Perdonanza Celestiniana, il corteo negli occhi dei bambini
Bambini protagonisti della Perdonanza 2026: a Collemaggio la preparazione dei più piccoli al corteo del 28 agosto.
Saranno anche i più piccoli a portare la storia e la tradizione della Perdonanza Celestiniana al corteo del 28 agosto: bambini e famiglie tra racconti, emozioni, abiti storici e prove generali a Collemaggio. Ne parliamo con l’Associazione Scudieri e Damigelle della Perdonanza Aquilana.
Per i bambini che il 28 agosto sfileranno al Corteo della Perdonanza, la storia di Celestino V passa anche attraverso un abito, un ruolo da imparare e qualche prova prima di scendere in strada. È all’inizio delle celebrazioni, a Collemaggio, che i più piccoli hanno iniziato a prepararsi, accompagnati dalle loro famiglie in un momento pensato per far conoscere loro il significato della Perdonanza e renderli più consapevoli del momento che si apprestano a vivere.
A organizzare l’iniziativa è l’associazione Scudieri e Damigelle della Perdonanza Aquilana, nata ufficialmente nel 2023 ma cresciuta a partire dall’impegno di Nadia Ianni, da anni coinvolta nella cura dei bambini che partecipano al Corteo Storico. L’obiettivo è quello di rendere consapevoli i bambini dell’importanza dell’evento a cui prenderanno parte. “Lo scopo primario è quello di legare i più giovani alle tradizioni e alla storia della città“, spiegano dall’associazione.
Un percorso che passa dalla conoscenza, ma anche dalla possibilità di sperimentare ciò che si è imparato. Per questo, alle spiegazioni nella Basilica di Collemaggio sono seguite le prove del Corteo: un modo concreto e, per i più piccoli, anche divertente per conoscere da vicino la storia della propria città.
“Questo è il modo più divertente che un ragazzino ha per imparare un po’ di storia”, raccontano dall’associazione, che considera la partecipazione dei bambini uno degli strumenti più importanti per mantenere viva la tradizione.
Ma cosa significa davvero, per un bambino, sfilare al Corteo della Perdonanza? “L’emozione – spiegano – non è sempre facile da leggere. Prima della partenza può esserci un po’ di apprensione: per molti ragazzi si tratta di un’esperienza completamente nuova, nella quale devono muoversi senza i genitori al loro fianco e sotto gli occhi di una città intera. Poi, quando il Corteo comincia, qualcosa cambia. L’apprensione lascia spazio alla gioia di sentirsi, almeno per un giorno, veri cavalieri e vere damigelle di un’altra epoca“.
Un lavoro che, nel tempo, si è arricchito anche della realizzazione degli abiti storici. Nel 2024 infatti Nadia Ianni, insieme a Stefania Tarquini e Clara D’Alessandro, ha intrapreso un percorso legato alla sartoria e al costume storico, frequentando il corso di Moda e Costume per lo Spettacolo all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, con il contributo del docente Attilio Carota.
Il Corteo di oggi diventa il ricordo che domani potrà trasformarsi in partecipazione e desiderio di custodire la tradizione. Per questo l’associazione non pone limiti rigidi di età: crescendo, i bambini possono continuare il loro percorso all’interno dei Quarti e delle altre realtà che compongono il Corteo Storico.








