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Campo Imperatore, in ultimazione i lavori dell’ostello e della facciata esterna dell’albergo di Mussolini

Campo Imperatore, il punto sugli interventi all’ostello e all’albergo di Mussolini nell’intervista in diretta RL1 dell’avvocato Gianluca Museo.

Campo Imperatore, novità sull’Ostello: “Lavori quasi ultimati, presto il bando per la gestione”. E sull’albergo di Mussolini: “Facciata esterna completata entro l’estate, poi i 6mila mq degli interni”. L’intervista all’avvocato Gianluca Museo, amministratore unico del Centro Turistico del Grasso, in diretta RL1.

Campo Imperatore si prepara a cambiare volto. Le novità più significative riguardano l’Ostello e lo storico albergo della prigionia di Mussolini, entrambi al centro di un intervento di riqualificazione che punta a restituire funzionalità e valore a due strutture simbolo del Gran Sasso. A fare il punto sui lavori nell’intervista in diretta RL1 con il direttore editoriale del Capoluogo d’Abruzzo, Roberta Galeotti, e il direttore responsabili, David Filieri, è Gianluca Museo, amministratore unico del Centro Turistico del Gran Sasso, intervenuto per tracciare un bilancio dell’estate e degli interventi in corso in quota. E proprio l’estate appena trascorsa ha confermato il crescente interesse per Campo Imperatore. I passaggi in funivia sono infatti saliti a 24.216, rispetto ai 16.218 del 2025 e ai 5.813 del 2024. Numeri che confermano la necessità di puntare sempre di più sulla destagionalizzazione della montagna, non limitandola alla sola stagione sciistica.

Per quanto riguarda il nuovo Ostello, l’avvocato Museo ha riferito che i lavori sono ormai quasi ultimati ed è già pronto il bando per individuare il soggetto a cui affidarne la gestione. “Finalmente riavremo un ostello del tutto nuovo”, ha sottolineato Museo, spiegando che la struttura può essere considerata ormai prossima a tornare operativa. Un passaggio importante nell’ottica di rendere Campo Imperatore attrattivo anche al di fuori dei mesi invernali, aumentando l’offerta ricettiva e la possibilità di soggiornare in quota.

Naturalmente più complessa la situazione dello storico hotel dove fu rinchiuso Mussolini, prima dell'”Operazione Quercia” e la liberazione da parte dei tedeschi. La prima novità riguarda l’esterno: la facciata è in fase di completamento e il tetto è già ultimato. Una trasformazione che, nelle parole dell’amministratore del Centro Turistico, consentirà di eliminare l’attuale impatto visivo della struttura e restituirle un aspetto più adeguato al valore della stazione. “Per quest’estate la parte esterna sarà stata terminata” ha spiegato l’avvocato Museo, auspicando che la stessa rapidità possa essere mantenuta anche nella fase successiva dei lavori, quello degli interventi interni, che riguarderanno un edificio di dimensioni considerevoli: circa 6mila metri quadrati, con la necessità di intervenire anche sugli impianti termici e idrici. “Non è certo un piccolo albergo”, ha rimarcato Museo.
E non è soltanto una struttura ricettiva. È infatti anche un luogo profondamente legato alla storia italiana, per il ruolo avuto durante la Seconda guerra mondiale. È qui che Benito Mussolini fu detenuto nel 1943, prima della liberazione da parte dei tedeschi. E proprio gli ambienti legati alla sua prigionia saranno salvaguardati. Museo ha confermato che il Centro Turistico del Gran Sasso è attualmente il detentore dei mobili che si trovavano nelle due stanze dove Mussolini fu imprigionato. Gli arredi, ha spiegato, sono stati messi al sicuro in attesa della riapertura dell’albergo. La futura riapertura, dunque, potrebbe restituire alla struttura non soltanto una funzione ricettiva, ma anche una parte considerevole della sua importanza storica”.

L’amministratore unico del CTGS ha poi collegato gli interventi alla necessità di ripensare complessivamente la fruizione di Campo Imperatore. Il primo obiettivo, ha spiegato, è mantenere l’ordine raggiunto nell’area del parcheggio, dove l’introduzione della sosta a pagamento ha contribuito a superare il precedente fenomeno del parcheggio selvaggio e a garantire maggiore sicurezza anche per i mezzi di soccorso. Ma la prospettiva indicata dall’avvocato Museo va oltre con lo slogan “Più funi, meno fumi”, immaginando un sistema che permetta di raggiungere i luoghi più suggestivi del Gran Sasso attraverso impianti di trasporto alternativi alle automobili. Un modello che dovrebbe conciliare maggiore accessibilità, tutela dell’ambiente e valorizzazione turistica.

La diretta: https://www.instagram.com/reel/Dcq_xQdCjrb/

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