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Don Claudio Tracanna, 25 anni di sacerdozio: “Cercatore di verità”

Le celebrazioni religiose di ringraziamento per i 25 anni di sacerdozio di don Claudio Tracanna.

Don Claudio Tracanna festeggia 25 anni di sacerdozio. Celebrazioni a Pizzoli.

Don Claudio Tracanna festeggia il 25° anniversario del suo sacerdozio con la Celebrazione di ringraziamento nella Chiesa di S. Stefano al Monte presieduta dal Cardinale Giuseppe Petrocchi e concelebrata dall’Arcivescovo dell’Aquila Mons. Antonio D’Angelo e dall’Arcivescovo Mons. Orlando Antonini, Nunzio Apostolico.

“L’ordinazione sacerdotale, che hai ricevuto 25 anni fa, – ha detto il cardinale Petrocchi nella sua omelia – ti ha costituito e inviato come Ministro della Parola: da proclamare e attuare nella Comunità ecclesiale e nella società in cui la Provvidenza ti ha posto. Sei stato mandato ad annunciare il Vangelo: “tutto (senza indebiti “ritagli”) e a “tutti” (nessuno escluso). Il mondo, infatti, ha bisogno di Parola e non di “parole”, poiché i discorsi umani, se non sono eco della Verità-fatta-carne, sono vani. E per trasmettere con efficacia la Buona Novella non basta fare discorsi “su” Gesù e neppure trasmettere la dottrina “di” Gesù: occorre, invece, favorire l’incontro con Gesù: con Lui Persona, che è Parola Vivente, pieno e definitivo svelamento di Dio all’uomo e dell’uomo all’uomo. Affinché questo accada, occorre che sia Lui stesso a comunicare Sé in te. Ciò è possibile, perché la grazia del presbiterato ti ha reso “sacramento vivo” del Signore Gesù, che agendo “con” te e “attraverso” te compie opere di salvezza, divina e umana”.

“Ti sei impegnato a insegnare e testimoniare il Vangelo, – ha aggiunto – nella convinzione che la Parola va detta, vissuta e, proprio per questo, fatta “vedere”. La Parola, infatti, va non solo rivelata, ma anche “mostrata”, imitando – per l’analogia della fede e della grazia – la missione di Maria, nella quale, per opera dello Spirito Santo, la “Parola si è fatta carne” (cfr. Gv 1,14). L’incontro con il Signore Gesù – Verità, Vita e Via (cfr. Gv 14,6) – richiede umiltà, poiché il Padre celeste nasconde i misteri del Regno ai sapienti e ai dotti e le rivela ai piccoli (cfr. Zc 9, 25): umiltà evangelica che riflette quella del Dio fatto-uomo (cfr. Zc 9,9), venuto non per essere servito, ma per servire (Mt 20,28). In questi 25 anni hai predicato e celebrato la Pasqua di Gesù (cioè la Sua morte e risurrezione), nei sacramenti della Chiesa e in modo particolare nella liturgia eucaristica”.

