Pescara, aria di coca
Pescara nella relazione al Parlamento 2026 sul fenomeno delle dipendenze: è la seconda città italiana per presenza di cocaina nell’aria.
La relazione al Parlamento 2026 sul fenomeno delle dipendenze: Pescara seconda in Italia per cocaina nell’aria.
Podio poco lusinghiero per Pescara che figura nella relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze del Dipartimento delle Politiche contro la droga. Indicativo il capitolo “Consumi e tendenze” in cui spicca il Progetto PSICO, un’indagine condotta in collaborazione tra l’Università Ca’ Foscari di Venezia e il CNR, che analizza la presenza di sostanze illecite nel particolato atmosferico PM10. I risultati posizionano Pescara (area di Via Firenze) in una posizione di triste primato nazionale: con una concentrazione mediana di 565 pg m-3, la città adriatica è la seconda in Italia per presenza di cocaina nell’aria, superata solo dal sito di Roma Bufalotta (1.174 pg m-3) e precedendo Firenze (528 pg m-3).
La ricerca evidenzia come la cocaina sia la sostanza più pervasiva a livello nazionale, rilevata nel 100% dei campioni analizzati. Un dato interessante riguarda la variabilità temporale: a differenza dei cannabinoidi, che mostrano picchi di utilizzo durante il weekend, la cocaina presenta concentrazioni più elevate durante la settimana lavorativa nel 71% dei siti monitorati.
Ovviamente sono dati che nulla hanno a che fare con la sicurezza della salute pubblica, in relazione all’aria che si respira: lo studio ha infatti permesso di valutare l’esposizionepassiva della popolazione attraverso la naturale inalazione del PM10 atmosferico durante la respirazione: “Calcolando la quantità di sostanza assunta giornalmente nel sito con la massima concentrazione di cocaina registrata (Roma Bufalotta), – si legge nella relazione – si ottiene un valore di 0,0235 mg, che corrisponde allo 0,016% di una dose media per uso personale stimata in 150 mg. Tale evidenza permette di affermare che la quantità respirata è ampiamente inferiore a qualsiasi dose per uso personale. Simili risultati sono stati ottenuti per Δ9-THC e ketamina”.
Sfumature diverse, invece, se si parla di acque reflue: qui i dati indicano per la stessa città di Pescara una diminuzione del consumo di cocaina e cannabis rispetto alle rilevazioni precedenti (2020-2022 e 2024). Questo contrasto tra dati atmosferici e idrici sottolinea la complessità del monitoraggio dei flussi di consumo urbano.
Capitolo a parte, quello sui servizi sanitari: nel 2025, i Servizi pubblici per le Dipendenze (SerD) della regione hanno assistito 3.461 persone per uso di sostanze illegali. Il tasso di utenza in carico in Abruzzo è pari a 261 persone ogni 100.000 abitanti, un valore superiore alla media nazionale di 223. Anche il sistema di emergenza riflette questa criticità: in Abruzzo sono stati registrati 198 accessi al Pronto Soccorso per condizioni direttamente correlate all’uso di droga, con un tasso di 16 ogni 100.000 residenti, dato che si colloca leggermente sopra la media italiana (14). Un elemento d’eccellenza regionale emerge invece nelle pratiche di prevenzione sanitaria: l’Abruzzo registra il primato nazionale per la copertura del test dell’epatite B (HBV) tra gli utenti dei SerD, con il 92% della popolazione assistita sottoposta a screening.



