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Assestamento di bilancio, slitta il Consiglio regionale

Il Consiglio regionale sull’assestamento di bilancio slitta. Continua lo scontro politico.

Consiglio regionale rinviato al 6 agosto, scontro sull’assestamento di bilancio. Paolucci: “Non si può votare al buio”.

Slitta a giovedì 6 agosto, alle ore 11, la seduta del Consiglio regionale d’Abruzzo. La decisione è stata assunta al termine della Conferenza dei Capigruppo, riunita nel pomeriggio alla presenza del presidente della Regione Marco Marsilio, del vicepresidente Emanuele Imprudente e dell’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri. L’Aula tornerà a riunirsi con il medesimo ordine del giorno previsto per la seduta odierna. Al centro del rinvio c’è il provvedimento di assestamento di bilancio, sul quale nelle ultime ore si è acceso il confronto politico. A commentare lo slittamento è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che collega direttamente il rinvio alle osservazioni formulate dal Collegio dei revisori dei conti.

“Le preoccupazioni che abbiamo sollevato ieri trovano oggi una conferma puntuale nel verbale interlocutorio del Collegio dei revisori – afferma Paolucci –. Il rinvio dimostra che non era possibile procedere come se la documentazione fosse completa e il quadro finanziario pienamente chiarito”. Secondo il consigliere dem, il Collegio dei revisori non ha ancora espresso il prescritto parere sull’assestamento e ha richiesto una consistente integrazione della documentazione. Tra i punti evidenziati vi è quello relativo ai debiti fuori bilancio, per i quali i revisori chiedono ulteriori dichiarazioni da parte dei Dipartimenti e dei Servizi regionali sull’eventuale esistenza di passività e sulle relative modalità di finanziamento. Paolucci sottolinea inoltre che, nella documentazione trasmessa, risultavano presenti le attestazioni di soli sei Dipartimenti e che il Collegio ha richiesto anche l’aggiornamento della mappatura del contenzioso, chiarimenti sul mancato accantonamento di alcune passività nel Rendiconto 2025, informazioni sul Fondo crediti di dubbia esigibilità, sulla gestione di cassa, sulle maggiori entrate e sulla situazione del Servizio sanitario regionale.
“Il disegno di legge è stato trasmesso al Collegio soltanto il 29 luglio – evidenzia il capogruppo del Pd – e nella riunione del 3 agosto i revisori hanno dovuto chiedere tredici integrazioni documentali prima di poter esprimere il proprio parere. Se gli atti arrivano al Collegio a ridosso della seduta, ancora più compressi sono i tempi concessi ai consiglieri regionali, che non vengono messi nelle condizioni di esaminare compiutamente il provvedimento. Così il Consiglio viene chiamato non a controllare, ma a ratificare”.
Tra gli aspetti ritenuti più delicati dall’opposizione figura l’articolo 10 del disegno di legge di assestamento, che prevede l’iscrizione di 16,9 milioni di euro nel fondo destinato al successivo riconoscimento dei debiti fuori bilancio. “Non si può chiedere all’Aula di votare quasi 17 milioni di euro al buio“, sostiene Paolucci, secondo il quale il Consiglio deve poter conoscere “la consistenza, la natura e le relative coperture” di tali debiti prima di esprimersi.
Il capogruppo dem aggiunge che il rinvio “non risolve automaticamente le criticità” e chiede che, prima della nuova seduta di giovedì, la Giunta trasmetta tutta la documentazione richiesta ai revisori affinché questi possano concludere l’istruttoria ed esprimere il proprio parere.
Sul piano politico, Paolucci torna infine a criticare le scelte della maggioranza regionale, sostenendo che, mentre vengono accantonate risorse per i debiti fuori bilancio e aumentano gli stanziamenti per eventi e iniziative, “agli abruzzesi non viene restituito un solo euro del maggiore prelievo Irpef introdotto nel 2025 per sostenere il sistema sanitario”.
“Giovedì non potrà esserci alcun voto al buio – conclude –. Prima devono arrivare il parere dei revisori, la ricognizione completa dei debiti e tutti i chiarimenti richiesti. Solo dopo il Consiglio potrà esercitare consapevolmente le proprie prerogative”.