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Dalle ferite del terremoto alla Perdonanza 2026, la tela di Celestino V torna a Collemaggio

La tela di Celestino V torna a Collemaggio dopo il restauro a Trento, restituendo alla città un’opera profondamente legata alla sua storia e alla Perdonanza.

Dopo il terremoto del 2009 e un delicato percorso di restauro, torna a Collemaggio proprio alla vigilia della Perdonanza la tela di Celestino V, restituendo alla città un pezzo della sua storia e della sua identità.

La tela San Pietro Celestino nell’atto di promulgare la Bolla del Perdono di Lorenzo Berrettini è tornata a casa. Dopo il delicato intervento di restauro, l’opera è tornata a vivere nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, il luogo al quale è legata non solo per il suo valore artistico, ma anche per il significato spirituale e identitario che custodisce. La presentazione dell’opera restaurata si è svolta proprio nella Basilica aquilana, a pochi giorni dall’inizio delle celebrazioni della 732esima Perdonanza Celestiniana.

La tela era stata gravemente danneggiata dal terremoto del 2009. A distanza di anni, il suo ritorno rappresenta dunque un momento importante per la città: un’opera che porta con sé i segni di una storia difficile torna nel luogo per il quale era stata pensata e nel cuore delle celebrazioni dedicate a Celestino V.

tela celestino v collemaggio

Il recupero è stato affidato al laboratorio di Enrica Vinante presso il Museo Castello del Buonconsiglio di Trento, dove il restauro è stato condotto all’interno di una sala aperta ai visitatori. Una scelta che ha trasformato l’intervento in un’esperienza didattica e partecipata: il pubblico ha potuto osservare da vicino le diverse fasi del recupero, seguendo il lavoro dei restauratori e comprendendo il complesso percorso per restituire integrità alla tela. Il progetto, intitolato “Omaggio all’Aquila”, ha rappresentato anche un vero e proprio ponte culturale tra L’Aquila e il Trentino, nato dalla solidarietà costruita dopo il sisma.

“Vedere questa tela nuovamente a Collemaggio, nel luogo al quale appartiene e a pochi giorni dall’inizio della Perdonanza Celestiniana, ci riempie di orgoglio. Nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura, questo ponte tra due territori assume un valore ancora più significativo: questo ritorno racconta una storia di amicizia e solidarietà che lega L’Aquila al Trentino fin dalle ore successive al sisma e che, a distanza di diciassette anni, continua a produrre risultati concreti attraverso la cultura. Desidero rivolgere un ringraziamento particolare a Cristina Collettini. Con lei, negli anni in cui ha guidato la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila e Teramo, abbiamo lavorato molto e bene, affrontando insieme una fase complessa e decisiva del recupero del nostro patrimonio culturale. Ringrazio quindi il Museo Castello del Buonconsiglio per aver sostenuto e finanziato il restauro, la Provincia autonoma di Trento, la Fondazione Carispaq, la Soprintendenza e l’Arcidiocesi dell’Aquila per una collaborazione che oggi ci permette di riaccogliere a Collemaggio un’opera che appartiene profondamente alla nostra identità”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“È un momento di profonda commozione e di grandissima soddisfazione per tutti noi del Museo Castello del Buonconsiglio riconsegnare restaurata questa straordinaria pala d’altare di Lorenzo Berrettini nella sua casa naturale, la Basilica di Collemaggio dell’Aquila“, ha affermato Cristina Collettini, direttrice del Castello del Buonconsiglio di Trento. “Per diverse settimane le sale del museo hanno ospitato i restauratori di questa tela ferita dal sisma del 2009. Abbiamo voluto che questo restauro fosse un cantiere aperto: i nostri visitatori hanno potuto osservare da vicino la rinascita dell’opera, documentandosi al tempo stesso sulla sofferenza del territorio abruzzese e sulla straordinaria tenacia della sua gente. Per il Trentino e per il nostro museo, prenderci cura di questo capolavoro non è stato solo un dovere professionale, ma un assoluto onore e un atto di profonda vicinanza fraterna. Restituire oggi alla comunità aquilana l’immagine di Papa Celestino V nell’atto di donare la Bolla del Perdono – pochi giorni prima della Perdonanza Celestiniana e nell’anno in cui L’Aquila brilla come Capitale Italiana della Cultura – ci riempie di orgoglio“.

Il soggetto dell’opera rende ancora più significativo il suo ritorno a Collemaggio. La tela raffigura San Pietro Celestino nell’atto di promulgare la Bolla dell’Indulgenza. Il santo, vestito con i paramenti pontificali, riceve da un angelo una pergamena scritta, mentre ai suoi piedi è raffigurato il modellino della città dell’Aquila. Celestino solleva lo sguardo verso il cielo, dove, tra nubi e testine di angeli, appare San Giovanni Battista, con una lunga croce nella mano sinistra e l’altra mano rivolta verso l’alto. Il dipinto, realizzato olio su tela e datato tra il XVIII secolo e la fine del Settecento, è attribuito all’aquilano Lorenzo Berrettini, autore anche degli affreschi della cupola della Basilica di Collemaggio. E il suo ritorno avviene proprio nei giorni in cui L’Aquila rinnova, ancora una volta, il rito della Perdonanza, riportando al centro quel messaggio di pace e perdono che attraversa i secoli.