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Incendio sul Morrone, fiamme circoscritte e abitazioni al sicuro: inizia spegnimento e bonifica

Incendio sul Morrone, completata la messa in sicurezza di abitazioni, allevamenti e rifugi. Partono le operazioni di spegnimento e bonifica.

La giornata di ieri ha segnato un passo avanti decisivo nella lotta all’incendio sul Morrone. Le fiamme sono state circoscritte nella parte alta del monte, mentre è stata completata la messa in sicurezza dei centri abitati, degli allevamenti e dei rifugi. Oggi cominciano le operazioni di spegnimento e bonifica, con un consistente dispiegamento di uomini e mezzi, ma l’attenzione resta alta.

Il rogo, che da circa due settimane costituisce il fronte più preoccupante dell’emergenza incendi in Abruzzo, non minaccia più Roccacasale e Corfinio, nell’Aquilano, e Popoli Terme, nel Pescarese. Determinante è stata la realizzazione di una nuova linea tagliafuoco, aperta grazie all’intervento del potente mezzo cingolato New Holland D180 dell’Esercito. Nella giornata di ieri sono stati impegnati complessivamente oltre cento operatori, con cinque Canadair e due elicotteri. Sul Morrone hanno lavorato cinquanta Vigili del Fuoco con 21 mezzi, supportati dal cielo da quattro Canadair e dall’elicottero S-64 “Cochise”. Sul campo anche i volontari della Protezione civile regionale e i militari dell’Esercito.

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Il bilancio è stato stilato dai vertici della Protezione civile regionale, guidata dal direttore della Agenzia, Maurizio Scelli. Un ruolo importante è stato svolto dai droni di ultima generazione in dotazione alla Protezione civile abruzzese. Tra la notte di mercoledì e le prime ore di ieri sono stati effettuati rilievi telemetrici e termografici su tutta l’area interessata dall’incendio, che hanno consentito di individuare le zone di propagazione nel sottobosco e i punti in cui erano ancora presenti fiamme vive. Le aree più critiche sono state segnalate al direttore delle operazioni di spegnimento, permettendo l’intervento degli alpini del 6° Reggimento Genio Pionieri e del 9° Reggimento Alpini. I militari hanno lavorato alla nuova linea tagliafuoco nella zona di Colle delle Vacche, lungo la direttrice R4 che conduce verso Roccacasale e il rifugio Pozzacchio.

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“Dopo il duro lavoro degli ultimi giorni, fatto di sacrifici e perfetta sinergia anche con Roma, siamo riusciti a compiere un importante passo avanti in questa emergenza”, ha spiegato il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli. “Abbiamo completato la messa in sicurezza dei centri abitati, degli allevamenti e dei rifugi, circoscrivendo le fiamme. Non possiamo ancora cantare vittoria né abbassare la guardia, ma da oggi possiamo lavorare allo spegnimento definitivo e alla bonifica”.

Scelli ha ringraziato i volontari, il personale della Protezione civile, i Vigili del Fuoco e l’Esercito per il lavoro portato avanti sul campo per scongiurare peggiori conseguenze a seguito dell’incendio sul Morrone, oltre al presidente della Regione Marco Marsilio, che nei giorni più difficili ha raggiunto due volte i territori interessati dall’incendio.

Ieri, in collaborazione con il direttore delle operazioni di spegnimento dei Vigili del Fuoco, sono state inoltre individuate le aree di lancio lungo la direttrice frontale, così da permettere agli operatori a terra di intervenire per contenere i diversi fronti. I lanci dei mezzi aerei sono proseguiti fino alla serata. Particolare attenzione è stata riservata alla zona “Fossa”, nel territorio comunale di Corfinio, dove è stato salvaguardato l’abete bianco. Durante la notte sono proseguiti i controlli termografici e telemetrici mediante i droni Matrice T4, insieme al presidio garantito da personale specializzato sul fronte di Roccacasale.

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Incendio sul Morrone, nuova fase da oggi

Oggi l’intervento entra quindi in una nuova fase: Vigili del Fuoco, volontari della Protezione civile ed Esercito opereranno da terra, affiancati da Canadair ed elicotteri, per arrivare allo spegnimento e avviare la bonifica dell’area. Intanto proseguono le operazioni anche sugli altri incendi della provincia dell’Aquila, in particolare a Bisegna e Rocca di Cambio, dove sono ancora impegnate squadre a terra e droni.