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Danilo senza terapie da un anno, l’appello di Autismo Abruzzo

Autismo Abruzzo denuncia il caso di Danilo, ragazzo autistico senza terapie da oltre un anno dopo il cambio di residenza

Un ragazzo con disturbo dello spettro autistico è senza terapie da oltre un anno a causa di un ostacolo burocratico: a denunciarlo è l’associazione Autismo Abruzzo, che rivolge un appello alla Asl di Chieti e alla Regione Abruzzo affinché venga garantita a Danilo Ferrara la continuità terapeutica presso una struttura già conosciuta e accreditata

Un ragazzo con disturbo dello spettro autistico senza terapie da oltre un anno a causa di un ostacolo amministrativo. È la denuncia dell’associazione Autismo Abruzzo, che lancia un appello alla Asl di Chieti e alla Regione Abruzzo affinché venga garantita la continuità terapeutica a Danilo Ferrara, residente a Francavilla al Mare. Secondo quanto riferisce l’associazione, il percorso assistenziale del giovane si sarebbe interrotto dopo il trasferimento della presa in carico dalla Asl di Pescara alla Asl di Chieti, avvenuto esclusivamente in seguito al cambio di residenza.

Gli specialisti avrebbero individuato come percorso più idoneo l’inserimento in un Centro Diurno per l’Autismo. Tuttavia, la Asl di Chieti non disporrebbe attualmente di un servizio analogo sul proprio territorio. Le strutture individuate a Lanciano e Vasto, evidenzia Autismo Abruzzo, non sarebbero compatibili con le condizioni del ragazzo. La stessa Consulenza Tecnica d’Ufficio disposta dal Tribunale avrebbe infatti rilevato l’impossibilità per Danilo di affrontare quotidianamente spostamenti così lunghi, ritenuti potenzialmente dannosi per il suo equilibrio psicofisico. L’associazione esprime inoltre contrarietà rispetto all’ipotesi avanzata dalla Asl di Chieti di inserire il giovane nel centro psichiatrico dell’ex ospedale di Chieti, definendo la proposta una “sperimentazione” non adeguata alle esigenze di una persona con autismo.

“L’autismo – sottolinea l’associaione – richiede percorsi strutturati, ambienti dedicati e personale con competenze specifiche. Non può essere affrontato con soluzioni emergenziali o improvvisate”. L’associazione richiama inoltre la Deliberazione della Giunta regionale n. 360 del 2019, che disciplina i requisiti organizzativi, strutturali e professionali dei Centri Ambulatoriali e dei Centri Diurni dedicati ai disturbi dello spettro autistico, individuando le figure professionali necessarie per garantire interventi appropriati. Secondo Autismo Abruzzo, una soluzione sarebbe già disponibile. Danilo aveva infatti frequentato in passato il Centro Diurno della Fondazione Oltre le Parole, dove avrebbe ottenuto importanti risultati sul piano delle autonomie personali, della serenità e della qualità della vita. La struttura, ricorda l’associazione, dista circa sei chilometri dall’abitazione del ragazzo, è da lui già conosciuta, dispone di un’équipe specializzata ed è regolarmente accreditata. Inoltre, il costo della presa in carico sarebbe sostanzialmente analogo a quello previsto per qualsiasi altro centro diurno convenzionato. “È inaccettabile – afferma Autismo Abruzzo – che nel 2026 una persona con autismo resti senza cure perché due aziende sanitarie non riescono a superare un confine amministrativo. Dopo l’abbattimento del Muro di Berlino, auspichiamo l’abbattimento del muro burocratico tra la Asl di Chieti e la Asl di Pescara. I diritti delle persone con autismo non possono fermarsi davanti a un confine tracciato su una cartina”.

Per questo l’associazione rivolge un appello urgente al Direttore generale della Asl di Chieti e alla Regione Abruzzo affinché venga autorizzata la presa in carico di Danilo presso la Fondazione Oltre le Parole, garantendogli la continuità terapeutica. “Ogni giorno di attesa – conclude Autismo Abruzzo – rappresenta un’opportunità persa per il suo percorso di crescita, di autonomia e di benessere. Su questa vicenda non servono nuovi tavoli o ulteriori sperimentazioni: serve una decisione che assicuri il diritto alla cura.”