Biblioteca Sulmona, Vincenzo Di Cesare critico verso civici e Forza Italia
Biblioteca comunale di Sulmona, il consigliere FdI, Vincenzo Di Cesare contro la maggioranza per il voto contrario in commissione. Superare divisioni politiche per restituire ai giovani un luogo di studio, cultura e socialità, sostiene
La bocciatura in commissione della delibera per i lavori della Biblioteca comunale di Sulmona continua a far discutere. Il giovane consigliere di maggioranza Vincenzo Di Cesare interviene esprimendo amarezza per il voto contrario e lanciando un appello trasversale alla politica: “Una biblioteca non dovrebbe avere un colore politico, ma soltanto le porte aperte”.
“Scrivo questa dichiarazione da giovane sulmonese, nato e cresciuto in questa Città, e non da consigliere comunale di maggioranza. La scrivo con amarezza e delusione, perché quanto accaduto ieri in Commissione va oltre le appartenenze politiche. Sulmona non ha una biblioteca comunale da troppi anni. Intere generazioni di ragazzi sono cresciute senza avere un luogo pubblico nel quale studiare, incontrarsi, confrontarsi, leggere e semplicemente stare insieme”. Così il consigliere comunale di Fratelli d’ Italia, Vincenzo Di Cesare, che aggiunge: ” Per questo non riesco a comprendere il voto contrario di ieri anche di alcune forze di maggioranze. Si parla di tecnicismi e di documenti mancanti, ma gli atti ci sono e ogni eventuale dubbio poteva e doveva essere approfondito insieme. Il gruppo di Fratelli d’Italia da tempo lavora a questa proposta e ieri ha votato a favore, ma oggi non mi interessa rivendicare una posizione politica. Mi interessa difendere il desiderio di tantissimi giovani sulmonesi che chiedono qualcosa di assolutamente normale: avere una biblioteca nella propria Città. A chi ha votato contro rivolgo un appello sincero: fermiamoci prima che sia troppo tardi e mettiamo da parte giochi di palazzo, divisioni e appartenenze. Mentre la politica discute – conclude, – i nostri ragazzi crescono e troppo spesso scelgono di andare via. Se vogliamo chiedere loro di credere in Sulmona, dobbiamo essere capaci di offrire spazi, opportunità e luoghi di cultura e socialità. Una biblioteca non dovrebbe avere un colore politico. Dovrebbe avere soltanto le porte aperte.”