“Come cristiano e come prete, don Claudio è un convinto Uomo di Chiesa, nel senso che vive-la Chiesa e fa-la Chiesa. Nel ministero sacerdotale non esiste il “part time”, il “mezzo servizio”: per il prete la dedizione per il Regno di Dio implica il “tempo pieno” e la “disponibilità totale”.  Lo Spirito, imprimendo nel tuo essere il carattere sacerdotale ha posto anche un’“ipoteca di Dio” su tutta la tua esistenza. Sant’Agostino, con audacia, scriveva: «…nessuna cosa è in questa vita, e specialmente in questi tempi, più difficile, più laboriosa, più pericolosa»[2]. Ma aggiungeva pure: «tuttavia presso Dio non c’è nulla di più felice, purché lo si eserciti nel modo voluto dal nostro Signore»[3]. Oltre i molteplici impegni a livello diocesano, il ministero sacerdotale di don Claudio trova un centro stabile di convergenza nella cura pastorale della Parrocchia di Pizzoli, di cui si sente parte integrante. A questa Comunità si dedica da 25 anni con paterna e assidua sollecitudine, assicurando una dedizione a tutto campo. So che l’amore riversato sulla gente è ampiamente ricambiato. Anche lui, come altri Parroci di Comunità montane, dimostra la virtù (spesso eroica) della  “fedeltà stanziale”. La sua “devozione ecclesiale” si traduce anche in attenzione creativa, tesa a valorizzare e far conoscere le tradizioni della Diocesi aquilana. In questo ambito sono poste in primo piano le iniziative dedicate alla Perdonanza celestiniana, che rappresenta un prezioso patrimonio spirituale, storico e apostolico: non solo a “raggio locale” ma per la Chiesa universale. L’ 8 agosto 2017 è stato nominato Rettore del Santuario Diocesano di San Giovanni Paolo II in località San Pietro della Ienca. È membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio Presbiterale Diocesano”.

