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Dall’Aquila al Venezuela in prima linea tra le macerie, il racconto del comandante dei Vigili del Fuoco Ciro Bolognese

Dal terremoto dell’Aquila del 2009 alla recente missione di soccorso in Venezuela. Il comandante dei Vigili del Fuoco Ciro Bolognese ripercorre il suo legame con il capoluogo abruzzese e racconta l’esperienza vissuta tra le macerie a La Guaira.

“In Venezuela abbiamo lavorato 24 ore su 24”. Il comandante dei Vigili del Fuoco Ciro Bolognese ripercorre la missione di soccorso e ricorda anche il terremoto dell’Aquila: “La ricorderò per sempre”.

L’Aquila è stato il mio primo evento sismico rilevante. Ero un giovane funzionario e ho fatto parte del nucleo di coordinamento delle opere provvisionali. È un’esperienza che ricorderò sempre”. Con queste parole il comandante dei Vigili del Fuoco Ciro Bolognese, oggi alla guida del comando provinciale di Varese e da poco rientrato dalla missione internazionale in Venezuela, ha ricordato il legame speciale con la città ai microfoni del Capoluogo.

Intervenuto all’Aquila in occasione della presentazione della nuova edizione del manuale tecnico sui puntellamenti, Bolognese ha ripercorso insieme a noi il lavoro svolto dopo il terremoto del 6 aprile 2009, quando contribuì, insieme ai colleghi, alla messa in sicurezza di edifici e beni culturali.

Abbiamo contribuito soprattutto alla salvaguardia del patrimonio culturale aquilano“, ha spiegato, ricordando come quell’intervento abbia rappresentato una tappa fondamentale della sua carriera. Proprio all’Aquila è stato presentato l’aggiornamento dei manuali dedicati ai puntellamenti, realizzato a quindici anni dalla prima edizione. “Abbiamo ampliato il campo di applicazione e introdotto nuove schede tecniche. È un’attività di studio e ricerca che il Corpo porta avanti insieme all’applicazione pratica e con il contributo dell’università, per essere sempre pronti a intervenire con tecniche sempre più efficaci“, ha dichiarato.

Quello che abbiamo realizzato in Italia è diventato patrimonio della letteratura tecnica internazionale: i nostri manuali sono stati tradotti in più lingue e vengono utilizzati come standard internazionale“. Il comandante ha poi raccontato la recente missione in Venezuela, dove ha guidato la squadra USAR ITA 02, composta prevalentemente da personale proveniente dal Piemonte e impegnata nella zona di La Guaira, tra le più colpite dall’emergenza.

Abbiamo operato sotto il coordinamento delle Nazioni Unite effettuando valutazioni dei siti operativi per stabilire le priorità degli interventi“, ha spiegato. Tra le operazioni più difficili, il tentativo di salvare una donna rimasta sotto le macerie.Quando siamo arrivati dava ancora segni di vita, ma purtroppo dopo un paio d’ore abbiamo perso i contatti“. Successivamente la squadra ha recuperato quattro vittime, tra cui una bambina di tre anni.

Queste sono le immagini che segnano il nostro lavoro. Da una parte c’è il dispiacere per non essere riusciti a salvare delle vite, dall’altra almeno la consolazione di poter restituire i corpi alle famiglie, ha raccontato.

La missione è durata circa una settimana, con attività ininterrotte sulle 24 ore e turnazioni del personale. “È ciò per cui ci prepariamo ogni giorno. All’estero operiamo spesso in condizioni più difficili e rischiose rispetto a quelle che affrontiamo in Italia, ma il nostro compito è essere pronti a intervenire ovunque sia necessario“.

L’intervista