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Elezioni L’Aquila, il centrosinistra a caccia di civici

Il centrosinistra in cerca dell’ampia coalizione, ne risentono le proposte di candidati politici alla carica di sindaco. Il toto nomi è tutto civico.

L’AQUILA – In vista delle elezioni comunali 2027, il centrosinistra alla ricerca di candidati alla carica di sindaco si arena sui civici. Il toto nomi.

Una volta il candidato civico spuntava fuori solo dopo che la bagarre tra i vari candidati dei partiti dava esito negativo. Un’ultima spiaggia, àncora di salvezza per l’unità della coalizione, infine ci si accordava per un nome “esterno” alle dinamiche politiche di superficie. Tanti gli esperimenti in questo senso, nel centrodestra e nel centrosinistra, a vari livelli di elezioni. Per il centrosinistra, basti ricordare la candidatura alla presidenza della Regione di Luciano D’Amico (economista, professore, già rettore dell’Università di Teramo), quando il nome dell’attuale capogruppo del PD, Silvio Paolucci, non è stato sufficiente a chiudere il tavolo della coalizione.
Da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti, ma la politica non sembra aver riacquisito il suo ruolo principe nel centrosinistra, se il toto nomi per il candidato sindaco per le elezioni comunali all’Aquila del 2027, ormai dietro l’angolo, al momento contempla perlopiù civici. E senza nemmeno scomodare qualche politico da “bruciare” sul tavolo di coalizione, come da prassi consolidata. Insomma, sarà il caldo estivo, ma nel centrosinistra sembra esserci poca voglia di sgomitare per la candidatura, forse ritenuta scomoda, anche se potenzialmente più appetibile rispetto alle precedenti consultazioni amministrative. Salvo improbabili modifiche di legge elettorale, ormai fuori tempo massimo, infatti, Pierluigi Biondi, 6° in Italia per gradimento e vittorioso a più riprese sul centrosinistra, non sarà personalmente della partita. Certo, rimarrà l’influenza politica e il “corredo” delle due consiliature a pesare sul consenso del centrodestra, ma senza l’uomo del doppio KO, forse una speranza in più per il centrosinistra ci potrebbe essere. Eppure nessuno sgomita, tant’è che il toto nomi è ancora fermo ai civici.

Ad aprire le danze, l’ipotesi Fabio Picuti, magistrato e professore di diritto costituzionale, la cui candidatura – come per altro le successive – è rimasta nel limbo dell’imponderabile. Più recenti sono invece le ipotesi che riguardano altri due civici di peso: da una parte il professor Alessandro Grimaldi, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri dell’Aquila, nominato componente della Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS). Professionista stimato, personalità autorevole, ma certamente non un “politico di partito”. Stesso discorso per l’altra ipotesi, quella dell’ex rettrice UnivAq, Paola Inverardi, oggi rettrice GSSI. Anche in questo caso, curriculum accademico e professionale di alto livello, particolarmente sensibile alle dinamiche cittadine, ma certamente non una “donna di partito”.
In realtà, una vaga ipotesi politica ci sarebbe pure, ma tutta da verificare: parliamo di Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale che nell’ultima campagna elettorale proprio al microfono del Capoluogo d’Abruzzo aveva precisato che sarebbe stata l’ultima avventura di quel livello politico. Esclusa la Regione, quindi, “rimarrebbero” il Parlamento o lo scranno più alto di Palazzo Margherita. Come detto, tutto da verificare, a partire dall’accoglienza che troverebbe una proposta del genere nell’ambiente di centrosinistra.
Insomma, sembrano lontani i tempi delle fughe in avanti per accaparrarsi una candidatura anche a discapito della coalizione, oggi il centrosinistra appare cauto e calcolatore. Ma i tempi per i calcoli stanno finendo. Se c’è un politico che vuole metterci la faccia, è il caso che batta un colpo.