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Incendio sul Morrone, resta ampio il fronte delle fiamme

Incendio sul Morrone, resta molto ampio il fronte. In azione due Canadair, gli elicotteri Cochise e Drago, Protezione civile e Vigili del fuoco

Resta ancora attivo il fronte dell’incendio sul Morrone, dove dalla mattinata si stanno avvicendando numerosi mezzi nelle operazioni di spegnimento da terra e dall’alto. Alle ore 17 risultano impegnati due Canadair, gli elicotteri Cochise e Drago, 21 volontari con sei mezzi della Protezione civile regionale e le squadre dei Vigili del fuoco.

Resta ancora ampio il fronte dell’incendio sul Morrone, dove dalla mattinata si stanno avvicendando numerosi mezzi nelle operazioni di spegnimento. Dopo il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, le fiamme non minacciano più i centri abitati, come invece sembrava potessero fare nella giornata di ieri. A rendere ancora complesse le operazioni è il forte vento che insiste sulla zona.

Il dispositivo è stato potenziato dopo la riunione operativa convocata questa mattina al Centro operativo comunale di Popoli Terme e presieduta dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Al vertice hanno partecipato il sindaco Moriondo Santoro, il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile Maurizio Scelli, il presidente del Parco nazionale della Maiella Lucio Zazzara, il direttore dell’Ente Parco Luciano Di Martino, insieme ai rappresentanti dei Vigili del fuoco, dell’Arma dei Carabinieri e dell’Esercito.

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Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sulla risposta operativa a una situazione resa ancora più complessa dalle temperature elevate, dalla siccità e dai forti venti che insistono sulla Gola di Tremonti. “Ci troviamo di fronte a un incendio di dimensioni molto serie, favorito da una montagna impervia e da forti correnti d’aria”, ha dichiarato questa mattina Marsilio. “Purtroppo siamo di fronte a fenomeni che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno un’origine dolosa, frutto dell’azione di piromani che agiscono quasi in maniera scientifica, oltre a isolati casi di disattenzione o eventi naturali”. Il presidente della Regione ha quindi richiamato la necessità di un’azione coordinata dal cielo e da terra. “Gli elicotteri della nostra Protezione civile stanno facendo un lavoro straordinario e funzionano perfettamente, ma la loro azione da sola non può bastare. A complicare le operazioni è stata l’avaria che ha purtroppo fermato ieri i primi aerei inviati da Roma. D’intesa con il capo Dipartimento Ciciliano, abbiamo ottenuto il ripristino immediato con l’invio di tre nuovi Canadair nazionali per rinforzare i getti dall’alto”.

Marsilio ha ribadito soprattutto la necessità di raggiungere da terra i punti più impervi del Morrone. “L’attacco aereo da solo è come buttare un bicchiere d’acqua su un camino, se non si interviene con decisione sul terreno. Per questo abbiamo attivato i reparti dell’Esercito, in particolare del Genio militare da Roma, che con mezzi speciali stanno aprendo e allargando sentieri e viabilità. Questo ci permette sia di far passare i mezzi terrestri dei Vigili del fuoco e della Protezione civile, sia di tracciare fasce tagliafuoco da 10 a 30 metri per bloccare l’avanzata delle fiamme. La direttiva è chiara: zero burocrazia, tutte le ruspe e i macchinari devono operare subito”.

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