C’eravamo tanto federati, il gruppo Marsilio Presidente lascia FdI
Con la fine delle audizioni, entra nel vivo il confronto sul collegio unico: il gruppo Marsilio Presidente esce dalla federazione con FdI.
A meno di una settimana dalla conclusione delle audizioni in Commissione per l’attuazione e le modifiche allo Statuto, il gruppo “Marsilio Presidente” riprende la propria autonomia rispetto a FdI.
Il 9 luglio scorso la Commissione per l’attuazione e le modifiche allo Statuto, per le modifiche alla legge elettorale e per lo studio differenziato, presieduta da Daniele D’Amario, ha concluso le audizioni sulla proposta di legge che modifica la norma sull’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta di iniziativa del presidente Marco Marsilio. Manco a dirlo, tra le novità principali, come ricordato nella stessa Commissione da Antonello Canzano Giansante, docente di Sociologia dei Fenomeni Politici presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara, “l’introduzione di un collegio unico regionale, una tripla preferenza di genere; l’assegnazione dei seggi con criterio proporzionale e un ampliamento del numero dei candidati di lista”. Il confronto resta vivo, sulla richiesta di prevedere meccanismi che permettano l’equa rappresentanza dei territori, specie delle aree interne e più svantaggiate. Così “vivo” che in vista delle prossime commissioni, nelle quali si depositeranno gli emendamenti, subemendamenti e quindi si dovrà procedere al voto, il gruppo “Marsilio Presidente” ha deciso di avere “mani libere”, uscendo dalla federazione con FdI. Secondo il regolamento regionale, infatti, i gruppi federati parlano a una sola voce in commissione e il voto del proprio – unico – rappresentante vale in base al numero di consiglieri che fanno parte della federazione. Evidentemente, ma questo non è un mistero da molto tempo, all’interno della maggioranza non tutti la vedono allo stesso modo sul collegio unico, così, in vista dei passaggi più delicati, il gruppo “Marsilio Presidente” ha deciso di agire in autonomia da FdI che evidentemente fa quadrato su una riforma voluta da Marsilio.
Per carità, “nessuno strappo” si affretta a comunicare il capogruppo di Marsilio Presidente, Luciano Marinucci, con l’altro membro Giampaolo Luigini: “Semplicemente abbiamo deciso di ricondurre la nostra attività alla originaria autonomia funzionale di Gruppo consiliare nato da una lista civica di appoggio al Presidente della Giunta regionale Marco Marsilio. Siamo infatti convinti che il recupero dell’autonomia funzionale del nostro Gruppo arricchirà il dibattito all’interno della maggioranza alla quale convintamente apparteniamo”.
E su questo i dubbi sono pochi, per toccare con mano “l’arricchimento” del “dibattito all’interno della maggioranza”, basterà attendere i prossimi appuntamenti. Fissato al 28 luglio il termine per depositare gli emendamenti sulla modifica dello statuto, mentre giovedì 30 luglio sarà di nuovo convocata la Commissione, nel corso della quale saranno fissati i termini per i sub emendamenti.
Poi ci sarà anche da votare.
Ma non c’è in ballo solo il collegio unico: sempre vivaci, infatti, sono i confronti anche per l’altra importante modifica, quella che porterebbe da 6 a 9 il numero degli assessori. Un ampliamento di possibilità che i gruppi più piccoli, rimasti fuori dal “giro buono”, non vogliono lasciarsi sfuggire. Il presidente Marsilio aveva legato questa modifica alla riforma del collegio unico, ben sapendo di riuscire a “trainare” meglio la maggioranza, tra il bastone del collegio unico e la carota dell’ampliamento della giunta. Il primo percorso, però, si è evidentemente complicato. Adesso dovrà decidere il presidente se mantenere la linea o separare i percorsi delle due riforme.



