Alluvione in Nepal, il racconto dell’alpinista marsicano Ernesto Macera Mascitelli
Ernesto Macera Mascitelli si trova in Nepal per la spedizione al Dhaulagiri e racconta l’alluvione che ha colpito il Paese e le difficoltà.
Ernesto Macera Mascitelli in Nepal per scalare il Dhaulagiri: l’alpinista marsicano racconta l’alluvione e le difficoltà della spedizione.
Ernesto Macera Mascitelli sta bene. L’alpinista marsicano si trova in Nepal, dove è stato raggiunto dall’alluvione che ha colpito il nord del Paese, al confine con il Tibet, provocando centinaia di vittime e lasciando oltre 1.400 persone disperse. Una tragedia che ha coinvolto anche alcuni turisti stranieri e per la quale la Farnesina ha segnalato tre cittadini italiani al momento irreperibili.
Mascitelli, che si trova in Nepal per affrontare la sua nuova spedizione verso il Dhaulagiri, ha raccontato sui social le ore vissute dopo il disastro, rassicurando innanzitutto sulle proprie condizioni. “Queste notizie ti distruggono e ti lasciano riflettere sul valore della vita quando la stessa viene messa in gioco da un maledetto destino”, scrive l’alpinista marsicano. “Il disastro e le morti che ha causato l’alluvione nella zona nord del Nepal, al confine con il Tibet, sono la dimostrazione che qui in Nepal si è a rischio sempre, non solo quando ci si trova davanti alle immense montagne”.
Poi la rassicurazione: “Io per fortuna sto bene”. Mascitelli ha spiegato di essersi trasferito in un villaggio a circa 80 chilometri dalla zona colpita dal disastro e di essere pronto a proseguire il viaggio verso Kathmandu, nella speranza che le condizioni meteorologiche possano concedere una tregua.
La situazione, però, rischia di modificare il programma della spedizione. L’obiettivo era raggiungere Pokhara e da lì iniziare, nella giornata di domenica, il trekking di avvicinamento al campo base del Dhaulagiri. Le forti piogge hanno però distrutto strade e ponti proprio nell’area a ridosso di Pokhara, rendendo incerto il trasferimento. “Adesso bisogna fare i conti con le strade distrutte ed i ponti crollati proprio a ridosso di Pokara, altrimenti dovrò attendere a Katmandu. Queste cose non riesci a programmarle e neppure prevenirle, bisogna solo sperare e pregare”, spiega l’alpinista.
Mascitelli era arrivato in Nepal per una nuova sfida dopo la vetta del Manaslu, portando con sé anche il gagliardetto del Comune di Avezzano. La spedizione verso il Dhaulagiri è inoltre accompagnata da un progetto solidale: una raccolta fondi, attraverso l’associazione Mapuche di Cese, destinata a sostenere la rete scolastica della comunità nepalese.






