Piazza Palazzo, prendono forma i nuovi bagni pubblici
Porte automatiche, illuminazione a sensori, schermo informativo, prese e punti di ricarica: prendono forma i nuovi bagni pubblici con copertura e ascensore della moderna Piazza Palazzo
Piazza Palazzo, come saranno ascensore, copertura e nuovi bagni pubblici: dai richiami alla storia aquilana all’attenzione all’accessibilità. La struttura prende forma
Piazza Palazzo: una copertura che richiama una foglia, un ascensore completamente accessibile, porte automatiche, illuminazione a sensori, schermo informativo dedicato alla città, prese e punti di ricarica, armonicamente legati alla storia architettonica aquilana e un ingresso concepito come un luogo di accoglienza per i nuovi bagni pubblici della città.

L’obiettivo è quello di completare “la riqualificazione della piazza con un’opera che sia funzionale, inclusiva e il meno impattante possibile all’interno di uno dei luoghi simbolo del centro storico” spiega al Capoluogo l’architetto Antonella Ottaviano, che avevamo intervistato in occasione dell’inaugurazione di Piazza Palazzo.
Sono iniziati i lavori di completamento della parte alta e, quindi, dei bagni pubblici.
Prende forma la nuova struttura che completerà la moderna Piazza Palazzo.
L’elemento più visibile che inizia a trasparire tra le gru è la copertura delle scale, progettata per “ricordare una foglia. L’idea nasce osservando Piazza Palazzo e le sue caratteristiche: gli alberi, i lampioni in ghisa ottocenteschi, i candelabri presenti sulle finestre del Convitto e, più in generale, il dialogo tra natura e architettura” continua l’architetto Ottaviano. Da qui prende forma quella che i progettisti appunto chiamano “la Fogliolina”: una copertura in vetro sostenuta da un unico elemento centrale, “ispirata ai principi dell’architettura organica, capace di inserirsi nel contesto senza appesantirlo”.


Il sostegno centrale, “previsto inizialmente con un diametro di appena 10 centimetri, è stato riprogettato fino agli attuali 16 centimetri, individuati come il miglior equilibrio tra resistenza, sicurezza e leggerezza visiva”. Nemmeno la forma della copertura è casuale: “le sette lame in vetro rimangono distaccate di alcuni centimetri con distanze variabili proprio per simulare il profilo di una foglia. Anche la scelta di dividere la copertura in sette elementi è stata dettata dalle verifiche strutturali: un’unica lastra avrebbe creato criticità legate ai carichi di vento e neve, oltre a problemi di trasporto e movimentazione”.
Gli alberi hanno ispirato la forma della pensilina, mentre i lampioni storici e i candelabri del Convitto hanno guidato la scelta del linguaggio architettonico. “La ringhiera richiama volutamente elementi della tradizione aquilana, riprendendo decorazioni che ricordano quelle della Basilica di Collemaggio e della recinzione della Fontana delle 99 Cannelle, così da creare un legame con la memoria storica della città.Nulla è stato lasciato al caso: ogni dettaglio è stato progettato al millimetro con un unico obiettivo, quello di realizzare il miglior intervento possibile“, spiega al Capoluogo l’architetto Antonella Ottaviano.
L’ascensore e la scelta dell’accessibilità
Nel progetto precedente era previsto un montascale, ma si è deciso di realizzare un ascensore vero e proprio, ritenuto molto più funzionale per chi utilizza una sedia a rotelle. L’ascensore doveva rispettare tutte le norme dedicate all’abbattimento delle barriere architettoniche e quelle specifiche sugli impianti elevatori, inserendosi però in uno spazio già esistente e con dimensioni rigidamente vincolate. Anche il cosiddetto castelletto dell’ascensore non è una scelta estetica. “Non si è potuto eliminare perché sarebbe stato necessario realizzare un pistone profondo altri tre metri sotto la platea già esistente“, osserva l’architetto.
Materiali, pavimenti, rivestimenti e illuminazione accompagneranno il visitatore verso gli spazi interrati mantenendo continuità con la piazza. Porte automatiche, illuminazione a sensori, schermo informativo dedicato alla città, prese e punti di ricarica per dispositivi elettronici contribuiranno a rendere l’ambiente più confortevole.
La progettazione, però, non ha riguardato soltanto architettura e strutture. Adeguare i bagni alle esigenze odierne ha richiesto un lavoro complesso anche sugli impianti. “Il motore della climatizzazione inizialmente previsto all’esterno, è stato ricollocato nel sottoscala, soluzione che ha imposto ulteriori verifiche per garantire aerazione, manutenzione e corretto funzionamento dell’impianto all’interno di uno spazio fortemente vincolato”.
“Dietro quest’opera c’è una cura enorme. Ogni scelta, anche quella che può sembrare più piccola, nasce da un lavoro approfondito e dalla volontà di consegnare alla città un’opera di qualità, rispettosa della piazza e davvero accessibile a tutti“, conclude Antonella Ottaviano.





