della Cultura. Un’iniziativa che investe sul talento delle nuove generazioni e dimostra come la cultura possa costruire futuro oltre il tempo della manifestazione.”
“Riflessi – spiegano i direttori artistici Maria Pia De Vito, Paola Martini, Nicola Pisani – è il tema che accompagna questa edizione de Il jazz italiano per le terre del sisma: un invito a guardare come ogni incontro generi nuove prospettive. I riflessi sono quelli tra generazioni di musiciste e musicisti che condividono il palco, si ascoltano, si influenzano e trasformano la propria esperienza in un patrimonio comune. Sono anche i riflessi di un territorio che continua a reinventarsi, dove la memoria non è un punto di arrivo, ma una forza capace di alimentare il presente e immaginare il futuro. In questo dialogo continuo tra persone, luoghi e suoni, il jazz diventa il linguaggio di una comunità in movimento: aperta, creativa e consapevole che ogni rinascita nasce dalla capacità di riconoscersi gli uni negli altri. Come direzione artistica abbiamo interpretato questa XII edizione come una manifesta-azione protesa verso la creazione di un festival jazz ideale e come un insieme di riflessi (riverberi) della grande creatività e vitalità del jazz italiano. Il jazz e la musica improvvisata interagiscono e a loro volta si riflettono sul mondo contemporaneo; i processi cognitivi, che si attivano nelle prassi improvvisative e che sottendono gli infiniti percorsi creativi, favoriscono un maggiore sensibilità interpretativa della realtà. Questo ci ha indotto, anche nel nostro non scontato e semplice incarico di Direzione Artistica, a conquistare l’autonomia dell’errore e dell’errare liberamente, dove spesso il riflesso ha superato la stessa evidenza del reale. Abbiamo cercato progetti di libertà espressiva, ideato produzioni che aprissero spazi di confronto e dialogo tra tutti gli artisti, creato momenti di creatività multidisciplinare e di riflessione musicologica e letteraria, sempre nella convinzione che l’Improvvisazione e la Creatività salveranno il mondo.”
“Nell’anno dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura, – ha aggiunto Corrado Beldì, Presidente Associazione Jazz all’Aquila – la città torna ad essere per l’11º anno, capitale del Jazz italiano. Ancora una volta grandi protagonisti della musica italiana e giovani talenti invaderanno le città, le piazze e i palazzi portando la musica, come accadde con la prima edizione che fu simbolo della rinascita dal sisma, nel meraviglioso centro storico della città abruzzese. Un lungo percorso costruito insieme alla comunità e alle istituzioni culturali aquilane.”
“Esiste un filo indissolubile che lega la Federazione IJI a Il jazz italiano per le terre del sisma” ha concluso Ada Montellanico, Presidente Onorario Federazione Nazionale Il Jazz Italiano. “Un legame che nasce nel 2015, dalla lungimirante e visionaria intuizione di Paolo Fresu di creare una manifestazione capace di unire realtà e ambiti diversi dello stesso linguaggio. Fu allora che scoprimmo la forza e la bellezza del lavorare insieme per raccontare la vitalità, la creatività e la straordinaria diversità del jazz italiano. Da quell’esperienza nacque la Federazione IJI, che insieme all’Associazione Jazz all’Aquila e al Comune dell’Aquila ha costruito negli anni un percorso virtuoso, un modello culturale e un affresco capace di rappresentare le molteplici espressioni del jazz italiano. Il jazz italiano per le terre del sisma è anche un luogo di produzione di nuovi progetti e, soprattutto, di incontro tra musicisti, operatori e pubblico. Per questo rappresenta per tutti noi un appuntamento imprescindibile. Un momento di sintesi di ciò che il jazz italiano è oggi, ma anche un punto di partenza e di rilancio verso nuove idee, nuove collaborazioni e nuovi progetti.”
