Palazzo Farinosi Branconi torna a vivere
L’Aquila riabbraccia uno dei suoi luoghi più preziosi. Riaperto Palazzo Farinosi Branconi: da caserma a scuola, oggi polo culturale della Galleria Bper.
Dopo anni di attesa, Palazzo Farinosi Branconi viene restituito alla città. A distanza di 17 anni dal terremoto, nell’anno di L’Aquila 2026 la riapertura rappresenta un altro importante tassello del lungo e faticoso percorso di rinascita.
Lo storico palazzo aquilano, ferito dal terremoto del 2009 e al centro di un importante intervento di recupero e restauro, ha riaperto le sue porte in occasione dell’inaugurazione del nuovo Polo Culturale della Galleria Bper, restituendo alla comunità uno dei luoghi più significativi della propria storia, dal momento che con la riapertura di Palazzo Farinosi Branconi la città si riappropria di un pezzo di memoria, di arte e di identità aquilana. Residenza di una delle più potenti famiglie aquilane dalla metà del XVII secolo, l’edificio fu trasformato in palazzo dall’abate Girolamo Branconio. Nel 1639 divenne la residenza ufficiale della famiglia e nel 1874 un Regio decreto ne cambiò il nome in Palazzo Farinosi Branconi. Di proprietà di Bper banca, è uno degli edifici più significativi del centro storico aquilano. Il palazzo ha conservato splendidi apparati decorativi: i cicli di affreschi della sala dei Putti, della sala di Saul e Davide e della sala di San Clemente, un capolavoro della pittura sacra in Abruzzo, dedicata a San Clemente e collegata all’abbazia di Casauria. L’imponente lavoro di recupero e il restauro è stato condotto dall’impresa aquilana Fratelli Ettore e Carlo Barattelli che ha riportato alla luce la bellezza dei cicli di affreschi e degli apparati decorativi. L’inaugurazione si è svolta alla presenza dei vertici di BPER, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, del presidente dell’associazione Civita, Gianni Letta, del presidente della fondazione Carispaq, Fabrizio Marinelli, del Vescovo Metropolita della città dell’Aquila, Monsignor Antonio D’Angelo.
Nel cuore del centro storico cittadino, su Piazza San Silvestro, il palazzo racconta secoli di storia attraverso i suoi ambienti, le decorazioni, gli affreschi, gli stucchi e le strutture lignee. Un patrimonio prezioso che il sisma del 6 aprile 2009 aveva profondamente colpito, danneggiando la struttura e compromettendo anche importanti apparati decorativi, tra cui il pregevole ciclo di affreschi, considerato una delle più alte espressioni della pittura sacra abruzzese. Il lungo percorso di recupero ha permesso di restituire leggibilità e bellezza agli spazi del palazzo, valorizzandone le caratteristiche architettoniche e artistiche e riportando alla luce un luogo che per troppo tempo era rimasto segnato dalle ferite del terremoto.
Tra gli elementi più suggestivi spicca il soffitto a lacunari di una delle sale, dipinto di blu e punteggiato da stelle dorate. Un vero e proprio cielo stellato costruito all’interno del palazzo, capace di restituire ancora oggi quella ricchezza decorativa che caratterizzava le dimore delle famiglie più importanti dell’Aquila. Affreschi, stucchi, soffitti lignei e spazi architettonici armoniosamente articolati contribuiscono a fare dell’edificio uno dei massimi esempi del patrimonio storico-artistico aquilano.
La restituzione dell’edificio coincide con l’apertura di una nuova fase. Palazzo Farinosi Branconi entra infatti nel progetto del Polo Culturale della Galleria Bper, diventando uno spazio destinato alla cultura e alla valorizzazione del patrimonio artistico.

La storia dell’edificio è strettamente legata a quella della famiglia Branconio, nobile e potente famiglia originaria della vicina Collebrincioni, giunta all’Aquila già ai tempi della fondazione della città. Tra le figure più importanti della famiglia c’è Giovanni Battista Branconio, consigliere di Papa Leone X, protonotaro, orafo di grande prestigio e personaggio centrale nei rapporti tra la famiglia e uno dei più grandi artisti del Rinascimento: Raffaello Sanzio. A Giovanni Battista è legata infatti una delle pagine più affascinanti della storia artistica aquilana. Fu proprio lui a commissionare a Raffaello la celebre Visitazione, destinata alla chiesa di San Silvestro all’Aquila.
L’opera lasciò la città nel 1655, entrando nelle collezioni reali spagnole, e dal 1837 è conservata al Museo del Prado di Madrid. Attualmente, in occasione di L’Aquila Capitale italiana della Cultura, è stato portato all’Aquila, presso al Museo Nazionale d’Abruzzo (MUNDA) all’interno del Castello Cinquecentesco. Giovanni Battista Branconio fu infatti anche il committente del celebre Palazzo Branconio a Roma, progettato proprio da Raffaello.
Nel corso dei secoli l’edificio ha conosciuto trasformazioni, cambi di destinazione e importanti interventi. Tra il 1624 e il 1639, l’Abate Branconio avviò il recupero del palazzo, che divenne la residenza ufficiale della famiglia. Nel 1874, un Regio Decreto ne modificò la denominazione, introducendo il nome con cui ancora oggi è conosciuto. Nella seconda metà del ‘900, l’edificio venne ceduto alla Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, che ne curò anche un importante intervento di restauro. La storia del palazzo è stata inoltre caratterizzata da diverse destinazioni d’uso, dapprima caserma, poi scuola e, per un breve periodo, sede della Presidenza della Giunta Regionale, in attesa del restauro di Palazzo Centi. Ogni passaggio ha lasciato una traccia, aggiungendo nuovi capitoli alla storia di un edificio che oggi torna a essere protagonista della vita culturale cittadina.




