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Processo morte Andrea Prospero, l’imputato non sarà ascoltato

Non sarà sentito in aula il giovane imputato accusato di istigazione o aiuto al suicidio nel processo per la morte di Andrea Prospero. Udienza rinviata a settembre per la consulenza della criminologa Roberta Bruzzone.

Non sarà sentito in aula il giovane imputato accusato di istigazione o aiuto al suicidio nel processo per la morte di Andrea Prospero, lo studente universitario di 19 anni originario di Lanciano trovato senza vita il 29 gennaio 2025 in un appartamento del centro storico di Perugia, dove si era trasferito per frequentare l’università.

La difesa ha rinunciato all’esame del suo assistito, presente in aula giovedì 9 luglio.  Il pubblico ministero ha quindi chiesto alla Corte d’assise di acquisire le dichiarazioni rese dallo stesso imputato davanti al gip in sede di richiesta di patteggiamento. Ad assistere all’udienza anche i genitori di Andrea Prospero, la sorella gemella e il fratello del giovane. I familiari, lo ricordiamo, habbo da subito escluso che lo studente si fosse tolto la vita deliberatamente. Per i genitori e i fratelli, È stata istigazione al suicidio, perché Andrea sapeva qualcosa e lo hanno costretto, oppure falsi amici che gli hanno levato la vita – aveva detto il fratello ai microfoni della trasmissione Chi l’ha Visto che si è occupata a lungo del caso – Chiedo che venga fatta giustizia e che i responsabili, quelli che hanno sfruttato la faccia pulita di mio fratello, si facciano avanti”.

andrea prospero

La difesa ha rinunciato all’audizione del giovane che aveva ceduto l’ossicodone allo studente. La parte civile ha quindi chiesto l’acquisizione della sentenza con la quale il ragazzo ha patteggiato una pena di otto mesi di reclusione per spaccio e cessione di sostanze stupefacenti.
È stata invece rinviata all’11 settembre l’audizione della criminologa Roberta Bruzzone, consulente della famiglia Prospero, che ha comunicato un legittimo impedimento. La sua testimonianza è considerata uno dei passaggi più attesi del dibattimento. Nel corso delle indagini Bruzzone ha esaminato il materiale investigativo raccolto dagli inquirenti, in particolare le conversazioni tra Andrea Prospero e l’imputato nelle ore precedenti alla morte del giovane, oltre agli altri elementi informatici acquisiti nell’inchiesta.
Le conclusioni della sua consulenza erano già state richiamate nella fase dell’udienza preliminare, quando il giudice respinse la richiesta di patteggiamento.

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