Il Fuoco del Morrone si accende, la luce di Celestino in cammino verso L’Aquila
Dall’eremo di Sant’Onofrio è iniziato il viaggio del Fuoco del Morrone verso L’Aquila per la 732ª Perdonanza. A causa dell’incendio, torce accese solo nel primo tratto
È iniziato dall’eremo di Sant’Onofrio il cammino del Fuoco del Morrone verso L’Aquila, dove arriverà il 23 agosto portando con sé il messaggio di pace e perdono di Celestino V. Una luce che per otto giorni attraverserà eremi, paesi e comunità, ripercorrendo idealmente il viaggio compiuto nel 1294 da Pietro del Morrone prima dell’incoronazione nella basilica di Santa Maria di Collemaggio.
La 47ª edizione del Fuoco del Morrone – Il Cammino del Perdono ha preso il via ieri, domenica 16 agosto, in una giornata segnata inevitabilmente dall’incendio che sta interessando il massiccio nei territori di Roccacasale e Popoli. La situazione ha imposto una modifica alla prima tappa e una scelta dettata dalla prudenza: all’eremo sono stati accesi il braciere e le torce, portate soltanto lungo un primo tratto del sentiero. Il resto del percorso verso Bagnaturo è stato affrontato con pile portatili distribuite a tutti i partecipanti. In totale erano state preparate 140 torce.

Nello stesso paesaggio si sono così intrecciati il lavoro di chi sta difendendo la montagna dalle fiamme e il cammino di chi custodisce e rinnova una tradizione nata nei luoghi amati da Celestino. Un legame profondo con il Morrone, da proteggere nella sua natura, nella sua storia e nel messaggio che ancora oggi consegna alle comunità.
A Bagnaturo si sono svolti gli interventi ufficiali della prima giornata, con gli interventi di Floro Panti, presidente dell’associazione Comitato Festa della Perdonanza Celestiniana Unesco ICH e dei rappresentanti istituzionali, dal consigliere comunale dell’Aquila Alessandro Maccarone al sindaco di Sulmona Luca Tirabassi, dalla sindaca di Pratola Peligna Antonella Di Nino al consigliere regionale Massimo Verrecchia.
Paolo Giorgi, coordinatore del Movimento Celestiniano, ha ripercorso i 47 anni dell’iniziativa e ricordato il riconoscimento della Perdonanza Celestiniana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un traguardo che, ha sottolineato, chiede di essere “grati ma anche responsabili” nella tutela e nella promozione del Cammino e dei luoghi attraversati. Giorgi ha inoltre annunciato i nomi dei due tedofori ai quali sarà affidata l’ultima tappa: Mario Centi, presente fin dalla prima edizione, e Riccardo Marcolli, esponente della nuova generazione. Saranno loro, il 23 agosto, a condurre il Fuoco fino a piazza Palazzo, dove alle 19 è prevista la cerimonia di accensione istituzionaòe che darà avvio alla 732ª Perdonanza Celestiniana.
Un passaggio di testimone che lega la memoria delle origini al futuro del Cammino. Mario Centi rappresenta la storia di una manifestazione nata 47 anni fa e cresciuta insieme alle comunità celestiniane; Riccardo Marcolli raccoglie oggi quella luce, perché il viaggio possa continuare attraverso nuove generazioni.

“Il Fuoco del Morrone rappresenta l’anima più autentica della Perdonanza Celestiniana”, ha sottolineato nei giorni scorsi il sindaco dell’Aquila e presidente del Comitato Perdonanza, Pierluigi Biondi. “Un cammino che tiene insieme spiritualità, storia, identità e comunità e che, nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura, assume un significato ancora più forte: quello di una Capitale che non si esaurisce nei confini della città, ma mette in rete territori, tradizioni e patrimoni legati alla grande eredità culturale e spirituale celestiniana”.
“Da quarantasette anni questa fiaccola attraversa i luoghi celestiniani, portando con sé un messaggio di pace e riconciliazione oggi più attuale che mai”, ha ricordato Floro Panti. Il Fuoco del Morrone e il Corteo della Bolla sono infatti tra gli elementi identitari che hanno contribuito al riconoscimento UNESCO della Perdonanza Celestiniana. “Dalla tragedia alla rinascita”, sottolinea ai nostri microfoni, ricordando quando lui stesso attraversò, con la fiaccola, il centro storico dell’Aquila devastato dal sisma del 2009. “È stato emozionante vedere tante persone all’accensione del Fuoco quest’anno: è anche e soprattutto questo un simbolo di cultura, nell’anno di L’Aquila Capitale Italiana”. All’accensione hanno partecipato anche gli Ambasciatori dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Una presenza pensata per rafforzare il legame tra L’Aquila, Sulmona e i luoghi celestiniani, nel segno del progetto “Un territorio, mille capitali”.

Il percorso del Fuoco del Morrone
Da Sant’Onofrio il Fuoco attraverserà una parte ampia del territorio abruzzese, seguendo le tracce della presenza e del viaggio di Pietro del Morrone. Oggi, lunedì 17 agosto, il percorso riparte da Bagnaturo per raggiungere Sulmona, con il passaggio nella Cattedrale di San Panfilo e alla Rotonda di San Francesco della Scarpa. Martedì 18 agosto la Perdonanza Sulmonese accompagnerà il cammino da Sulmona a Pratola Peligna.
Mercoledì 19 agosto la fiaccola toccherà Raiano, Goriano Sicoli, Castel di Ieri e Castelvecchio Subequo. Il giorno successivo partirà da Molina Aterno e attraverserà Acciano, Roccapreturo, Beffi, Succiano, San Lorenzo e Tione degli Abruzzi, fino a Santa Maria del Ponte di Tione, nell’ambito della Perdonanza del Bambino Disabile.
Venerdì 21 agosto il percorso proseguirà attraverso Fontecchio, Ripa di Fagnano Alto, Tussio, San Pio delle Camere, Civitaretenga e Santa Maria di Centurelli, per poi raggiungere Villa Sant’Angelo, dove la fiaccola resterà durante la notte. Sabato 22 agosto il Fuoco attraverserà San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese, Fossa e Onna, fino a Paganica.
L’ultima giornata, domenica 23 agosto, condurrà la fiaccola da Paganica al Santuario della Madonna d’Appari e poi attraverso San Pietro Celestino V, Bazzano, Monticchio, Civita di Bagno e Pianola. Da qui il Cammino raggiungerà il centro dell’Aquila e piazza Palazzo, prima dell’evento di apertura della 732ª Perdonanza a Collemaggio, trasmesso in diretta su Rai 1.
Il cammino è cominciato ancora una volta ai piedi dell’eremo scavato nella roccia, nel luogo in cui Pietro del Morrone visse il silenzio e la preghiera prima di essere chiamato al soglio pontificio. L’incendio ha cambiato il modo di percorrere la prima tappa, ma non ne ha interrotto il senso. La luce partita da Sant’Onofrio ora passa di mano in mano e di paese in paese, fino al cuore dell’Aquila.