“Vorrei tratteggiare sinteticamente alcuni tratti della sua “personalità” spirituale e umana che lo rendono un efficace promotore di comunione. Professa e pratica il Primato di Dio. Questa tensione verso l’Assoluto si manifesta nell’ essere anzitutto rivolto, nel pensiero e nelle opere, verso il Tu del Signore. Da questa dinamica “verticale” deriva la dimensione “agapica”: cioè il suo essere-per-gli altri. È un cercatore di Verità.  Nella prospettiva antropologica mi sembra che la verità che gli sta più a cuore non sia quella astratta, ma quella che suscita cambiamenti nel concreto e porta a pienezza. Lo definirei un pensatore “esistenziale” più che “speculativo”. Per questo punta a spingersi “oltre” il fenomeno, per cogliere il significato degli eventi. Ha una “mens critica”, ma anche propositiva, capace di dialettica costruttiva. Nel dialogo e nel confronto interpersonale adotta prevalentemente la franchezza “frontale” e la disponibilità all’ascolto. Si attiene alla regola della riservatezza. Apprezza il positivo e ciò che vale, non solo sul piano dell’apparire ma della consistenza obiettiva. Ho notato che è orientato ad offrire amicizia, affidabile e generosa. E’ capace di gratitudine e pronto ad assicurare una prossimità fattiva con chi soffre: quando le circostanze lo richiedono, applica con cura il precetto di consolare gli afflitti.  Ha manifestato una ferma “adesione al compito”, collaudata e maturata nel corso degli anni, anche attraverso l’esperienza condivisa (faticosa e tenace) della ricostruzione architettonica e comunitaria, seguita al devastante terremoto che ha colpito L’Aquila e il suo territorio il 06 aprile del 2009. Ci tengo a precisare che vedo chiari anche i limiti e i difetti caratteriali, su cui l’ho sempre invitato a lavorare con intenti correttivi e migliorativi. Appare ben attrezzato sotto il profilo culturale, ha ottenuto il Baccalaureato in Teologia presso il Collegio Alberoni di Piacenza, dove ha condotto il suo iter di preparazione al sacerdozio. Successivamente ha conseguito la Licenza in Teologia morale (ind. bioetico) presso l’Accademia Alfonsiana della Pontificia Università Lateranense di Roma. È docente di Teologia Morale presso l’Istituto Teologico Abruzzese-Molisano “Pianum” di Chieti e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Aquila. Per quanto riguarda la sua attività nel campo della formazione, di particolare interesse risulta il suo ruolo di Assistente Unitario dell’Azione Cattolica Diocesana. Ha collaborato nell’ Ufficio Informatico Diocesano e nel Servizio per la Pastorale Giovanile. Per dieci anni è stato insegnante di Religione Cattolica del Liceo Scientifico “A.Bafile” dell’Aquila. Esplorando ulteriormente l’ambito delle mansioni a cui si è votato nella Chiesa locale si entra in un orizzonte che mostra una configurazione non solo operativa ma anche identitaria. Si tratta del lavoro gestito nel settore della comunicazione. Questo aspetto esprime – a mio avviso – una sua peculiare attitudine e propensione alla “interazione narrativa” (attraverso la parola, il testo scritto, l’uso del linguaggio visivo e mediatico) e postula anche una specifica sensibilità mentale ed emotiva. Occorre, infatti, essere abili nel distinguere ciò che è essenziale e ciò che è marginale negli avvenimenti; così come anche imparare a “sintonizzarsi” sui codici cognitivi, affettivi ed espressivi del prossimo a cui si intende trasmettere un messaggio. In questo quadro, comunione e comunicazione costituiscono un binomio che deve mantenere la propria connessione costitutiva, caratterizzata dalla “circolarità” dei processi. La comunione, infatti, genera la comunicazione e la comunicazione tende a dilatare ed approfondire la comunione. In sintesi: la comunicazione ecclesiale e sociale, nelle su molteplici modularità, costituisce una prospettiva nella quale don Claudio ha dimostrato di avere competenza e un carisma particolare. Va segnalato che è iscritto nell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo come giornalista pubblicista. Dal 2007 al 2013 ha curato l’edizione mensile della pagina diocesana pubblicata sul Quotidiano “Avvenire”, con cui ha collaborato anche per altri servizi giornalistici e per il progetto “Portaparola”. Nel 2009, all’indomani del disastroso terremoto dell’Aquila, ha contribuito alla nascita del Periodico diocesano “Vola”, di cui è Direttore responsabile. Cura anche l’edizione del Bollettino dell’Arcidiocesi dell’Aquila. Attualmente è anche Direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali. Dal 1° luglio 2017 è Direttore dell’Ufficio Regionale delle Comunicazioni Sociali per Abruzzo-Molise e Portavoce della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana (CEAM). E’ stato Delegato Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) per l’Abruzzo-Molise e membro del Consiglio Nazionale della stessa Federazione. Per l’insieme dei motivi sopra elencati, l’ho “adottato” spesso come “consulente” nel mondo della informazione, sapendolo equilibrato e connotato da onestà intellettuale. Ho fatto perciò leva sulla trasparenza nei rapporti interpersonali, istituzionali e sul suo “altruismo” ecclesiale. Carissimo don Claudio abbi sempre Maria come Madre, Maestra e Modello. E come Lei ha preso te nella sua Casa, che è la Chiesa-Comunione, così prendiLa anche tu nella Casa del tuo cuore e del tuo apostolato (Gv 19,26-27). Adotta il suo stile, ricorri spesso alla sua intercessione, lasciati guidare dal suo amore materno e dal suo esempio. L’Umile Vergine di Nazaret ti custodisca e ti accompagni sui sentieri – talvolta aspri, ma sempre affascinanti – della santità. Ti ottenga Lei la grazia di essere un Pastore secondo il cuore di Dio: “nella” Chiesa, “per” la Chiesa, “come” Chiesa. Sarà questa conformità al Signore, crocifisso-risorto, che ti renderà protagonista, mite e appassionato, nella evangelizzazione della società della nostra epoca. A nome mio; del mio Predecessore, Mons. Molinari; dell’Arcivescovo D’Angelo, dell’intera Diocesi e di tutti coloro che hanno imparato ad apprezzarti e a volerti bene, esprimo un sentito grazie per il contributo che hai dato alla vita e alla missione della Chiesa e della Comunità civile aquilana, specie in questi ultimi periodi, così difficili e al tempo stesso molto promettenti. Si associa al mio saluto mons. Antonini, Nunzio Apostolico. “Ad multos annos”, don Claudio, e auguri con tutto il cuore. Anche per la invocazione di questa assemblea, una speciale benedizione del Signore discenda oggi su di te e vi rimanga sempre. Amen!”.

L’intervista