Logo
Ritrovate le sorelline scomparse, decisiva una videochiamata

Ritrovate le sorelline scomparse, il procuratore: “Quando le abbiamo trovate non hanno fatto i salti di gioia. Decisiva una videochiamata della madre”.

Il procuratore di Sulmona spiega la svolta nel caso delle due sorelline scomparse: decisiva una videochiamata della madre per rintracciarle.

Provo dentro di me il dolore del colloquio che ho avuto con loro perché sono stato la seconda, terza persona che ha parlato con loro dopo le due del carabiniere. Quando le abbiamo trovate le due sorelle non hanno fatto salti di gioia, si sono chiuse nella stanza dove avevano vissuto fino ad allora“. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, nella conferenza stampa convocata all’indomani del ritrovamento di Alisya e Sarah, le due sorelline di 16 e 12 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedenae ritrovate nella serata di domenica 21 giugno a Formia.

La svolta nelle indagini sul ritrovamento delle due sorelline scomparse è arrivata da “una videochiamata della mamma nei confronti di un numero di telefono che era attenzionato intestato a un pachistano, facente parte di un gruppo di schede clandestinamente attivate a Napoli un paio di giorni prima della scomparsa“, ha detto il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo. “Tra i tanti difetti della mamma – ha aggiunto – c’era anche quello di mantenere il controllo. Non poteva rimanere giorni e giorni senza contattare le figlie“.

Eravamo pronti a trovarci davanti alla porta delinquenti o pazzi, abbiamo trovato una signora di 80 anni. Le ragazzine segregate in una stanza, non potevano uscire né aprire le persiane. Potevano solo vedere la tv. Quello che dicono le bambine non ha un suo significato, non nel senso che non sia importante, ma da un punto di vista giuridico. Avremo modo di verificare come si sia sviluppato questo senso di predilezione nei confronti dell’uno o dell’altrogenitore“, ha precisato il procuratore D’Angelo, rispondendo alle domande riguardo a quanto dichiarato dalle due sorelle sulla volontà di stare con la mamma.

La signora 80enne nella casa della quale sono state trovate le due sorelle, lontana parente acquisita, è indagata insieme ad altre tre persone. Restano tre i decreti di fermo. “L’indagine ha visto impegnati i Carabinieri del nucleo provinciale dell’Aquila, del nucleo provinciale di Latina, l’intera Legione, l’esperta del Racis. Abbiamo avuto come primo obiettivo – ha precisato – trovare le persone, e per trovare le persone occorre da un lato svolgere investigazioni normali, dall’altro capire i profili psicologici delle persone con cui avevamo a che fare”.

Abbiamo controllato e identificato tutte le persone appartenenti al cosiddetto albero genealogico materno e paterno delle ragazze. Abbiamo svolto decine di controlli in tutta Italia. Abbiamo controllato case a Milano“. Praticamente nessuna parentela diretta con la signora ottantenne che aveva le ragazze nella sua casa a Formia. La loro madre, Valentina, è sua nipote acquisita, ovvero nipote di suo marito deceduto.

Youssef non è stato in contatto con queste persone“, afferma il procuratore, riferendosi al fidanzato della sedicenne e ai quattro indagati nella vicenda – i tre fermati e la signora ottantenne di Formia – e spiegando che il giovane, da lui stesso ascoltato nella stazione dei Carabinieri di Villetta Barrea sabato scorso, si è recato di nuovo dai militari, di sua iniziativa, solo per avere conferma che le ragazze fossero state liberate.

Il procuratore di Sulmona D’Angelo ha raccontato che nel giorno stesso della denuncia della scomparsa i cani molecolari hanno seguito le tracce delle due sorelle fino alla piazzetta di Civitella Alfedena. Da lì, poi, si sono interrotte. “Le ragazze sono salite volontariamente in macchina con le stesse persone che le hanno portate a Formia“, ha aggiunto il procuratore. “Non si sa ancora che piano avessero, per quanto tempo sarebbero state ancora lì le ragazze, perché non sono stati ancora svolti gli interrogatori“.

Ritrovate le sorelline scomparse, decisiva una videochiamata foto credit ansaFoto Ansa