Castelluccio di Norcia, dal progetto alla ricostruzione: fine lavori entro il 2029
Sopralluogo nel grande cantiere della ricostruzione di Castelluccio di Norcia. Il punto sui lavori dell’ambizioso progetto.
Il Capoluogo d’Abruzzo al sopralluogo nel grande cantiere della ricostruzione di Castelluccio di Norcia. La presidente dell’Umbria Stefania Proietti: “Stiamo passando dalla carta ai fatti”.
Un intero borgo storico ricostruito sopra una gigantesca piattaforma antisismica, sostenuta da 300 isolatori, per renderlo indipendente dai movimenti del terreno. È il progetto senza precedenti che sta prendendo forma a Castelluccio di Norcia, uno dei simboli del terremoto del Centro Italia del 2016, destinato a diventare un modello internazionale per la ricostruzione in aree sismiche. I lavori sono affidati all’Associazione temporanea di imprese (ATI), formata da Edil Moter e dalle aquilane Dava e Taddei spa.
A fare il punto sull’avanzamento dei lavori sono stati la presidente della Regione Umbria e vice commissario alla ricostruzione Stefania Proietti, il direttore dell’Area tecnica della Regione Umbria e coordinatore dell’Ufficio speciale ricostruzione Gianluca Fagotti e il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera, durante un sopralluogo in cantiere.
“Stiamo passando dalla carta ai fatti”, ha spiegato Proietti al microfono del Capoluogo d’Abruzzo, sottolineando come quello di Castelluccio rappresenti “il progetto più ambizioso dell’intero cratere sismico”. L’obiettivo è ricostruire il paese “com’era e dov’era”, ma con una tecnologia capace di proteggerlo dai futuri terremoti.
“Questa sfida – ha affermato – ci consentirà di avere un cantiere prototipo e di puntare in futuro alla prevenzione, isolando alla base i nostri borghi più belli. Le case di Castelluccio diventeranno paradossalmente le più sicure dell’Umbria”. Secondo la presidente, la particolare conformazione geologica del colle su cui sorge il paese, caratterizzato da una roccia friabile che nel 2016 amplificò gli effetti del sisma, ha reso necessario un intervento radicale. “Davanti alla faglia del Monte Vettore risorgerà un borgo che sarà esempio non solo di ricostruzione, ma anche di prevenzione sismica”.
Le interviste a cura del direttore David Filieri
La più grande piattaforma antisismica mai realizzata
A spiegare gli aspetti tecnici è stato Gianluca Fagotti, ideatore del progetto insieme al Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia: “La piastra antisismica avrà un’estensione di 6.500 metri quadrati e poggerà su 300 isolatori a scorrimento”. Si tratta di una struttura unica al mondo, progettata per adattarsi alle forti pendenze del sito, con un dislivello di 24 metri.
Sopra la piattaforma sorgeranno 60 edifici, organizzati in 17 aggregati edilizi, comprendenti 144 unità immobiliari tra abitazioni, negozi e servizi, oltre all’oratorio e alla nuova chiesa. L’obiettivo è quello del cosiddetto “danneggiamento zero“.
“Un edificio isolato sismicamente riceve un’accelerazione da dieci a quindici volte inferiore rispetto a un fabbricato tradizionale”, ha spiegato Fagotti. “Questo significa ridurre drasticamente le sollecitazioni e garantire non solo la salvaguardia delle vite umane, ma anche danni praticamente nulli agli edifici”.
Il progetto, secondo il dirigente regionale, potrebbe trasformare Castelluccio anche in una meta di turismo scientifico, attirando studiosi e tecnici interessati a osservare da vicino un sistema costruttivo senza precedenti.

Il cronoprogramma resta ambizioso. Attualmente il cantiere è impegnato nella realizzazione dei sottoservizi, delle opere di sostegno e degli scavi per la piattaforma. “L’obiettivo è completare entro la fine del prossimo anno l’intera piastra antisismica, comprensiva di muri di sostegno, fondazioni, isolatori e terreno artificiale”, ha spiegato Fagotti. Nel 2028 dovrebbe partire la ricostruzione degli edifici, con conclusione dell’intervento prevista entro la fine del 2029.
Per Proietti la ricostruzione dell’Umbria procede con risultati significativi anche sul fronte dell’edilizia privata.
Grande soddisfazione nelle parole del sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera: “Il terremoto ci ha portato via in pochi secondi un patrimonio immobiliare e sociale enorme. Oggi, a quasi dieci anni dal sisma, vedere ripartire concretamente la ricostruzione di Castelluccio è un evento importantissimo”. Boccanera ha voluto ringraziare i residenti per la pazienza dimostrata in questi anni e per aver condiviso un progetto pubblico dal valore superiore ai 60 milioni di euro. “Oggi i cittadini hanno una speranza concreta di poter rientrare nelle proprie case”. Il primo cittadino ha inoltre espresso apprezzamento per l’impresa aquilana impegnata nei lavori: “Ha già dimostrato le proprie capacità con il complesso restauro dell’ospedale di Norcia. È una garanzia anche per il cantiere di Castelluccio“. Sul resto del territorio comunale, ha aggiunto, la ricostruzione procede spedita: “Abbiamo inaugurato la Basilica di San Benedetto, il Palazzo comunale e il Teatro civico. La ricostruzione privata leggera è completata al 95%, mentre quella pesante ha ormai superato il 50%. Nei prossimi mesi appalteremo altri 35 milioni di euro di opere pubbliche per restituire alla comunità i suoi luoghi simbolo”.



