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Elezioni L’Aquila, casting affollato nel centrodestra per la scelta del candidato sindaco

Se il centrosinistra ha “troppi civici”, il centrodestra ha il problema opposto e non meno insidioso: tante disponibilità per una partita che tutti vogliono vivere da protagonisti.

Se il centrosinistra ha avviato il percorso per la scelta della candidatura a sindaco sondando il terreno dei civici, il centrodestra sembra avere il problema opposto: tanti candidati politici per il post Biondi.

Se Atene piange, Sparta non ride. Da un lato il centrosinistra sembra faticare a trovare figure strettamente politiche per la candidatura a sindaco dell’Aquila 2027, dall’altro nel centrodestra sembra che ce ne siano troppe a cercare un ruolo di primo piano nella “partita della vita”, rischiando concretamente di complicare le trattative nei tavoli politici. Con Pierluigi Biondi proiettato verso il Parlamento, avendo raggiunto i due mandati da Sindaco previsti dalla normativa, la corsa al successore è iniziata senza troppe timidezze, in virtù di un ruolo che in un capoluogo di regione come L’Aquila non rappresenta “solo” la guida di una compagine amministrativa. I risvolti sono tanti e importanti e nel centrodestra non mancano “aspirazioni” pronte a proporsi.
Partiamo dal fatto che quella che gli osservatori consideravano una “soluzione ideale” ha un nome e un cognome: Fausta Bergamotto. L’attuale sottosegretario avrebbe infatti assicurato la giusta continuità, l’autorevolezza politica e il profilo istituzionale necessari e quindi difficilmente qualcuno avrebbe potuto dire”no”. Il punto è che il “no” è arrivato preventivamente dallo stesso sottosegretario che in un’intervista per la rubrica Grandangolo, già in tempi non sospetti, escluse l’ipotesi di una sua candidatura dichiarandosi “non vocata al ruolo”.
Ma passiamo “dalla teoria alla pratica”: se la soluzione ideale rappresentata dal sottosegretario Bergamotto è impraticabile, non mancano, appunto, gli aspiranti. Ovviamente tra le fila di Fratelli d’Italia, che non sogna neanche lontanamente di cedere agli alleati un ruolo così importante.
In ordine di posizione attualmente assunta, partiamo da Guido Quintino Liris, senatore della Repubblica dall’ottobre 2022 e quindi nel 2027 sostanzialmente a scadenza di mandato. Del perché il passaggio da Palazzo Madama a Palazzo Margherita non costituirebbe una deminutio ne abbiamo già parlato, quindi l’ipotesi è tutt’altro che peregrina.
C’è poi Raffaele Daniele, Vicesindaco per due volte che per “meriti sul campo” potrebbe rivendicare la candidatura.
Indiscrezioni da Palazzo raccontano anche della disponibilità del Presidente della Prima commissione, Livio Vittorini.
Insomma, i possibili candidati non mancherebbero e la lista non è esaustiva.
A un certo punto sembrava poter essere della partita anche Emanuele Imprudente, vice presidente della Giunta regionale, che certo non ha bisogno di “presentazioni”. Ha un solo “difetto”, ironizzando naturalmente sulle dinamiche politiche che assegnano il candidato sindaco a FdI: è della Lega. Il passaggio del fedelissimo Alessandro Maccarone al gruppo comunale di L’Aquila protagonista, infatti, sembrava una mossa propedeutica all’avvicinamento di Imprudente a FdI. Pura suggestione, immaginate le reazioni, a livello Centrale, allo scippo di un Vicepresidente di Regione perpetrato a danno di un partito alleato di Governo.
Il centrodestra, insomma, si troverà ad affrontare il problema opposto a quello del centrosinistra, ma non meno insidioso: far convergere le tante proposte (tante già in FdI, senza contare le ambizioni degli altri partiti) in un percorso condiviso che individui il candidato sindaco di tutti. Davvero di tutti. Il rischio dello sgambetto nascosto, mentre l’arbitro non vede, è sempre dietro l’angolo.