Si apre la Porta Santa di Collemaggio per la Perdonanza 2026: Il perdono è possibile, la speranza necessaria
Perdonanza Celestiniana, per la 732ª volta si ripete il rito dell’apertura della Porta Santa.
Perdonanza 2026, Il Cardinale José Tolentino de Mendonça ha aperto la Porta Santa: “Quello di Celestino fu un gesto rivoluzionario”.
“Una civiltà che non sa perdonare è condannata a ripetere le proprie ferite”. Così il il Cardinale José Tolentino de Mendonça nella sua omelia a Collemaggio, seguita dall’apertura della Porta Santa di Collemaggio per la 732ª Perdonanza Celestiniana, ripetendo il rito che rinnova da secoli il messaggio lasciato da Papa Celestino V: quello di una soglia aperta al perdono e alla possibilità di ricominciare. Al rito di apertura ha partecipato il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, in rappresentanza del Governo, insieme al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e autorità religiose, civili e militari di ogni livello, dopo aver scortato la Dama del corteo storico recante l’astuccio della Bolla emanata nel 1294 da Papa Celestino V.
La diretta del Capoluogo d’Abruzzo con Camilla Sulli e immagini di Daniele Cantalini
Al termine della celebrazione eucaristica, presieduta dal prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, l’apertura della Porta Santa ha riportato al centro dell’Aquila il momento principale della Perdonanza. Un rito che, nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura, assume un significato che va oltre la dimensione religiosa.
Il Cardinale de Mendonça, che ha invitato a guardare alla Perdonanza non come a “semplice folklore o pittoresca rievocazione storica”, ma come a uno dei più antichi e potenti strumenti capaci di dare una dimensione collettiva e pubblica al gesto del perdono. Quello di Celestino V, ha ricordato, fu un gesto “rivoluzionario per il suo tempo e per tutti i tempi”: un perdono non riservato a pochi, ma offerto universalmente. Da qui il richiamo a una tradizione capace di attraversare guerre, terremoti, epidemie e cambiamenti, riproponendo sempre la stessa verità: “Il perdono è possibile, la speranza della ripartenza è necessaria”.
Un messaggio che ha una particolare forza per L’Aquila, città che dopo il terremoto del 2009 ha dovuto ricostruire non soltanto edifici e strade, ma anche la propria vita collettiva: “Una città che si rialza celebrando il perdono è una città che sceglie, anche se con tante fatiche, di non restare prigioniera del proprio dolore”, ha detto il Cardinale.
Nel suo saluto, l’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, ha ringraziato il Cardinale de Mendonça per aver presieduto la celebrazione e l’apertura della Porta Santa: “La Sua presenza rinnova il legame con la Chiesa universale e conferma la valenza universale della Perdonanza, un dono custodito dalla nostra Chiesa ma destinato all’intera cristianità e umanità”. Monsignor D’Angelo ha quindi richiamato il riconoscimento di L’Aquila come Capitale italiana della Cultura e la capacità della comunità di “rialzarsi e riprendere il cammino”. Tra le ricchezze della città, ha detto, “la perla di maggior valore è proprio la Perdonanza”, perché “il perdono riaccende la speranza”.







