Fondazione Ope Sportiva, svelato il quinto rappresentante
La Fondazione Ope Sportiva incontra i tifosi. Riunione operativa allo Stadio Gran Sasso d’Italia. Svelato il quinto rappresentante
Tatafiore, Biancone e Cesare all’unisono: “Le nostre competenze al servizio di una società che ha margini per crescere”. L’imprenditore Romi Fuke tra i sei membri attuali della Fondazione Ope Sportiva.
Nella giornata di ieri la Fondazione Ope Sportiva, rappresentata nell’occasione da Andrea Tatafiore, Massimo Biancone e Nicola Cesare, si è ufficialmente presentata ai tifosi e al popolo aquilano attraverso una riunione aperta allo Stadio Gran Sasso. Un gesto simbolico e sostanziale per presentare le proprie intenzioni ai diretti interessati e per introdurre le principali caratteristiche della Fondazione.
Oltre ai quattro membri già noti (Tatafiore, Biancone, Cesare e Di Gianfrancesco citati nello statuto) è stato svelato il nome di Romi Fuke (imprenditore milanese con recenti esperienze nel mondo del calcio al Monastir, girone G di serie D) come quinto rappresentante: il sesto rimane al momento nell’anonimato.
Come affermato da Andrea Tatafiore, il primo a prendere la parola, la Fondazione si pone l’obiettivo di affiancare l’azionariato popolare per garantirne stabilità economica attraverso un presupposto: “dare a L’Aquila senza ricevere”, sottolineando la volontà di suggerire al mondo del calcio e all’intero paese un nuovo modello di sostenibilità, estraneo alle speculazioni di mercato e devoto, invece, al senso di appartenenza verso la propria terra d’origine.
L’avvocato, l’unico della cordata di origini aquilane, ha sottolineato a più riprese l’intenzione della Fondazione di non volersi interporre alle attività e alle decisioni e ai meccanismi della società, bensì di sostenerne il processo di crescita con l’obiettivo sportivo di raggiungere la serie C attraverso progettualità e sostenibilità. Nessun proclama e nessuna scadenza entro cui raggiungere l’obiettivo, ma una chiara presa di coscienza di quello su cui la società, anche grazie proprio all’intervento della Fondazione, può contare e ciò a cui può ambire.
Nicola Cesare, imprenditore e uomo di calcio con un passato da presidente del Termoli (dove ha mancato una serie C per un soffio), ha sottolineato come L’Aquila sia in grado di offrire anche calcisticamente quella prospettiva difficile da trovare altrove nel centro Italia. Il lavoro della Fondazione non sarà limitato al solo lato sportivo, ma l’attenzione sarà rivolta anche verso gli ambiti della salute, della nutrizione e delle neuroscienze attraverso la nascita di un centro per il miglioramento delle performance sportive per ergere il modello de L’Aquila a livello nazionale. Sull’organizzazione del lavoro e sul sostegno nelle competenze si è poi espresso anche Massimo Biancone, che ha sottolineato come oltre al sostegno economico l’intento dei membri della Fondazione sia proprio quello di aiutare la società a crescere sotto diversi fronti professionali.
L’Aquila 1927 è sempre più un unicum nel panorama calcistico nazionale ed europeo, reso possibile grazie alle persone e al suo legame ancor più indissolubile con la sua terra.