Dalla mattina alla notte: il centro storico diventa un grande palco
Il programma si apre sabato 5 settembre alle 12 al Teatro San Filippo con il concerto dell’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori, special guest Ada Montellanico, Rosario Giuliani, Roberto Spadoni e Corrado Guarino.
Nel pomeriggio la musica si moltiplica in diversi punti della città: da Piazza Santa Margherita al Parco del Castello, dal Teatro San Filippo a Palazzo Lucentini Bonanni, Palazzo Benedetti, Palazzo Di Paola, il MAXXI, il MUNDA e le strade del centro storico.
Tra gli appuntamenti della prima giornata anche il Red Pellini Pocket Orchestra con Max Paiella, il progetto MORA, il Dino Massa Trio, Raffaele Casarano e numerose formazioni e produzioni originali.
Il momento clou della giornata sarà alla Scalinata di San Bernardino, dove dalle 21 si alterneranno Rita Marcotulli 7tet con Luca Aquino, Opus Magnum di Ettore Fioravanti e il Raffaele Casarano 5tet.
Non mancheranno gli appuntamenti collaterali: dalla mostra fotografica “Il jazz e l’energia del sorriso”, allestita nel cortile di Palazzo Margherita, agli incontri nelle librerie e alle attività dedicate ai più piccoli.
Gran finale domenica 6 settembre con un’altra giornata fittissima di appuntamenti.
Alle 12, al Parco della Memoria, è in programma “Riflessi”, concerto istituzionale dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, con Gaia Mattiuzzi e musiche di Roberto Martinelli, Bruno Luise e Alessandro Fabbri, sotto la direzione di Marco Moresco.
Nel pomeriggio ancora concerti in Piazza Santa Margherita, Palazzo Di Paola, Palazzo Spaventa, Teatro San Filippo, Palazzo Lucentini Bonanni, Palazzo Benedetti, MAXXI, MUNDA e negli altri spazi del centro.
Tra gli appuntamenti più attesi sul Main Stage del Parco del Castello, a partire dalle 17, ci saranno il Luca Dell’Anna Quartet, Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello con l’omaggio a Pino Daniele “Il cielo è pieno di stelle” e, alle 19, I Patagarri.
Spazio anche ai giovani e alle famiglie: Il festival non guarda soltanto ai grandi nomi. Tra le iniziative c’è “I Capricci – Mini Jazz”, curato dall’associazione Nati nelle Note, pensato per bambine e bambini da 0 a 5 anni e per gli adulti accompagnatori. L’esperienza, costruita attraverso voce, strumenti, giochi e ritmi, punta ad avvicinare i più piccoli alla musica dal vivo attraverso un approccio interattivo e non verbale. L’appuntamento è gratuito, con posti limitati e prenotazione consigliata.
Per i ragazzi dai 7 ai 12 anni è invece previsto “L’occhio in ascolto”, laboratorio fotografico curato dall’Associazione Fotografi Italiani di Jazz. I partecipanti saranno accompagnati a raccontare attraverso le immagini luoghi e atmosfere del festival, con una selezione degli scatti che sarà presentata domenica al MAXXI L’Aquila.
La maggior parte dei concerti è a ingresso gratuito. Sono invece a pagamento gli appuntamenti alla Scalinata di San Bernardino e i concerti sui palchi di Piazza Santa Margherita e Parco del Castello. Il pass giornaliero per un singolo palco, che comprende tre concerti, costa 5 euro più 1 euro di diritti di prevendita. Per il Parco del Castello l’abbonamento alle due giornate è di 8 euro più 1 euro di prevendita, così come per Piazza Santa Margherita.
I premi del Jazz Italiano
Durante le due giornate saranno inoltre consegnati i riconoscimenti della Federazione Nazionale Il Jazz Italiano.
Il Premio alla carriera andrà ad Ares Tavolazzi, il Premio “Giovani Visionari” a Vincenzo Di Gioia, il premio “Nuove direzioni” ad Alessandro Gambo, per Jazz is Dead, mentre il Premio formazione musicale sarà assegnato a Vincenzo Caporaletti.
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